No, Victor Wembanyama non si è ritirato.
O meglio, lo ha fatto. Ma solo per poco. In un tempio Shaolin, in Cina. E no, non ha lasciato l’NBA per diventare un Monaco Zen, come qualcuno potrebbe aver lasciato intendere.
Nella più classica delle estati da star internazionale, Wemby ha deciso di regalarsi un’esperienza spirituale nell’antichissimo monastero Shaolin, famoso per il buddismo zen, il kung fu e, da oggi, anche per accogliere occasionalmente superstar NBA in cerca di relax.
A quanto pare, dopo una stagione non proprio semplicissima (chiusa in anticipo a causa di una trombosi venosa profonda) il 21enne ha scelto di concedersi un break lontano da parquet, telecamere e, evidentemente, pure dal Wi-Fi. Perché dai suoi social non è trapelato praticamente nulla: niente selfie sotto i ciliegi, zero storie di kung fu, nemmeno un video con il classico salto Shaolin.
Le uniche immagini circolate lo ritraggono seduto, testa rasata (ulteriore benzina per i titoli sensazionalistici), davanti a delle statue di Buddha, assorto in un momento di raccoglimento. Quanto basta per accendere immediatamente l’immaginazione di alcuni media, che, evidentemente in astinenza da notizie di mercato, hanno cominciato a parlare di ritiro nel senso più drammatico del termine. Del tipo: Wemby appende le scarpe al chiodo e si dà alla meditazione.
Ma la realtà, come spesso capita, è un po’ più noiosa. O, se vogliamo, molto più normale. I media cinesi hanno confermato la sua presenza al monastero, la stessa NBA ha ripostato la notizia su Weibo, mentre il tempio Shaolin ha elegantemente svicolato: «Non ne eravamo a conoscenza». Tradotto dal buddismo zen: è qui, ma non vi riguarda.
Prima di questa pausa ascetica, Wemby ha fatto il turista come tutti: shopping a Pechino, due tiri a canestro nei playground locali, passeggiate nei parchi, visite alla Grande Muraglia (con video entusiastici, condivisi anche dagli Spurs su Instagram), foto con i fan cinesi. Nessun segnale di crisi esistenziale o conversione monastica in vista, insomma.
Va detto che il monastero Shaolin ormai è anche diventato una tappa quasi obbligata per celebrità in cerca di esperienze “diverse”: a marzo persino lo youtuber IShowSpeed aveva documentato il proprio allenamento kung fu con i monaci, macinando milioni di visualizzazioni. Che dire: oggi meditare fa più engagement di un torneo estivo.
Quindi, ricapitolando: Wembanyama per ora medita, respira, forse apprende anche qualche mossa di equilibrio mentale che potrà tornare utile sotto canestro. Ma per tutti coloro che già fantasticavano su un Wemby che lascia l’NBA per diventare maestro Shaolin, forse è il caso di meditare un po’ di più… sull’arte di non esagerare.
Ci vediamo a ottobre, quando tornerà a far volare i suoi 2 metri e 24 in area. Altro che ritiro.

