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Blazers, Damian Lillard dopo l’operazione: “Ho dovuto ascoltare il mio fisico”

di Carmen Apadula
portland trail blazers

I Portland Trail Blazers si trovano attualmente al decimo posto della Western Conference, con un record di 16-25, e stanno vivendo un momento abbastanza complicato in questa stagione. Peggio di così non potrebbe andare no?

E invece, è arrivata un’altra cattiva notizia per la franchigia dell’Oregon, e riguarda proprio la superstar della squadra, Damian Lillard

Purtroppo il giocatore salterà almeno tutte e 6 le prossime partite in trasferta, a causa del suo infortunio al core (e cioè il “nucleo del corpo“, ovvero una zona compresa tra la porzione inferiore del busto e il margine inferiore del bacino), che si porta avanti da qualche anno ma si è aggravato in occasione delle Olimpiadi di Tokyo. Quello che inizialmente sembrava solo un infortunio leggero, si è poi rivelato un po’ più grave del previsto. 

Lillard ha però voluto sopportare e scendere comunque in campo, nonostante spesso l’infortunio gli bloccasse l’addome rendendogli difficile persino camminare, cercando di sopperire al dolore tramite delle iniezioni di cortisone. L’efficacia del trattamento però è stata di breve durata, come tutti si aspettavano. “Ho fatto le iniezioni”, ha detto il diretto interessato. “E mi ricordo che in campo non era così male, ma sentivo che l’irritazione stava tornando. Era come se fossi a disagio, non riuscivo a muovermi bene“.

E così, dopo le Olimpiadi, Dame è stato costretto ad ascoltare i segnali che il suo corpo gli stava mandando da un po’: “Alle Olimpiadi è stato brutto come non lo è mai stato e mi sono detto ‘Amico, questo è un vero problema’. Non c’era davvero tempo per farlo. Ho semplicemente deciso di riposare. Mi sono preso tipo 30 giorni in cui non ho fatto niente e mi sono sentita molto meglio quando sono entrato in campo. Mi sentivo fresco, mi ero allenato e non avevo avuto problemi perché venivo da una pausa così lunga. Poi appena abbiamo iniziato mi sono sentito bene il primo giorno, un giorno e mezzo. Poi ho cominciato a sentire di nuovo male ed ero tipo ‘Cavolo, pensavo che il riposo mi avrebbe aiutato per un periodo più lungo’. Ma non è stato così“.

E così Lillard ha accettato la realtà dei fatti, decidendo di sottoporsi all’operazione che avevano previsto per lui già da un po’ (avvenuta poi ieri mattina, con successo). L’intervento, nello specifico, ha affrontato la lesione al nucleo, diminuendo lo squilibrio tra i muscoli addominali e inguinali e stabilizzando entrambi i lati dell’articolazione pubica. “È una procedura piuttosto breve” ha detto Lillard. “Bisognava riparare sia il lato sinistro che destro solo perché le immagini mostrano che ho avuto problemi su entrambi i lati. Il medico da cui vado in realtà mi ha detto ‘Amico, stai avendo una grande stagione nonostante quello che sto guardando’. Me l’ha detto letteralmente. Ha anche detto che non è un’operazione difficile da cui riprendersi. Ha detto che sarà scomodo ma dopo quattro o cinque giorni dovrei tornare a muovermi, a camminare per il campo, a tirare o cose del genere. Non attività importanti, è una di quelle cose per cui è meglio tornare subito in attività, non a pieno ritmo, ma solo iniziare“.

Il problema, però, è che questa tendinopatia ai muscoli addominali potrebbe addirittura tenerlo lontano dal campo per tutto il resto della stagione

Lo stesso Lillard ha confermato di sentirsi bene dopo l’operazione, ma deve essere rivalutato tra qualche settimana (precisamente tra le 6 e le 8 settimane). Queste tempistiche però dipenderanno dalla risposta fisica della point guard e dalla situazione della squadra. Infatti, se la stagione dovesse concludersi con una mancata qualificazione ai playoffs, sarebbe inutile affrettare il suo ritorno in campo facendolo sforzare eccessivamente. Quindi i prossimi due mesi saranno essenziali per la convalescenza di Damian Lillard, che al momento è costretto a rimanere fuori “a tempo indeterminato” e a fermarsi dopo sole 29 partite giocate in questa stagione (come non era mai successo, siccome non è mai sceso sotto le 66 partite giocate in una stagione). 

Damian Lillard: “Volevo giocare, ho messo da parte l’orgoglio”

Non è stata una scelta facile da prendere per Lillard, ma alla fine si è reso conto che era il momento di non spingersi più oltre. “Non è stato per niente facile perché adoro essere là fuori a giocareha detto. “Il mio orgoglio avrebbe potuto dire ‘Continua a lottare, porta a termine il lavoro. Cerca di arrivare ai playoffs’. Ma poi il vecchio me dice ‘Non puoi fare nessuna di queste cose se non sei al meglio. Non sei sano, la tua mente e il tuo corpo non ce la fanno’. So che l’operazione alla fine sarà ciò che è meglio per la squadra. Preferisco essere egoista per la squadra, per quello che vedo per la nostra organizzazione e per dove voglio che vada. Non ha senso continuare così. È come fare un passo indietro per fare più passi avanti. È solo quello che doveva succedere“.

Ma anche se continuerà a sostenere i suoi compagni in qualsiasi modo, Damian Lillard ha anche intenzione di prendersi un po’ di tempo per schiarirsi le idee. Dopo un anno di tragedie personali, una post-season deludente, il licenziamento del capo allenatore che lo aveva accompagnato nelle prime nove stagioni della sua carriera professionale, un’estate di false voci, gli infortuni e i cambiamenti nel front office del team, Lillard ha intenzione di sfruttare l’opportunità offertagli dall’intervento per mettere a posto sia il suo corpo che la sua mente.

Mi prenderò un po’ di tempo libero“, ha detto. “Ho già cancellato Instagram dal mio telefono, mi sono sbarazzato di Twitter, semplicemente ne starò alla larga. È difficile spegnere quando sei sempre preoccupato per qualcosa, quindi farò la mia riabilitazione e lascerò che la gente senta la mia mancanza. Penso sia importante per me stesso, liberarmi del peso per poi tornare fresco e con la mente a posto. Voglio prendere una pausa mentale e fisica, così quando tornerò vedranno un me più speciale di quello che hanno visto“.

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