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Portland Trail Blazers sul 3-1, McCollum: “Niente trash-talk, qui si gioca, se non hai una maglia Blazers…”

di Michele Gibin

Preoccupiamoci solo di ciò che possiamo controllare” La ricetta di Damian Lillard per il 3-1 nella serie tra Portland Trail Blazers e Oklahoma City Thunder è stata questa. E si è dimostrata efficace.

Un secondo tempo da incubo al tiro per Russell Westbrook condanna i suoi Thunder alla sconfitta casalinga per 111-98 in gara 4. Le due star di OKC Westbrook e George combinano per un 13 su 42 dal campo che non lascia scampo, mentre Damian Lillard e C.J. McCollum segnano 51 punti in due e trovano prezioso aiuto da Al-Farouq Aminu (19 punti e 9 rimbalzi) e Moe Harkless (doppia doppia da 15 punti e 10 rimbalzi).

Dopo gara 3” Prosegue Lillard “In spogliatoio ci siamo detti che (i Thunder, ndr) avevano costruito il loro vantaggio in lunetta, e per gara 4 abbiamo deciso di non pensarci, di non lamentarci con gli arbitri e pensare solo a noi stessi. Che gli arbitri avessero preso tutti i fischi che volevano, il nostro atteggiamento non sarebbe cambiato“.

Mentalità, la parola d’ordine di Damian Lillard in questa stagione in questo inizio di playoffs. La mentalità positiva che ha permesso agli uomini di coach Terry Stotts di superare lo shock subito un anno esatto fa, ed il grave infortunio di Jusuf Nurkic.

Non abbiamo voluto farci ‘tirare dentro’ dalla partita, protestare con gli arbitri o fare a gara a chi urlasse di più in campo” Ancora Lillard, che ha chiuso la sua gara con 24 punti e 8 assist, nonostante un inizio difficile al tiro “Ci siamo concentrati su come darci una chance per vincere la partita. Sono orgoglioso della nostra squadra“.

https://twitter.com/trailblazers/status/1120167231319609345

Il rivale diretto Russell Westbrook è incappato in gara 4 nel secondo tempo offensivamente peggiore della sua lunga carriera in post-season. Westbrook ha segnato un solo punto (0 su 7 al tiro) nei secondi 24 minuti di gioco, chiudendo con un plus\minus di -17 e tentando solo 3 tiri all’interno dell’area dei 3 secondi: “Posso entrare in area quando voglio, la loro difesa non me lo ha impedito. Ho solo cercato di fare la giocata giusta, trovare i tiratori, servire Steven (Adams, ndr) sotto canestro. Non devo tirare per forza per avere impatto sulla partita“.

L’aria della Chesapeake Energy Arena ha giovato ai tiratori dei Thunder, che hanno chiuso la partita con 15 su 40 al tiro da tre punti (dato comunque peggiore rispetto a gara 3) e supportato la volontà di Russell Westbrook di coinvolgere di più i compagni in attacco.

Ciò che è mancata nella quarta partita della serie a OKC è la consistenza delle due stelle della squadra. Un intempestivo infortunio alla spalla destra ha fin qui caratterizzato la seconda parte di stagione di Paul George (32 punti ma 8 su 21 al tiro in gara 4). L’ex Indiana Pacers sta viaggiando nella serie con un misero 37% dal campo (30.8% da dietro l’arco dei 3 punti), e quasi 4 palle perse a partita.

Come riportato da Royce Young di ESPN, nel secondo tempo i Portland Trail Blazers hanno cercato di staccarsi da Westbrook, sfidandolo al tiro e riempiendo l’area. Una scelta guidata in campo dall’assistente allenatore David Vanterpool, ex giocatore della Mens Sana Siena.

Siamo molto più maturi di un anno fa” Così l’MVP di serata C.J. McCollum, in grado di rintuzzare i tentativi di rimonta dei padroni di casa con tiri ad elevata difficoltà “Sappiamo superare i  momenti difficili. Stasera avevamo bene in mente il nostro obiettivo e non abbiamo permesso a niente e nessuno di mettersi in mezzo. Abbiamo deciso di non rivolgere la parola a nessuno che non avesse una maglia dei Blazers in campo, eseguire e vincere la partita“.

L’anno scorso, dopo la sconfitta al primo turno (contro i New Orleans Pelicans, ndr) ero in TV tutti i giorni. ‘I Blazers devono scambiare McCollum’, ‘Lui e Lillard non possono vincere insieme’ etc etc… Ce lo ricordiamo. L’anno scorso riuscii a d andare in Europa a vedere giocare mio fratello (all’epoca all’Anadolu Efes Instabul, ndr), quest’anno gli ho detto: ‘non credo che riuscirò venire stavolta’. Ora tocca a lui guardare me, di notte!

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