Nel frattempo, nel periodo 2012-2014, Chicago s’è affermata come la migliore difesa della lega, ma anche come il peggiore attacco. Con lo scopo di invertire quest’ultimo trend, il GM Gar Forman ha firmato il sopraccitato Pau Gasol e due ottimi tiratori come Mirotic e McDermott. Di fronte a un attacco che è migliorato però, la squadra di coach Thibs sta subendo il rovescio della medaglia con una difesa che è passata da essere la migliore nella lega fino ad essere il tredicesimo posto per punti concessi. Andiamo a vedere insieme quali sono i segreti di questi Bulls.
Dal punto di vista offensivo Chicago è migliorata sotto il profilo delle individualità e tutto il sistema ne ha giovato. Considerando solo il quintetto titolare, Rose è un ottimo penetratore, Butler un “tuttofare” con pochi eguali nella lega, Dunleavy e Gasol sono dotati di un ottimo tiro e Noah è sempre una presenza importante nel pitturato. Il risultato è un attacco ben assortito, fluido e con ottime spaziature. E in un sistema basato principalmente sul pick and roll/pop come quello dei Bulls, spaziare bene il campo è il punto di partenza sul quale fondare un buon attacco.
E in questa chiave va letta la straordinaria stagione di Gasol, il quale quando ricopre il ruolo di bloccante al portatore, riesce spesso a ricevere per un un tiro aperto, poiché i difensori sul lato debole preferiscono non ruotare su di lui, ma rimanere accoppiati col proprio uomo.
Le ottime spaziature assumono un ruolo particolarmente importante anche durante le penetrazioni, specialmente se in squadra hai D-Rose. Poiché la scelta della maggior parte delle difese NBA è quella di concentrare le penetrazioni sulla linea di fondo, un lato debole ben spaziato consente spesso e volentieri di trovare un tiratore libero per un jump shot, come dimostrano i dati sul tiro da tre: sono 21,4 i tentativi a partita e il 35,9% la percentuale a fronte dei 17,8 e del 34,8% del 2013/14.
Per quanto riguarda i movimenti senza palla, essi seguono spesso la “Flex offense” e la “Shuffle Offense” (se non sapete cosa sono aprite questi linkhttp://www.coachesclipboard.net/FlexOffense.html http://www.coachesclipboard.net/ShuffleOffense.html ). La prima delle due, a causa dei numerosi tagli verso canestro e dei tanti cambi di ruolo, sfrutta la velocità degli esterni e le grandi doti dei due lunghi titolari nel passaggio. Gasol e Noah sono entrambi ai primi posti della lega per tocchi dal gomito.
Per quanto concerne la Shuffle offense invece, essa mette in risalto, oltre alla già citata velocità delle guardie, le abilità in post dei vari Gibson, Noah e soprattutto Gasol. Inoltre, come tutti i tipi di continuity offense, può essere ripristinata da un momento all’altro qualora qualcosa non vada per il verso giusto.
Venendo alle questioni di campo, è evidente come ci sia un problema nella protezione del ferro. Chicago è passata da essere la seconda migliore squadra per punti concessi in area nel 2013/14, fino al 22o posto della stagione in corso. Molte difficoltà derivano dalla scarsa mobilità di Gasol, il quale è lento per marcare un’ala grande e si accoppia con i centri. Di conseguenza Noah, costretto a marcare i 4 avversari, è spesso lontano dal canestro e non può apportare il suo contributo nel pitturato.
Questi problemi emergono soprattutto nelle situazioni di pick and roll/pop, nonstante Thibodeau stia continuando a predicare la difesa ICE, che consiste nel tenere l’attacco sul lato forte e forzare l’avversario a tirare un jump shot dal mid-range semi-aperto. Purtroppo però, Gasol è spesso fuori posizione, in quanto si fa spesso battere in penetrazione oppure, per evitare questa possibilità, marca il portatore di palla a una distanza eccessiva e gli concede un tiro aperto. Anche le statistiche evidenziano un problema di fondo, visto che i Bulls sono la squadra che subisce meno triple, ma anche quella che prende più canestri dal portatore di palla sul pick and roll.
Per i Chicago Bulls l’attesa è finita e con la squadra migliore dell’era post-Jordan, il titolo è finalmente un obiettivo concreto. Se vogliono riportare il Larry O’Brien in Illinois, però, bisogna migliorare ancora in attacco e ritrovare quella compattezza difensiva grazie alla quale sono sopravvissuti senza D-Rose.
Per NBA Passion,
Antonio Greco


























