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NBA, le squadre da playoffs: Atlanta Hawks preview 2022/23

  • Record Regular Season 2021/22: 49-39 (seed #9 nella Eastern Conference)
  • Rendimento playoffs: Eliminazione al primo turno playoffs contro i Miami Heat (1-4)
  • Arrivi: Dejounte Murray (PG), AJ Griffin (SF), Justin Holiday (SF), Maurice Harkless (SF), Aaron Holiday (G), Frank Kaminsky (PF), Tyrese Martin (PF)
  • Partenze: Kevin Huerter (SG), Danilo Gallinari (PF), Delon Wright (G), Lou Williams (SG), Gorgui Dieng (C), Timothe Luwawu-Cabarrot (SG), Kevin Knox (SF), Skylar Mays (SG)
  • Possibile quintetto: Young, Murray, Hunter, Collins, Capela
  • Head coach: Nate McMillan (confermato)
  • Numero chiave: 21.3 triple tentate da situazioni di catch-and-shoot. Solo i Brooklyn Nets ne hanno tirate meno la scorsa stagione regolare, numero indice della tendenza al tiro dal palleggio di giocatori come Trae Young. Che però dovrà imparare a dividere il pallone con il nuovo arrivato Dejounte Murray.

Dopo le finali di Conference del 2021, ci si attendeva probabilmente qualcosa di più rispetto al nono posto nell’ultima stagionale regolare. Ora però gli Hawks vogliono tornare a competere per le primissime posizioni della Eastern Conference, e per le fasi finali dei playoffs. L’appena citata aggiunta di Dejounte Murray è senza dubbio una mossa importante in tal senso, che ha portato anche al sacrificio di diverse scelte future. Che per altro potrebbe anche essere suffragata dall’eventuale presa di Jae Crowder, della quale si rumoreggia negli ambienti americani.

Tornando al roster a disposizione, comunque, ad Atlanta si può davvero sperare in risultati di rilievo. Trae Young rimane il leader tecnico, e le ultime dichiarazioni, in sintonia con quelle di coach McMillan, lo hanno visto impegnato anche nella crescita come leader di carattere. Al suo fianco avrà un’altra guardia che di personalità ne ha da vendere: Murray. L’ex San Antonio Spurs è arrivato senz’altro per coprire le lacune difensive del nuovo compagno di back-court, dove lui è invece un grande specialista. In più, però, bisognerà trovare una quadra dal punto di vista offensivo. Entrambi amano avere la palla in mano, e quindi i due dovranno trovare un equilibrio non scontato. Per assurdo, considerando il 33% in carriera da tre punti di Murray, potrebbe essere proprio Young quello più preparato a giocare senza palla sugli scarichi. Ma un conto è parlare statistiche alla mano, un altro sul parquet.

Al netto degli aggiustamenti alla nuova partnership, loro saranno i padroni indiscussi dei rispettivi ruoli in quintetto. Quello di ala piccola sarà verosimilmente ricoperto da DeAndre Hunter, mentre l’ala grande sarà ancora John Collins. Quest’ultimo entrerà nel primo anno di validità del suo nuovo contratto da 125 milioni di dollari. Che potrebbe essere tanto un peso quanto una motivazione a crescere definitivamente come la terza stella dei suoi, alle spalle e sui passaggi delle due guardie già citate abbondantemente. Discorso opposto per Hunter, che entra invece nell’ultima annata del suo accordo da matricola, che Atlanta non sembra ancora intenzionata a rinnovare. Non una situazione serenissima, insomma. Al centro, infine, il posto sarà senza dubbio di Clint Capela. A guardare le due gare di pre-season giocate fin qui, poi, non è facile capire chi saranno i giocatori con più minuti in uscita dalla panchina. La certezza rimane solo quella del sesto uomo: Bogdan Bogdanovic, al momento ancora alle prese con un infortunio ricorrente. Alle sue spalle, i fratelli Aaron e Justin Holiday, Onyeka Okongwu, Jalen Johnson, e AJ Griffin, scelta numero 16 dell’ultimo Draft, sono tutti candidati.

La potenziale aggiunta di Crowder, di cui sopra, potrebbe poi arrivare proprio alle spese di uno o di alcuni dei giocatori di rotazione citati. O magari dello stesso Hunter, vista la riluttanza a offrirgli un nuovo accordo e pur di non perderlo senza ricevere nulla in cambio a fine stagione. L’ormai quasi ex giocatore dei Phoenix Suns, dal canto suo, porterebbe tanta esperienza, fresco di due apparizioni alle NBA Finals negli ultimi tre anni. Come assicurano da oltreoceano, comunque, gli Hawks lo inserirebbero al fianco del terzetto Young-Murray-Collins, e quindi per forza di cose in uscita dalla panchina. Difficile immaginarlo in quintetto come ala piccola.

Crowder o meno, Atlanta si avvicina a grandi passi alla nuova stagione. La speranza è quella che questa squadra, forte anche delle ultime aggiunte, dimostri di essere più simile alla sua versione 2021 che a quella 2022. Nonostante una Eastern Conference davvero ricca di talento, comunque, loro potranno dire la loro e puntare ad arrivare tra le prime sei in stagione regolare. Ancora una volta, molto dipenderà da come le due guardie, nonché stelle della squadra, riusciranno ad incastrarsi. Tanto in attacco, dove il punto di riferimento rimarrà probabilmente Young, tanto in difesa, dove invece il faro diventerà Murray.

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