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Celtics, KO in gara 2 e nervi tesi: Marcus Smart furioso, Kemba: “Loro più tosti di noi”

di Michele Gibin

La seconda rimonta subita in due partite nella serie di finale di conference contro i Miami Heat avrebbe giocato un brutto scherzo a Marcus Smart ed i Boston Celtics, con il giocatore furioso a fine gara con i compagni e che ha lasciato lo spogliatoio visibilmente alterato, dopo la “tirata” ai suoi.

I Celtics hanno ceduto per 106-101 in gara 2, una partita condotta di 16 punti nel secondo quarto e poi ancora di 5 lunghezze nei minuti finali, prima dei canestri decisivi di Jimmy Butler e Goran Dragic. Un’occasione di pareggiare la serie sprecata per Boston, che ora si trova sotto per 2-0 nella serie, una salita impegnativa davanti al primo possibile ritorno alla finale NBA dopo 10 anni di assenza.

Come riportato dai cronisti a Orlando, dallo spogliatoio Celtics si sarebbero udite urla e parole grosse, e persino rumori di lanci di oggetti. Frustrazione comprensibile da parte dei giocatori, come ammesso da coach Brad Stevens e Jayson Tatum che dopo la partita hanno comunque minimizzato la cosa: “I ragazzi erano solo delusi dopo la sconfitta. Una partita difficile (…) nulla di che, non siamo felici di essere sotto 2-0, ma è tutto ok, si tratta solo della partita, pronti per la prossima“.

Kemba Walker, il migliore in campo in gara per i Celtics, non è invece tenero con la sua squadra: “Ci hanno surclassato, semplice. Da parte nostra è una cosa inaccettabile, nel terzo quarto abbiamo fatto davvero male, non abbiamo saputo riprendere da dove avevamo finito, ci siamo invece adagiati e gli Heat ne hanno preso vantaggio. Loro hanno giocato duro, molto più di noi, ed hanno voluto la vittoria più di noi“.

Nonostante il terzo quarto difficile (37-17 Heat il parziale), i Celtics hanno comunque trovato la forza di risalire nel quarto quarto, costruito e sprecato un piccolo vantaggio di 5 punti e fallito il tiro del possibile pareggio a 15 secondi dal termine con Jaylen Brown. “Sappiamo che avremmo potuto e dovuto vincere, invece niente. Dopo la partita c’era tanta rabbia, tutto qui. Ora si tratta di restare uniti, eseguire bene e non sbagliare“, prosegue Brown “Abbiamo fiducia nelle nostre capacità e nel nostro piano partita. In entrambe le gare non abbiamo eseguito bene nei finali, ora non vediamo l’ora di gara 3, dobbiamo trovare il modo di vincere“.

I Boston Celtics si trovano oggi in una situazione inversa rispetto al turno precedente contro i Toronto Raptors, che sotto 2-0 nelle prime due partite hanno comunque trovato la formula per forzare una gara 7. Per Brown, la squadra ha ancora margine di miglioramento: “Per il 75% del tempo abbiamo giocato bene, ci sono stati sempre o un quarto, o un momento di pausa in cui abbiamo pagato, e contro gli Heat non ce li possiamo permettere“.

A replicare, via Twitter, alle ricostruzioni dei reporter sugli animi accesi post gara in casa Celtics ci ha pensato Enes Kanter, che in gara 2 ha rivisto il campo e chiuso con 9 punti e 6 rimbalzi in 11 minuti di gioco: “Si stanno dicendo troppe str*****e, questo gruppo è uno dei migliori in cui sia mai stato. Nessuno riuscirà a dividerci, siamo una famiglia. Ora pensiamo a continuare a lottare“.

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