Martedì, durante una teleconferenza per ESPN, è stato chiesto a Jeff Van Gundy che cosa pensa si possa fare per mantenere alta l’attenzione del pubblico sui canali che trasmettono le partite NBA.
Ebbene, il miglior analista televisivo della NBA ha le idee ben chiare su come migliorare.
“Beh, la prima cosa che farei è cercare di portare la trasmissione ad un massimo di 2 ore, e il più grande cambiamento che apporterei sarebbe quello di eliminare i tiri liberi fino agli ultimi 4 minuti della partita” ha detto Van Gundy. “Quindi, se si subisce un fallo, si dovrebbero ottenere direttamente 2 punti”.
Van Gundy ha però offerto un altro suggerimento, molto meno radicale, per ridurre la durata delle partite.
“Ridurrei anche l’intervallo. Penso che sia una perdita di tempo. Riducetelo a circa 5 minuti. Queste sarebbero le due cose che farei per accelerare il gioco” sostiene.
Le osservazioni di Van Gundy arrivano nel contesto degli sforzi della Major League Baseball per accorciare in modo significativo le partite, soprattuto attraverso il pitch clock.
Effettivamente le partite di regular season in NBA tendono a trascinarsi, soprattutto alla fine del quarto quarto, quando si accumulano timeout e falli.
L’idea dell’intervallo non sarebbe neanche male, ma le reti di trasmissione che utilizzano quella finestra di 15 minuti per mostrare le proprie pubblicità, non sarebbero mai d’accordo. E poi, la riduzione dell’intervallo riduce le entrate, quindi dimenticatevi di questa idea.
Per quanto riguarda invece i tiri liberi, sono una parte integrante del basket, quindi non so quanto possa essere bello eliminarli fino agli ultimi 4 minuti.
Non a caso, anche ESPN e gli inserzionisti potrebbero non essere d’accordo con questa proposta di Van Gundy, a differenza di Damian Lillard, che invece ne è sembrano entusiasta.
Il commissario della NBA, Adam Silver, ha dimostrato di essere disposto a pensare fuori dagli schemi, questo è vero, ma è improbabile che le idee di Van Gundy vengano attuate a breve.

