Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsBoston CelticsNBA Trade: promossi, bocciati e rimandati dopo la giornata di ieri

Sembrava una giornata tranquilla, l’ultima prima della NBA Trade deadline delle 21,  ma la prima ufficialità ha innescato una reazione a catena terminata con veri e propri fuochi d’artificio nell’ultima ora di mercato! Vediamo, riepilogando le mosse, chi guadagna e chi invece esce indebolita da questi scambi:

VINCITORI

Houston Rockets:
ricevono KJ McDaniels e Pablo Prigioni, sacrificando Isaiah Canaan, Alexey Shved e seconde scelte 2015, 2017 e 2019. La grande presa è sicuramente l’ala piccola da Philadelphia, considerando cosa è stato dato in cambio e quanto talento ha invece fatto vedere il neo acquisto nei Sixers di inizio stagione. Prigioni, sebbene avanti con gli anni, porta tanto magnesio a questa squadra e può offrire 15-20 minuti di livello, a differenza di Shved ormai finito nel dimenticatoio dell’NBA dopo un incoraggiante inizio a Minnesota. Ambiziosi, voto 7,5.

Boston Celtics:
ricevono Isaiah Thomas, Jonas Jerebko, Gigi Datome in cambio di Marcus Thornton, Tayshaun Prince e una prima scelta 2016 (dei Cavs). Come non amare la trade per Thomas? Oltre alla complementarietà che lui e Smart promettono di offrire, il semplice sacrificio di Thornton e una delle 1000 scelte acquistate nel rebuilding è una mossa geniale. Thomas ha 26 anni ed è nel pieno della maturità cestistica, avendo dimostrato anche di reggere mentalmente scottanti delusioni come quella di essere stato acquistato in pompa magna dai Suns e poi relegato a ruolo di sesto uomo, uscendo con forza e determinazione dalla panchina e imponendosi spesso come vero go-to-guy del team. Prince avrebbe avuto comunque vita breve a Boston, per cui prendere Jerebko e il nostro Gigi Datome (uno dei due probabilmente verrà tagliato) è solo un modo per accollarsi un contratto o due che verranno presto rimossi dal Cap. Piccole genialità in un mare di scelte, voto 8.

Miami Heat:
ricevono Goran e Zoran Dragic, facendo uscire Norris Cole, Danny Granger, Shawne Williams, Justin Hamilton, una prima scelta 2017 (protetta per le prime 7) e una prima scelta 2021. Il solito genio di Riley ha atteso una giornata intera seguendo le evoluzioni da Phoenix, facendo letteralmente sfiancare proprietario e giocatore in lotta di posizione e orgoglio, e finendo con l’offrire poco o nulla per avere il miglior giocatore sul mercato disponibile. C’era da prendere anche il fratello per evitare problemi diplomatici, e non è certo stato un problema. Se calcoliamo che sono andati via il fantasma Granger (memorabili le 4 partite decenti di fila, giocatore purtroppo quasi finito dopo il serio infortunio ai Pacers), Cole (di fatto offerto da mesi sul mercato NBA), Williams (chi?) e Justin Hamilton (vedi Williams) più due prime scelte di cui una protetta e una del 2021, a Riley andrebbe dato l’Oscar. Dragic-Wade-Deng-Bosh-Whiteside: volete giocarci contro?
Nobel per la strategia a Riley, voto 9.

Detroit Pistons:
prendono Reggie Jackson e Tayshaun Prince, cedendo Kyle Singler, Dj Augustin, Datome e Jerebko. Insomma, ottima esposizione in vetrina per DJ Augustin, subito entrato nelle mire di team di tanti team. In cambio forse il play di riserva meno riserva di tutti,  quel Reggie Jackson che quest’anno viaggia a 20 di media nelle 12 da titolare. Il ritorno di Prince (se non sarà tagliato) sembra qualcosa di meno romantico di Garnett, ma comunque dando in cambio poco o nulla una ventata di esperienza o di spazio salariale, a seconda di cosa sceglieranno di fare, non fa male.
PonderatiVoto 8 a Van Gundy, ma sono ancora folgorato dal taglio miracoloso di Smith.

Portland Trail Blazers:
prendono Arron Afflalo e Alonzo Gee cedendo Claver, Barton, Robinson e una prima scelta protetta 2016 a Denver. Udite udite: dopo tanti tentativi alla fine i Blazers hanno preso la guardia macina-punti che serviva per risollevare la 28esima panchina NBA per produzione offensiva. Alonzo Gee è un nomade in NBA ma i ricordi sbiaditi che ho di Cleveland mi danno l’idea di tanto atletismo e fisicità, tecnica non di primo pelo ma sicuramente più utile di Claver e più responsabile e disciplinato di Robinson. Serviva una sola cosa, ne hanno presa una e mezza. Ottimo lavoro e occhio a questi Blazers.
Intelligenti, voto 9.

