I Phoenix Suns (41-9) fanno 11 vittorie in fila dopo la vittoria per 121-111 contro i Brooklyn Nets (29-21), una partita regolata nel quarto periodo da Devin Booker e nella quale Kyrie Irving e compagni pagano i troppi falli commessi e la scarsa vena di James Harden.
Il Barba aveva saltato la partita contro i Golden State Warriors di tre giorni fa, a causa di un infortunio alla mano destra, e contro i Suns ha stretto i denti nonostante il fastidio. Non è bastato per evitare la quinta sconfitta di fila per i Nets, Harden ha chiuso con 6 su 19 al tiro per 22 punti con 10 assist.
Troppi i ben 31 tiri liberi concessi a Phoenix, la miglior squadra della NBA a oggi e abilissima, con Chris Paul in primis, a sfruttare tutte le situazioni di bonus. I Suns chiudono con 26 su 31 in lunetta e tirano con il 55.6% dal campo, Devin Booker segna 35 punti con 6 rimbalzi, Paul mette a segno la solita doppia doppia da 20 punti con 14 assist e Mikal Bridges chiude a quota 27 punti.
I Nets, ancora senza Aldridge, Durant e Harris e con un Harden non al 100%, fanno del loro meglio per restare in partita e resistono ai 39 punti segnati dai Suns nel primo quarto. Kyrie Irving segna 26 punti, coach Nash trova buone cose dal rookie Kessler Edwards che però in difesa commette troppi falli contro Booker, Blake Griffin si difende contro la front line Ayton-McGee e in 27 minuti di impiego fa meglio di un Nicolas Claxton lontano dalla forma migliore.
Lo scossone alla partita lo danno tra terzo e quarto periodo Paul e Bridges in attacco, e JaVale McGee in difesa. L’ex Warriors e Lakers si mangia un layup di Harden e chiude la porta in faccia a Irving, grazie ai suoi aiuti difensivi i Suns possono lanciare la transizione offensiva dove sono imprendibili. I punti della staffa nel quarto periodo li segna Booker, che da tre punti fa 112-102 a circa 4 minuti dal termine.
“Il nostro valore aggiunto è che abbiamo una squadra completa“, dice Chris Paul che nelle ultime 11 partite giocate e vinte da Phoenix viaggia a 18.1. punti e 11.9 assist di media “Le difese non si possono concentrare solo su uno o due giocatori, se ci provano con me o con Booker, allora c’è pronto Mikal (Bridges, ndr). Siamo forti soprattutto per questo, in ogni partita qualcuno può sempre emergere“.
“Vincere in questa lega è dura” così Booker “Avere a che fare con Irving uno vs uno è dura, ci vogliono tanto lavoro e concentrazione. Siamo un gruppo che ormai ha tanta esperienza e questo aiuta“. Phoenix ha ritrovato in campo Deandre Ayton e Jae Crowder, che avevano saltato le ultime partite per infortunio, ma è ancora senza Cameron Payne e Landry Shamet.
James Harden cerca di vedere il lato positivo anche dopo 5 sconfitte di fila: “Abbiamo avuto le nostre opportunità ma dobbiamo iniziare meglio le partite. Il primo quarto ci ha fatto male. Lo sforzo c’è stato, eravamo anche andati in vantaggio ma non siamo riusciti a finire, peccato. La mano? Contro gli Warriors non ho giocato perché non riuscivo a muoverla praticamente, ora va meglio quindi ho giocato. Mi fa male da un paio di settimane, probabilmente mi sono fatto male cadendo in partita. Prima di partire in trasferta però ha iniziato a infiammarsi“.
I Brooklyn Nets continuano a perdere terreno a Est, e si trovano a sole 1.5 partite di vantaggio dagli Charlotte Hornets e dal settimo posto, che varrebbe i play-in. Kevin Durant rientrerà solo dopo l’All-Star Game così come Joe Harris, e con un Kyrie Irving limitato alle sole partite in trasferta, la prospettiva di ritrovarsi invischiati nella zona play-in è concreta. Non esattamente ciò che a Brooklyn ci si attendeva a inizio stagione: “Ci pensiamo tutti i giorni a cosa potremmo essere con tutti e tre in campo“, dice Irving riferendosi al big three, per ora ipotetico e apparso per sole 16 partite playoffs compresi in oltre un anno “Non ci sono tante squadre che possono contrastarci quando siamo in campo assieme. Dobbiamo solo avere pazienza e non perdere la fiducia“.

