Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsChicago BullsLavagna tattica, Bulls: L’attacco sale, la difesa scende

Lavagna tattica, Bulls: L’attacco sale, la difesa scende

di Antonio Greco
Il 28 aprile 2014, il giorno del primo grande infortunio di Derrick Rose, col tempo ha assunto per i Bulls la funzione di spartiacque tra la concreta possibilità di vincere un titolo e l’attesa per il ritorno del proprio giocatore più rappresentativo. Chicago s’è ritrovata nelle mani di Joakim Noah e ha trovato un uomo in più nella figura di coach Thibodeau, ma nonostante dal 2009 sia una presenza fissa nella postseason, tutti sapevano che senza il loro numero 1, la franchigia dell’Illinois non avrebbe mai potuto competere davvero per i piani alti della lega. Del resto come scriveva il compianto Giorgio Faletti in Niente di vero tranne gli occhiIl buio e l’attesa hanno lo stesso colore“. Così hanno iniziato a mettere in piedi una nuova squadra, modellata a mettere il più possibile a suo agio D-Rose, il giorno del suo rientro.Del quintetto che era in campo al momento dell’infotunio, Deng, Boozer e Korver hanno cambiato canotta, sostituiti rispettivamente da Dunleavy, Butler e Pau Gasol, nella speranza che l’MVP del 2011 tornasse ai fasti di un tempo. Visto che siamo in tema di citazioni, vi dico, riportando le parole di Teophile Gautier ne Il romanzo della mummia, che La speranza è dura a morire per un cuore innamorato. E questi Bulls sono davvero innamorati di Rose.


Nel frattempo, nel periodo 2012-2014, Chicago s’è affermata come la migliore difesa della lega, ma anche come il peggiore attacco. Con lo scopo di invertire quest’ultimo trend, il GM Gar Forman ha firmato il sopraccitato Pau Gasol e due ottimi tiratori come Mirotic e McDermott. Di fronte a un attacco che è migliorato però, la squadra di coach Thibs sta subendo il rovescio della medaglia con una difesa che è passata da essere la migliore nella lega fino ad essere il tredicesimo posto per punti concessi. Andiamo a vedere insieme quali sono i segreti di questi Bulls.
Dal punto di vista offensivo Chicago è migliorata sotto il profilo delle individualità e tutto il sistema ne ha giovato. Considerando solo il quintetto titolare, Rose è un ottimo penetratore, Butler un “tuttofare” con pochi eguali nella lega, Dunleavy e Gasol sono dotati di un ottimo tiro e Noah è sempre una presenza importante nel pitturato. Il risultato è un attacco ben assortito, fluido e con ottime spaziature. E in un sistema basato principalmente sul pick and roll/pop come quello dei Bulls, spaziare bene il campo è il punto di partenza sul quale fondare un buon attacco.

