Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiI Top 100 giocatori NBA nel 2024-25

I Top 100 giocatori NBA nel 2024-25

di Michele Gibin
Top 100 giocatori NBA 2024-25

90 – Al Horford

Big Al, nella Top 100, ci entra di diritto come mahatma dei Celtics campioni NBA in carica. E anche perché, quando conta. Horford è ancora in grado di reggere botta sotto canestro e sparare col 41% da tre punti. Kristaps Porzingis inizierà la stagione ai box per infortunio (tanto per cambiare) e Boston chiederà ancora al suo inossidabile veterano di reggere il forte. Lo farà.

89 – Grayson Allen

Allen è stato semplicemente il miglior tiratore da tre punti della passata stagione, 46.1% su 5.9 tentativi a partita che è tutto ciò che si chiede a chi gioca accanto a Devin Booker e Kevin Durant. Il resto, career high per punti, rimbalzi e assist e minuti, è arrivato perché l’ex Duke si è fatto trovare pronto sin dal primo minuto.

Ricompensato già a stagione in corso con un rinnovo di contratto, Allen si giocherà ora il posto in quintetto base con Tyus Jones che dovrebbe però prevalere accanto a Bradley Beal e Booker, almeno all’inizio.

88 – Ivica Zubac

L’avreste mai detto che i Clippers si sarebbero tenuti Zubac e avrebbero – di fatto – lasciato partire Paul George? Le due cose non sono correlate se non dal punto di vista salariale, ma Zu è un giocatore solido, di 28 anni e reduce dalla sua miglior stagione in carriera e i Clippers non potevano permettersi di perderlo: rinnovo di contratto bello ricco e di nuovo al centro dell’area.

87 – Alex Caruso

Se la nave Chicago Bulls è affondata non è colpa di Caruso, che anzi ha saputo calarsi nei panni una volta del realizzatore, altre volte della point guard e ha cercato di tappare le falle ovunque si aprissero. E senza mai far mancare la sua difesa. Per lui oltre 10 punti di media con 3.8 rimbalzi e 3.5 assist, e un ottimo 40.8% da tre su 4.7 tentativi a partita che sono tutti career high o quasi. Ora l’ex Lakers andrà a giocarsi la vetta della Western Conference con gli Oklahoma City Thunder quale parte importante di una difesa che sulla carta si annuncia speciale. Alex Caruso, Lu Dort, Chet Holmgren, Isaiah Hartenstein e Jalen Williams con Shai Gilgeous-Alexander.

86 – RJ Barrett

Ai Knicks, l’ascesa di Jalen Brunson e quella a All-Star di Julius Randle gli avevano tolto il pallone dalle mani, New York ha quindi deciso di spendere colui che è stato la terza scelta assoluta al draft NBA 2019 per un giocatore più adatto al nuovo corso come OG Anunoby. Barrett non aveva fatto male neppure nella mezza stagione 2023-24 giocata a NY ma ai Raptors – in un contesto perdente, va detto – ha migliorato percentuali al tiro e cifre: 21.8 punti di media col 52% dal campo e oltre 4 assist a partita.

Toronto vale se va bene i play-in a Est oggi, RJ Barrett è però il terzo miglior giocatore di una squadra con Immanuel Quickley e Scottie Barnes, non due mangiapalloni (soprattutto Barnes). Una situazione ideale per progredire ancora.

Klay Thompson, primo anno ai Mavs

85 – Austin Reaves

Le maggiori responsabilità non lo hanno piegato nel 2023-24 e LeBron James si fida di lui. Dopo alcuni tentennamenti francamente poco comprensibili, il fu head coach Darvin Ham ha rimesso Reaves in quintetto base lo scorso anno con compiti di playmaking, per lasciare più “licenza di uccidere” a D’Angelo Russell. Risultato, 5.5 assist di media con 15.9 punti a gara con buone percentuali.

I Lakers lo hanno tolto dal mercato e coach JJ Redick dice di avere “grandi piani” per lui. Con Reaves, Russell, il rookie Dalton Knecht, il rientrante Gabe Vincent e il secondo anno Max Christie LA ha un backcourt sulla carta mica male accanto a LeBron e Anthony Davis.

84 – Klay Thompson

Klay ha fatto così tanto e così bene in passato che è davvero difficile escluderlo da classifiche del genere. No, il suo 2023-24 non è stato buono, in difesa Thompson ha perso fiducia e soprattutto mobilità, e in attacco ha fatto a tratti molta fatica a riallineare ciò che la testa del campione ordinava a un fisico che non è più quello del 2018-19, il suo apice.

A Dallas giocherà con due creatori di gioco come Kyrie Irving e Luka Doncic che gli assicureranno tiri piedi per terra a volontà, e nonostante tutto in transizione offensiva, Klay Thompson che si allarga dietro l’arco dei tre punti è ancora un allarme rosso, per tutti. I dubbi sono difensivi: quanto riusciranno a stare in campo assieme Irving, Doncic e Thompson? Klay si dividerà i minuti con Naji Marshall, Jaden Hardy e Dante Exum, per interpretare la sua versione del Ray Allen edizione Miami Heat.

83 – Brandon Miller

Gli Hornets sono scarsi di default, talmente male ci hanno abituati negli ultimi anni anche quando vincevano qualche partita in più. LaMelo Ball tornerà, Miles Bridges ha avuto una seconda chance, Mark Williams ha giocato sole 19 partite lo scorso anno, c’è attesa su che cosa riuscirà a dare il rookie francese Tidjane Salaun, scelta numero 6 all’ultimo draft.

In un tale scenario, l’unica certezza sembra Brandon Miller, che lo scorso anno è stato l’unica ragione per guardare qualche partita degli Hornets. Miller e Ball possono essere una coppia di guardie elettrizzante in attacco, si spera possano giocare assieme con continuità.

82 – Mike Conley

Conley è un giocatore che rende migliori le squadre in cui gioca, punto. Anche a 36 anni. Leadership, playmaking, sale in zucca e efficienza, c’è stato tanto dell’ex point guard di Grizzlies e Jazz nella stagione da 57 vittorie di Minnesota lo scorso anno.

I Twolves se lo sono tenuto stretto, anche a costo di pagarlo tanto vista l’età ma perderlo non era un’opzione praticabile, tanto più che in free agency se nè andato un altro veterano come Kyle Anderson. Dopo Anthony Edwards, Conley avrà in Rob Dillingham un altro giovane cui fare da mentore. Ci sono destini peggiori.

81 – Anfernee Simons

Anfernee Simons, Shadeon Sharpe e Scoot Henderson, uno è probabilmente di troppo a Portland nel back court. E tra i tre, quello a “avanzare” dovrebbe essere paradossalmente il più forte ovvero Simons, che ha un contratto molto adatto a una trade oggi, prima di diventare eleggibile per un’estensione la prossima estate.

Ant ha chiuso lo scorso anno a 22.6 punti di media con il 38% da tre e 5.5 assist a partita, i Blazers tra Robert Williams III, Jerami Grant e Simons (forse persino Deandre Ayton?) di giocatori da scambiare ne hanno parecchi e tutto l’interesse nell’imbarcare acqua in vista del draft NBA 2025. Portland conserverà la propria scelta al primo giro solo se questa cadrà entro le prime 15, meglio andare sul sicuro. Dal 15 dicembre prossimo quando tanti giocatori torneranno cedibili sul mercato, si parlerà tanto di loro.

You may also like

Lascia un commento