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Blazers, il nuovo gm vorrà “libertà di manovra” per cedere Damian Lillard?

di Michele Gibin
Damian Lillard

Secondo quanto riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN, l’obiettivo di Damian Lillard è ottenere nell’estate 2022 un’estensione contrattuale biennale da 107 milioni di dollari oltre alla naturale scadenza del 2025, elemento che potrebbe “complicare” la ricerca del nuovo general manager dei Portland Trail Blazers.

Lillard, 31 anni, sarà eleggibile per un’estensione al massimo salariale del suo contratto, che lo porterebbe a guadagnare 51 milioni di dollari nel 2025\26 e 58 milioni l’anno successivo, quando Dame avrà 36 anni. Un contratto in linea con quelli firmati da altre superstar NBA ben oltre i 30 anni di età, come Stephen Curry, Kevin Durant e Paul George.

Una prospettiva che secondo Wojnarowski potrebbe mettere i Trail Blazers davanti a un bivio, nella scelta del nuovo GM che dovrà sostituire Neil Olshey. Quanto sarebbe saggio concedere un’estensione così importante a un giocatore di 31 anni, che ha giocato e speso tantissimo a Portland in 9 stagioni, e che gioca in un ruolo in cui velocità e condizione atletica sono fondamentali, in virtù anche di un’altezza sotto la media per un atleta NBA?

L’incarico di general manager ad interim è stato affidato a Joe Cronin, già executive sotto Neil Olshey, e a condurre la ricerca del nuovo GM (con lo stesso Cronin in lizza) sarà Bert Kolde, storico braccio destro del proprietario Paul Allen, scomparso nel 2018) e della sorella e oggi a capo della franchigia Jody Allen. E secondo ESPN, tra i potenziali candidati l’idea di concedere un prolungamento di contratto così impegnativo a Damian Lillard “non raccoglierebbe grande entusiasmo”, perché potrebbe complicare il processo di ristrutturazione del roster.

Addirittura sempre secondo quanto riportato da Wojnarowski, per l’eventuale nuovo general manager sarebbe importante avere la “libertà di manovra” di cedere Lillard via trade “prima che sia troppo tardi” se le condizioni per tale mossa, considerata impensabile fino a pochi mesi fa, dovessero crearsi.

Damian Lillard reagisce all’articolo di Wojnarowski: “Non sono sorpreso…”

Quello che insomma potrebbe innescarsi ai Blazers, è un braccio di ferro tra la franchigia e la sua superstar, che ha portato la squadra ai playoffs per 8 stagioni di fila e raggiunto con CJ McCollum e coach Terry Stotts una finale di conference nel 2019. Dal canto suo, Damian Lillard ha ribadito a inizio stagione la sua ferma intenzione di restare a Portland e giocare qui per il titolo NBA. Ma se la decisione di voltare pagina dovesse arrivare proprio dalla franchigia, allora Dame sarà il primo a guardarsi attorno in cerca di una soluzione.

Soprattutto se la suddetta estensione contrattuale non dovesse arrivare nell’estate 2022: questo sarebbe un segnale piuttosto evidente da parte della squadra.

Un report, quello di ESPN, cui Damian Lillard ha risposto via social, su Twitter e Instagram, con poche parole: “Non posso certo dire di essere sorpreso“, ha scritto in risposta a un utente che indicava Neil Olshey come “gola profonda” per l’articolo firmato da Adrian Wojnarowski. Su Instagram, Lillard ha invece scritto: “Il gossip a volte dice la verità su ciò di cui parla. Ma dice sempre la verità su chi lo fa“, con tanto di hashtag #FUN.

L’agente di Damian Lillard, Nate Jones, aveva scritto in un tweet, poi rimosso, come il giocatore “per chi non lo sapesse, (è stato, ndr) l’unico a opporsi al licenziamento di un manager che non aveva fatto un buon lavoro e che non era più apprezzato. E lui ha restituito il favore cercando di dare la colpa a una delle persone più corrette al mondo. Terribile“, riferendosi a Neil Olshey.

 
 
 
 
 
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