 

SCONFITTI

Philadelphia 76ers:
prendono Javale McGee. una prima scelta 2015 libera e una protetta prime 5, una seconda scelta 2015, perdendo invece Michael Carter-Williams e KJ McDaniels. Come, scusa???? A un certo punto il processo di ricostruzione dovrebbe iniziare costruendo qualcosa o no? Proprio ora che di materiale tecnico ne avevano in abbondanza, i Sixers tolgono il ROY dello scorso anno e una guardia emergente che ora stava iniziando a ritagliarsi un buon ruolo, e per cosa? Scelte, nemmeno di primo livello, e Javale McGee, idolo delle folle di Shaqtin a fool  che sarà presto tagliato per sfruttare la voragine che lascerà nel Cap.  Perchè invece dare McDaniels per un ritorno non migliore di quello che i Knicks hanno avuto per Prigioni? I Sixers avrebbero dovuto riazzerare tutto e ripartire da basi come Michael Carter Williams, ceduto magicamente ai Bucks invece. Una prima scelta in cambio, seppur forte e talentuosa, impiegherà meno di MCW a calarsi nella realtà NBA e diventare giocatore di livello come stava diventando l’ormai ex Carter-Williams? Indecifrabili. Voto 4.

Milwaukee Bucks:
ricevono Michael Carter Williams, Miles Plumlee, Tyler Ennis, cedendo Brandon Knight e Kendall Marshall. Volendo sorvolare sull’infortunato Marshall, che senso ha avuto togliere un ragazzo promettente in orbita All Star Game fino all’ultimo e dimostratosi leader del gruppo di Kidd? La paura di perderlo (Q.O. da 5 milioni la prossima estate) ha prevalso? Forse si, non a caso MCW è blindato per i prossimi 2 anni e questo mostra la volontà di “programmare a bocce ferme” dovendosi focalizzare su altri reparti. Milwaukee ha fatto passare lo scambio per un 1×1, quasi di egual livello, e forse avrà ragione tra qualche mese e dovremo farle gli applausi, ma ad oggi ha rovinato il buono fatto vedere finora. Plumlee non aggiunge non toglie, e l’unico effetto sicuro che genererà è far tagliare Kenyon Martin. O genialità incompresa o follia senza mezzi termini. Per ora 5.5

Phoenix Suns:
prendono Brandon Knight, Kendall Marshall (zac), Danny Granger, Cole (ai Pelicans) John Salmons (zac anche per lui) e 2 prime scelte da Miami, cedendo Goran Dragic, Isaiah Thomas, Miles Plumlee e Ennis. Sorvoliamo sui nomi Plumlee, Marshall, Salmons, Ennis. Soffermiamoci su un punto, cruciale: volevano cedere uno tra Thomas e Dragic perchè non aveva senso averli entrambi con Bledsoe quindi meglio 2 guardie forti e un buon lungo da prendere cedendo la guardia in eccesso. OK, sondiamo per Thomas, niente? Ok, restiamo così. No, Dragic non rinnova e fa muro contro muro. Entra in gioco il presidente Robert Sarver e blocca tutto: non vai dove vuoi, scelgo io e ti rendo amari questi ultimi 3 mesi. Arriva Riley con due prime scelte, ex giocatori e giocatori mancati, e cedi. Disperatamente ti butti su Knight e si può anche comprendere, ma non dovevi cedere uno solo dei due? Ora da Dragic Bledsoe Thomas sono passati a Bledsoe Knight. Intanto, OKC ha finalmente agganciato l’ottava piazza. Perplessità totale. Voto 5.

Senza Voto

Minnesota che prende KG fa scappare la lacrimuccia, e dare Young che è solo uno dei 1500 giovani di talento non è nemmeno mossa da rimpiangere. Però KG è in fase calante a dir poco, e più di insegnare il basket a livello teorico ai tanti apprendisti del gioco dei T’Wolves non potrà fare.  Rimandati al prossimo anno.

Oklahoma farà passare Kanter come prima scelta e Dj Augustin come il meglio che potesse prendere per Reggie Jackson. Per quanto su quest’ultima affermazione si possa essere d’accordo (ma, comunque, guardate cosa ha avuto Philly per MCW e Phoenix per Thomas, capirete che non è così), sulla prima la risposta è un secco NO. Fino all’ultimo Lopez, come da 3 sessioni di mercato, pareva già compagno di squadra di Durant e Westbrook e poi, come da copione, è saltato tutto. Non ci caschiamo, Kanter è un ripiego, per carità forse anche più adatto al gioco di OKC e al sistema difensivo di Ibaka e soci, ma i veri scottati dal mercato sono loro. L’applauso, casomai, lo meritano per aver finalmente sbolognato Perkins, immune da amnesty e tagli negli anni. Sono usciti migliorati, ma non come volevano loro. Rimandati a Giugno, perchè ci arriveranno a Giugno. Il voto sarebbe 7 se avessero scelto subito Kanter, ma una trattativa non può arrivare a conclusione e saltare per 3 volte di fila.

Denver aveva tutta la squadra sul mercato, compresi i magazzinieri, non si era capito? Chiaro che esponendosi così tanto in cambio si ottiene poco o nulla. Afflalo e Gee out, dentro Barton, Claver, Robinson (vuole già rescindere), prima scelta protetta 2016 e diritti su Cenk Akyol, scelto 10 anni fa, scambiato 3 volte in un anno e con 0 minuti in NBA. Ah, per prendere i diritti del turco hanno liberato però 12 milioni di contratto per l’uomo copertina di Shaqtin a Fool, Javale McGee, che aggiunti ai 7 di Afflalo fanno 19 di trade exceptions. Poteva andare peggio, ma vista la coda per Lawson, Chandler e Afflalo si poteva anche ottenere di più. Cercavano solo un pretesto per ottenere spazio, lo hanno fatto, e si ripartirà a giugno con i saldi. Voto sospeso fino al prossimo mercato.

Per NbaPassion,
Luca Mazzella

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