Reduci da tre vittorie filate, dopo i due sorprendenti stop con Bulls e Jazz, i Golden State Warriors saranno protagonisti nella notte della sfida più attesa da tutti i tifosi NBA, quella nel “nido” delle aquile, alla Philips Arena contro i lanciatissimi Atlanta Hawks. La squadra di coach Kerr si trova ancora al primo posto nel ranking con 39 W sulle 47 partite disputate e rappresenta in questo momento ciò che di meglio ci sia nella Lega. Prima (per distacco) per punti realizzati e nella differenza fra questi e quelli subiti, prima nella voce assist, solo 2 sconfitte casalinghe e 16 vittorie esterne. Numeri che danno ragione a chi vede in Golden State la favorita numero uno, se non per il Titolo, per lo meno ad Ovest, e nel suo leader, showman e playmaker, Stephen Curry, il candidato principe alla corsa verso l’MVP.
L’ex Davidson sta viaggiando a 23.6 PPG, 8.1 APG e anche 4.7 RPG, segno di quanto non sia un giocatore tutto Splash e spettacolo. Curry infatti si rende utile alla squadra anche grazie a una palla recuperata, a un rimbalzo catturato e nel farlo riesce a far divertire il pubblico, che oramai stravede per lui. Nell’ultima partita contro Dallas, Steph ha registrato il suo massimo stagionale in termini di punti, 51, con 10 triple sulle 16 tentate, guidando la rimonta contro dei Mavericks arrivati anche a più di venti lunghezze di vantaggio. Una volta on fire, Curry non si è più fermato, dando ampia dimostrazione di quel talento a tratti imbarazzante da quanto sconfinato (vedere le facce esterrefatte di coach Kerr e Mark Cuban). Se la stagione di Steph e Golden State può dirsi fin’ora trionfale è anche grazie all’altro Splash Brother, Klay Thompson, fresco autore nella partita con Sacramento del record di maggior punti segnati in un solo quarto, 37 (52 alla fine). La guardia da Washington State si sta rendendo protagonista di una stagione sopra le righe da 22.4 PPG.
Gli Splash Brothers saranno inoltre protagonisti nella gara del tiro da 3 punti dell’All Star Game prossimo di NY. Non è finita qui. Curry infatti è stato il più votato dai tifosi e sarà in quintetto per l’Ovest, allenato per l’occasione da Steve Kerr. Tutto ciò non fa altro che rimarcare la bontà del lavoro svolto a Golden State in questa prima metà stagione.
Dopo la già citata sfida di fuoco di stanotte contro Atlanta, gli Warriors saranno attesi da ben dieci trasferte ad East nelle prossime undici partite (inframezzate dall’ All Star Weekend). Si preannuncia così un periodo probante per la squadra di coach Kerr, che tuttavia non vuole mollare per niente al mondo la testa del ranking e un fattore campo che potrebbe fare la differenza nei Playoffs. Non a caso lo slogan dei tifosi Warriors è “We believe“: con gli Splash Brothers al loro meglio, sognare è legittimo!
Per NBAPassion,
Francesco Bocchini



