Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsLos Angeles LakersI tre punti che decideranno la stagione dei Los Angeles Lakers

I tre punti che decideranno la stagione dei Los Angeles Lakers

di Michele Gibin
lakers

LeBron James… ancora

Nel senso: la vulgata vuole che Russell Westbrook sia arrivato anche per permettere a LeBron di rifiatare un po’ di più in regular season.

Valutazione corretta. Westbrook è infaticabile, non teme alti minutaggi, non accetta riposi e load management, le sue squadre corrono e vanno veloci in attacco. Russ ha appena chiuso la sua quarta stagione in carriera con una tripla doppia di media, e il suo fisico è ancora integro (non è così scontato, dopo 13 stagioni e cinque operazioni alle ginocchia). Ci sono nella NBA dei trentenni, o anche più giovani (Zion Williamson, è lei?), che si sognano tale capacità di resistenza all’usura atletica.

La domanda è però un’altra. Bene Westbrook e bene Davis, ma i Lakers possono davvero permettersi di “far riposare” LeBron James?

Lo scorso anno, James ha chiuso con +6.2 di plus\minus in 55 partite. Per trovare il secondo Lakers in classifica bisogna arrivare fino al +3.2 di Anthony Davis, la metà. Sempre lo scorso anno, senza LeBron ma con Davis in campo, i primi tre quintetti più utilizzati da Vogel non hanno superato i 98.9 punti per 100 possessi, una miseria. E ancora, fino al 26 febbraio, prima che la piaga infortuni si abbattesse su di loro, i Lakers segnavano 10.7 punti in più degli avversari con James in campo, e 2.6 in meno con James in panchina (13.3 punti di differenza).

Differenze paragonabili si erano riscontrate anche nel 2019\20, con la sola differenza che LeBron James aveva giocato di fatto tutta la stagione.

Ora c’è Westbrook in squadra. Come andrà? Dobbiamo attendere il campo, ma lo scorso anno a Washington, Russ ha chiuso con un plus\minus negativo (-1.4). Con Westbrook e senza Beal in campo, gli Wizards hanno segnato 106.7 punti per 100 possessi (almeno 80 possessi in stagione giocati, per Cleaning the Glass), -4.9 punti rispetto alla loro media stagionale (111.6). Va detto ovviamente che, soprattutto dopo l’infortunio di Deni Avdija, gli Wizards si sono ritrovati con un buco enorme in posizione di ala piccola (ci hanno provato Raul Neto, Garrison Mathews e Davis Bertans), e che Beal è stato a sua volta un difensore modesto soprattutto a causa dell’enorme carico di lavoro in attacco.

I Lakers hanno una squadra profonda quest’anno, e Vogel potrà permettersi quintetti in cui almeno due delle tre star siano sempre in campo assieme. La Western Conference non ha un padrone annunciato: i Clippers sono senza Leonard, i Nuggets senza Murray, gli Warriors senza Thompson almeno fino a gennaio, Wiseman non sarà pronto per l’inizio, e lo status di Wiggins è in sospeso in attesa di sviluppi. Utah e Phoenix devono confermarsi, più in basso ci sono Portland, Sacramento e New Orleans.

Forse i Lakers si possono davvero permettere di (rischiare di) perdere qualche partita in più, per avere un LeBron James stile 2020 (o 2018, 2017, 2016…) ai playoffs. E allora diventerebbe un problema per gli altri.

You may also like

1 commento

Luchinho 8 Ottobre 2021 - 10:21

Tutti sono in hype per questi Lakers ma secondo me ce la prendiamo in quel posto, alla stregua di Brooklyn.

Risposta

Lascia un commento