Rose e Gasol provano a giocare un pick and rollGasol cambia angolo di bloccoRose è raddoppiato sulla linea di fondoRose trova Butler con spazioButler mette la tripla
Su una situazione di pick and pop tra Rose e Gasol, Beverley impedisce alla PG di girare l’angolo e lo manda verso la linea di fondo, dove c’è il raddoppio di Howard. Comunque le spaziature sul lato debole sono ottime e Ariza, che è andato ad aiutare sul n. 16, si perde Butler, il quale mette la tripla aperta.
E in questa chiave va letta la straordinaria stagione di Gasol, il quale quando ricopre il ruolo di bloccante al portatore, riesce spesso a ricevere per un un tiro aperto, poiché i difensori sul lato debole preferiscono non ruotare su di lui, ma rimanere accoppiati col proprio uomo.
Rose e Gasol giocano un pick and rollSnell esce dai blocchiRose viene raddoppiato ma le spaziature sono ottimeGasol tira con spazioGasol segna
Situazione simile a quella precedente con un pick and pop tra Rose e Gasol. Contemporaneamente sul lato debole Snell riceve un doppio blocco e successivamente spazia bene il campo con Dunleavy e Gibson. Quando Rose viene raddoppiato, McLemore ha paura di lasciare Snell libero e non ruota su Gasol, il quale può prendersi il long-two aperto.
Le ottime spaziature assumono un ruolo particolarmente importante anche durante le penetrazioni, specialmente se in squadra hai D-Rose. Poiché la scelta della maggior parte delle difese NBA è quella di concentrare le penetrazioni sulla linea di fondo, un lato debole ben spaziato consente spesso e volentieri di trovare un tiratore libero per un jump shot, come dimostrano i dati sul tiro da tre: sono 21,4 i tentativi a partita e il 35,9% la percentuale a fronte dei 17,8 e del 34,8% del 2013/14.
Butler attacca Pondexter dal primo passoButler batte Pondexter e viene raddoppiatoButler scarica fuori per SnellSnell mette la tripla
Butler attacca Pondexter sul primo passo e lo batte. L’intera difesa dei Pelicans collassa sul portatore e le ottime spaziature, ancora una volta, rivestono un ruolo fondamentale, poichè Butler trova Snell per un tiro da tre aperto.
Per quanto riguarda i movimenti senza palla, essi seguono spesso la “Flex offense” e la “Shuffle Offense” (se non sapete cosa sono aprite questi linkhttp://www.coachesclipboard.net/FlexOffense.html http://www.coachesclipboard.net/ShuffleOffense.html ). La prima delle due, a causa dei numerosi tagli verso canestro e dei tanti cambi di ruolo, sfrutta la velocità degli esterni e le grandi doti dei due lunghi titolari nel passaggio. Gasol e Noah sono entrambi ai primi posti della lega per tocchi dal gomito.
Butler porta un blocco a GasolNoah blocca per Bulter
Classico movimento della flex offense, con Butler che blocca orizzontalmente per Gasol e a sua volta riceve un blocco verticale da Noah. Il portatore di palla, Aaron Brooks, deve decidere se passarla alla SG o alla PF e sceglie l’opzione della palla in post per Gasol.
Per quanto concerne la Shuffle offense invece, essa mette in risalto, oltre alla già citata velocità delle guardie, le abilità in post dei vari Gibson, Noah e soprattutto Gasol. Inoltre, come tutti i tipi di continuity offense, può essere ripristinata da un momento all’altro qualora qualcosa non vada per il verso giusto.
Snell taglia sul lato forteRose la passa a Snell ed esegue uno shuffle cutSnell la passa a NoahButler blocca per GasolGasol riceve con spazioGasol ottiene un and-one
Snell taglia dal lato debole al lato forte, riceve palla da Rose e prende il suo posto in campo. Gasol blocca per l’MVP del 2011, il quale esegue il cosiddetto shuffle cut (da cui deriva il nome di shuffle offense) e prende la posizione di Butler. Butler taglia a canestro e blocca per Gasol. Nel frattempo Snell e Noah hanno ribaltato da un lato all’altro l’attacco e il Catalano riceve con spazio e ottiene due punti più il fallo.
Non è oro tutto quel che luccica, però, poiché c’è ancora da migliorare sulle scelte di tiro e sulle palle perse.
Passiamo ora alla fase difensiva, dove, come detto, i Bulls stanno soffrendo un’involuzione rispetto agli ultimi anni. Apparentemente potrebbe sembrare un paradosso, visto che Rose e Gasol hanno “rimpiazzato” rispettivamente D.J. Augustin e Carlos Boozer, di certo non tra i migliori della lega nella propria metà campo. Tuttavia il prodotto di Memphis e il catalano hanno abbassato, direttamente o indirettamente, il minutaggio di Noah, Dunleavy, Gibson e Hinrich, giocatori sicuramente fondamentali quando c’è bisogno di difendere.
Venendo alle questioni di campo, è evidente come ci sia un problema nella protezione del ferro. Chicago è passata da essere la seconda migliore squadra per punti concessi in area nel 2013/14, fino al 22o posto della stagione in corso. Molte difficoltà derivano dalla scarsa mobilità di Gasol, il quale è lento per marcare un’ala grande e si accoppia con i centri. Di conseguenza Noah, costretto a marcare i 4 avversari, è spesso lontano dal canestro e non può apportare il suo contributo nel pitturato.
Questi problemi emergono soprattutto nelle situazioni di pick and roll/pop, nonstante Thibodeau stia continuando a predicare la difesa ICE, che consiste nel tenere l’attacco sul lato forte e forzare l’avversario a tirare un jump shot dal mid-range semi-aperto. Purtroppo però, Gasol è spesso fuori posizione, in quanto si fa spesso battere in penetrazione oppure, per evitare questa possibilità, marca il portatore di palla a una distanza eccessiva e gli concede un tiro aperto. Anche le statistiche evidenziano un problema di fondo, visto che i Bulls sono la squadra che subisce meno triple, ma anche quella che prende più canestri dal portatore di palla sul pick and roll.
Harden e Dorsey giocano un pick and rollHarden batte GasolHarden ha un appoggio facile
Dorsey porta un blocco a Harden per giocare un pick and roll. Butler cerca di contenere la penetrazione, ma Gasol sbaglia il posizionamento difensivo e invece di effettuare l’ICE, si fa battere dal mancino dei Rockets. Gibson, intento a marcare l’ala grande, è in ritardo nelle rotazioni e Harden deve solo appoggiarla al tabellone.
Per i Chicago Bulls l’attesa è finita e con la squadra migliore dell’era post-Jordan, il titolo è finalmente un obiettivo concreto. Se vogliono riportare il Larry O’Brien in Illinois, però, bisogna migliorare ancora in attacco e ritrovare quella compattezza difensiva grazie alla quale sono sopravvissuti senza D-Rose.
Per NBA Passion,
Antonio Greco

You may also like

Lascia un commento