Primo posto: Nicolò Melli dei Pelicans è tra i migliori tiratori NBA

Per Nicolò Melli, la stagione 2019\20 ha siglato un notevole cambiamento: il passaggio dal mondo della pallacanestro europeo a quello americano, un salto largo quanto un intero oceano che ha catapultato il nativo di Reggio Emilia in una dimensione totalmente diversa per modo di interpretare la pallacanestro.
La sua stagione è iniziata con una partenza lanciata, come dimostra il suo debutto in carriera contro i Toronto Raptors da 14 punti, 4/5 da tre in 20 minuti di gioco. Poi, una serie di settimane difficili trascorse molto spesso in panchina, vista la preferenza di coach Alvin Gentry di schierare ali maggiormente atletiche, tra cui non rientra l’ex Fenerbahçe.
Infine, il rientro della prima scelta assoluta Zion Williamson, il quale sembrava dover eliminare completamente il ventinovenne dalla rotazione, ma ha invece aiutato il n.20 azzurro a ritrovare continuità. Difatti, l’uomo su cui la franchigia della Louisiana ha puntato il suo futuro, abbonda di atletismo, prestanza e potenza fisica, ma pecca in quanto tecnica ed efficienza al tiro, diversamente da Melli che di questo settore è uno specialista.
Quindi, la convivenza futura di questi due su un campo da basket potrebbe risultare una mossa vincente per indebolire la difesa avversaria.
Ad oggi, il reggiano ha preso parte in quarantacinque incontri, ed ha mantenuto una media di 6.6 punti, 2.9 rimbalzi ed 1.1 assist. Sorprendente è stato il cambio di marcia, avvenuto da gennaio in poi, che lo ha visto elevare la sua percentuale al tiro dalla lunga distanza, passando dal 39.7% al 49.3%, con 35 tiri messi a segno su 71 tentativi.
Un’altra nota positiva del percorso di Melli è stata la sua convocazione alla Rising Stars Challenge, anche se in sostituzione del centro dei Phoenix Suns DeAndre Ayton.

