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Warriors avanti 2-0,adesso la serie si sposta nella terra dei mormoni

di Felice Caporaso

Nessuna sorpresa nelle prime due gare della semifinale di conference tra Golden State Warriors e Utah Jazz: come da copione, i californiani hanno vinto entrambe le partite giocate all’Oracle Arena portandosi 2-0 nella serie che adesso si sposterà a Salt Lake City per gara3 e gara4. I Jazz hanno dovuto praticamente sempre rincorrere i Warriors nei primi due episodi della serie (su 96 minuti di gioco delle due gare, Golden State è stata in vantaggio per 94 minuti e 8 secondi) e non hanno mai dato l’impressione di poter portare a casa la vittoria. Sicuramente nelle prossime due partite i Jazz cercheranno di sfruttare il fattore campo e con il sostegno del proprio pubblico proveranno ad allungare la serie che al momento sembra saldamente nella mani dei campioni in carica della Western conference.

 

GARA 1: UTAH JAZZ@GOLDEN STATE WARRIORS  94-106

 

GARA2: UTAH JAZZ@GOLDEN STATE WARRIORS 104-115

 

Golden State Warriors: ritmi alti e attacco che gioca sul velluto

 

I californiani finora sono riusciti ad imporre il proprio ritmo di gioco e questo,come già annunciato in fase di presentazione della serie, ha fatto la differenza. La banda di coach Kerr (che non partirà per Salt Lake City) sta trovando le giuste soluzioni offensive con i big four che stanno segnando a ripetizione (71 punti su 106 in gara1 e 83 su 115 in gara2). Curry è in pieno controllo, Draymond Green sta facendo il bello e il cattivo tempo, Durant sembra completamente ristabilito e Klay Thompson sta facendo il suo senza strafare. La chiave tattica (e non è certo una novità) è stata il death line up contro il quale Utah ha sofferto molto; molti minuti quindi ad Andre Iguodala a discapito di Pachulia che ha giocato poco nelle prime due gare.

 

Per quanto riguarda l’aspetto difensivo, i californiani sono riusciti a limitare alcune opzioni offensive degli avversari (una su tutte Joe Johnson) che invece avevano fatto la differenza nella serie precedente. E’ probabile che a Salt Lake City la musica cambierà e le cose si complicheranno quantomeno, ma ad oggi i Warriors sembrano in totale controllo tecnico ed emotivo della serie.

 

Utah Jazz: a questi ritmi non c’è una serie

 

I Jazz escono sconfitti dai primi 2 episodi della serie in quel di Oakland, dove i padroni di casa sono riusciti a tenere un ritmo di gioco altissimo (come quasi sempre in casa). A queste condizioni i mormoni hanno veramente pochissime chance di riacciuffare questa serie. La mossa di coach Snyder di lanciare in quintetto Joe Johnson insieme ad Hayward con Gobert da 5  non ha dato i frutti sperati,anzi, ha forse permesso ai Warriors di utilizzare con ancora meno remore il temibilissimo death line up. Hayward è venuto fuori in gara2 con una prestazione di altissimo profilo dopo l’opaca prova di gara1 ma questo non è bastato per restare in partita fino in fondo.

 

C’è necessità di cambiare marcia per i Jazz, di abbassare il numero di possessi e rendere la vita più difficile ai big four dei Warriors che stanno veramente facendo quello che vogliono. Curry al momento è un rebus di difficile soluzione, ma non è l’unico. Resta il fatto che i Jazz in casa propria sono una delle migliori squadre dell’intera Lega, quindi certamente si faranno rispettare.

 

Gara3 ci dirà davvero molto di questa serie: se i Jazz vogliono in qualche modo rientrare devono vincere a tutti i costi per mettere un po’ di pressione ai Warriors che d’altra parte sono determinati a chiudere i conti nel più breve tempo possibile.

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