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Tampering, la NBA alza il tiro: arrivano le nuove regole tra multe salate e “whistleblowing”

di Michele Gibin

La NBA alza il tiro, allo studio nuove regole per tentare di frenare il fenomeno “tampering”, ovvero quello delle irregolari pressioni di squadre e\0 giocatori verso atleti in prossimità di scadenza contrattuale o in situazioni di mercato ma comunque sotto contratto con altre franchigie.

Negli ultimi mesi la lega ha ritoccato il proprio regolamento, rendendolo più stringente e comprendendo come azioni passibili di sanzione anche “iniziative personali” di giocatori, allenatori ed executive, se queste fossero riconosciute quale parte di una “strategia” di corteggiamento fuori dalla rigorosa calendarizzazione del mercato NBA. Nelle ultime due stagioni, i Los Angeles Lakers e l’allora presidente Magic Johnson, così come Doc Rivers, allenatore dei Clippers, sono stati sanzionati dalla NBA per commenti su Giannis Antetokounmpo e Kawhi Leonard, rispettivamente.

In un memorandum inviato alle 30 squadre, la NBA ha quantificato l’entità delle possibili sanzioni future in casi conclamati di tampering, arrivando a minacciare multe esemplari fino a 10 milioni di dollari per le franchigie più “inguaite”. Obiettivo del memorandum è, per la lega, “Una diffusa percezione che le regole interne vengano disattese su base continuativa” in materia di mercato, free agency e questioni legate al salary cap.

NBA e tampering, arrivano le regole per il “whistleblowing”

Per limitare sempre di più in casi di tampering, la NBA introdurrà facilitazioni e tutele per coloro i quali denunceranno tempestivamente possibili infrazioni. Un’applicazione del principio legislativo del “whistleblowing” che invita e rende più semplice denunciare pressioni e comportamenti scorretti anche nelle aziende di appartenenza.

Al vaglio del board of governors della NBA vi sono:

  1. La richiesta alle squadre di riportare entro le 24 ore successive ogni caso in cui un giocatore o una gente richieda benefit non permessi sotto le norme salariali vigenti ed il contratto collettivo di lavoro
  2. Nuovi canali attraverso cui le squadre ed i dipendenti possano riportare sospette violazioni regolamentari, in forma anonima
  3. Il divieto ai giocatori di indurre altri atleti a richiedere trade verso la propria squadra
  4. Controlli a campione su cinque diverse squadre ogni anno per attestare eventuali infrazioni, e valutare l’adesione al nuovo regolamento

Il punto 3 delle direttive che il board discuterà nelle prossime settimane è pensato per frenare la condotta che, lo scorso giugno, ha portato in rapida successione Kawhi Leonard e Paul George ai Los Angeles Clippers: un doppio trasferimento (via free agency per Leonard, e via trade per George) frutto di un accordo tra i due giocatori che con le nuove regole sarà meno facile intavolare senza ripercussioni.

Alle sanzioni pecuniarie verranno con ogni probabilità aggiunte sanzioni materiali per i trasgressori, quali perdita di diritto di scelta al draft, annullamento dei contratti e divieto per le squadre di assumere il “complice” nell’operazione di tampering, una volta che questa venga riconosciuta tale.

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