L’infortunio di Cousins, accaduto in settimana, ha sicuramente stravolto i piani della dirigenza losangelina. Con il presumibile lungo stop dell’ex Warriors, infatti, il front office dovrà tornare quasi sicuramente sul mercato, in modo da sostituire il centro. In tal senso, diversi sono i nomi fatti in questi giorni, tra i quali spicca l’ex L.A. Dwight Howard, accostato in maniera sempre più insistente ai Lakers.
Nonostante ciò, diversi sono stati i rumors di un utilizzo del nuovo acquisto Anthony Davis nello spot di pivot, ma dagli ambienti gialloviola sembrerebbe essere smentita questa possibilità.
ANTHONY DAVIS COME CENTRO COME SOLUZIONE ALL’INFORTUNIO DI COUSINS? LE ULTIME

LeBron James e Anthony Davis all’ultima Las Vegas Summer League (Ethan Miller, Getty Images)
Stando a quanto riportato da Jared Greenberg di Nba TV, infatti, seppur l’ex Pelicans sia la soluzione naturale al grave problema che è insorto con l’infortunio di Boogie Cousins, Monociglio preferirebbe giocare in maniera differente, ossia da numero quattro. Del resto, quest’ultimo lo aveva espressamente affermato durante la sua conferenza stampa di presentazione, un mese fa.
Voglio giocare da 4 perché mi piace di più, mi sento libero. Se ci sarà però bisogno, non ho problemi a giocare da centro, anche se non lo gradisco granché.
Aldilà di ogni considerazione, dunque, la situazione in casa Lakers si è complicata, e neanche di poco. Ora, infatti, con lo stop stagionale quasi scontato dell’ex Kings, nel roster rimane un solo unico pivot, ossia Javale McGee. Quest’ultimo, nella passata annata, ha realizzato buoni numeri, ma non sufficienti a renderlo il punto di riferimento in post basso per i californiani.
- 12 punti
- 7,5 rimbalzi
- 0,7 assist
- 62,4 FG%
- 63,2 FT%
Inoltre, l’altra ala che può essere adattata in quella posizione, ossia Kyle Kuzma, ha disputato in carriera l’83% dei minuti disponibili, dimostrando così di non poter offrire garanzie di stabilità. con totale certezza.
Se il lavoro di Rob Pelinka appariva terminato nelle scorse settimane, nei prossimi giorni si dovrà tornare ad un lavoro piuttosto intenso per rendere L.A. all’altezza di una Western Conference più competitiva che mai.

