6 – Kawhi Leonard
La sua ultima parte di carriera è stata martoriata dagli infortuni. L’esperienza quinquennale con i Los Angeles Clippers, a meno di miracoli, si può dire fallimentare. Ma nonostante ciò, il suo talento parla per lui e si guadagna il sesto posto. Uno dei migliori two-way player della storia del gioco e due volte campione NBA, quando integro può dire ancora la sua nella lega.
Nell’ultima stagione, per quanto si parli molto di Load Management anche grazie a lui, ha registrato solo 14 assenze. Nel resto della stagione invece ha giocato tenendo una media di 23.7 punti 3.6 assist e 6.1 rimbalzi con un impressionante 41.7% da tre.
Oltre ad essere un difensore di altissimo livello, Kawhi vanta una notevole capacità di scoring che nel corso degli anni è sempre rinnovata, fin da quando era allenato da giovane da Gregg Popovich ai San Antonio Spurs.
7 – Anthony Davis
Secondo violino ormai da 5 anni ai Los Angeles Lakers Anthony Davis è nel pieno della maturazione come giocatore. Nell’ultima stagione ha spesso giocato da centro per scelta del suo ex coach Darvin Ham, ma lui stesso ha sempre dichiarato di quanto lui non ami giocare da cinque e di come preferisca di gran lunga giocare da 4.
Durante la stagione è quasi sempre stato presente, 76 per lui i timbri. In cui ha registrato 24.7 punti e 12.6 rimbalzi. Lungo dominante che se è in piena forma è capace di raccogliere da sotto il canestro oltre i 20 rimbalzi e dominare il ferro in ambo i lati del campo. In certi momenti della stagione, quando Lebron ha il fiato corto, è l’ancora di salvezza della squadra e grazie alle sue prestazioni è riuscito ad aiutare la sua squadra ad arrivare ai playoffs.
8 – Jimmy Butler
Stella assoluta e idolo dei tifosi, Jimmy Butler negli ultimi anni si è creato con le sue prestazioni ,sopratutto ai playoffs, un posto in questa classifica. Lui rappresenta in pieno i valori che Pat Riley ha costruito per i Miami Heat con tanta fatica. Anche lui un giocatore two-way di altissimo livello, con la peculiarità di essere il 3 più clutch della lega.
La sua forza però è l’incredibile costanza. Poche partite con alti punteggi ma sempre nella sua media. Nell’ultima stagione però solo 60 presenze con 20.8 punti 5.3 rimbalzi e 5 assist. Miami è una squadra con lui in campo e si trasforma in una diversa quando lui è assente. Sopratutto ai playoffs la sua mancanza ha pesato.
