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76ers-Raptors, Embiid e Simmons si risvegliano e forzano gara 7: “Con le spalle al muro, anche lunedì”

di Michele Gibin

Sarà gara 7 tra Toronto Raptors e Philadelphia 76ers, Jimmy Butler, Ben Simmons e Joel Embiid difendono il campo di casa e portano la serie per un’ultima volta in Canada, lunedì 13 maggio.

Al Wells Fargo Center di Philadelphia, la sesta partita ella serie di semifinale della Eastern Conference finisce 111-101 per i Sixers. Con le spalle al muro nel primo elimination game stagionale, coach Brett Brown si affida alla leadership di Jimmy Butler, e può finalmente godersi una partita aggressiva di Ben Simmons, da subito coinvolto in attacco.

Joel Embiid sta meglio rispetto all’accoppiata gara 4 e 5, sebbene l’influenza non sia sparita del tutto, ma il lungo camerunense dei 76ers non fa mancare il suo apporto soprattutto nel terzo quarto di gara, dopo un primo tempo difficile.

Guidata dall’intensità di Butler, Philadelphia segna 58 punti nel primo tempo e conduce per 58-43 all’intervallo. Embiid è fermo ad 1 su 8 al tiro, ma Butler e Simmons hanno già impresso il loro marchio alla gara.

Il rookie dell’anno 2018 segna 8 punti e distribuisce 5 assist nel solo primo quarto (21 punti, 8 rimbalzi e 6 assist a fine gara), e nel secondo quarto una sua violenta schiacciata al volo su assist di Butler sigla il +12 Sixers (49-37). L’ex giocatore di Minnesota e Chicago attacca il ferro continuità e gioca da point-guard aggiunta (25 punti e 8 assist per Butler).

Quello che oggi ha fatto Ben Simmons” Così coach Brett Brown a fine gara “Ha dimostrato per larga parte perché lui sia diventato un All-Star a soli 22 anni, e giocando da point-guard. Oggi è andato a rimbalzo offensivo e non ha perso palloni (…) un giocatore in continua evoluzione, di una point-guard che al college giocava da 4“.

Dopo la sconfitta di gara 4, Jimmy Butler si era augurato di vedere un Ben Simmons più aggressivo in attacco. Archiviata la malaparata di gara 5, l’intenzione di Simmons di alzare i ritmi ed affidarsi alla transizione offensiva quando possibile è già palese dalla palla a due iniziale “Abbiamo bisogno che (Simmons, ndr) giochi così, lui e tutti gli altri. Abbiamo tanto talento e non dobbiamo per forza affidarci ad un solo giocatore per segnare due punti“. Transizione offensiva propiziata dai tanti errori al tiro dei Raptors e dalla grande attenzione a rimbalzo dei 76ers, che prevalgono per 52-34 sotto i tabelloni.

Il secondo tempo è invece terreno di conquista per Joel Embiid. Il camerunense rimane in campo per 36 minuti (il massimo mai giocato finora in questa post-season) e segna 10 dei suoi 17  punti totali nel solo terzo periodo. Il risveglio del big man dei Sixiers coincide col massimo vantaggio Philadelphia (87-67) ad inizio quarto periodo.

Sapevamo che questa partita sarebbe stata una questione di vita o di morte” Così Embiid nel post gara “Ed ero sicuro che l’avrei affrontata con lo spirito giusto, ho fato tante di quelle piccole cose che servono per vincere, ed il resto è venuto da sé (…) sono i playoffs, se devo rimanere in campo per 45 minuti, lo faccio e per gara 7 non mi pongo limiti: farò tutto ciò che serve, se dovrò rimanere in campo tutta la partita, ben venga, sono pronto a tutto“.

La pallacanestro è gioia. Capisco che sia una gara 7, ma noi scendiamo in campo comunque per lottare, come stasera: avevamo le spalle al muro oggi, le avremo ancora in gara 7. Siamo pronti“.

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