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Rockets, Fertitta ci crede: “Small ball funziona. Possiamo fare grandi cose”

di Dennis Izzo

Gli Houston Rockets sono una delle squadre più in forma della lega. Dopo aver sconfitto i Boston Celtics prima dell’All-Star Break, interrompendo la loro striscia di sette vittorie consecutive, infatti, i texani hanno centrato altri quattro successi, l’ultimo dei quali un pesantissimo 140-112 in casa la scorsa notte contro i Memphis Grizzlies del favorito alla corsa al premio di Rookie of the Year Ja Morant. La trade che ha portato Robert Covington alla corte di Mike D’Antoni sta dando i suoi frutti, con lo small ball che da scelta azzardata si è trasformata in mossa azzeccata, visti i recenti risultati.

Se il nuovo assetto tattico dei Rockets continuerà a dare i suoi frutti lo scopriremo col prosieguo della stagione. Quel che è certo, ad oggi, è che la netta inversione di tendenza stia funzionando benissimo, con Houston che ha già sconfitto squadre come Los Angeles Lakers, Utah Jazz e, appunto, Memphis Grizzlies, dotate di centri del calibro di Anthony Davis, JaVale McGee, Dwight Howard, Rudy Gobert e Jonas Valanciunas.

Oltre a ciò, la convivenza tra James Harden e Russell Westbrook migliora serata dopo serata, con i due che sembrano ancor più a loro agio nel nuovo sistema di gioco. Il primo ha ritrovato sé stesso dopo un mese di gennaio particolarmente complicato (a febbraio medie di 33 punti, 6.7 rimbalzi, 7.9 assist, 1.6 palle recuperate e una stoppata col 48.3% dal campo e il 39.3% da dietro l’arco in 11 partite), mentre il secondo continua a far registrare numeri importantissimi, con cinque partite da almeno 30 punti in sette gare disputate a febbraio e una crescita esponenziale negli ultimi tre mesi.

I Rockets hanno concluso il loro mercato riempiendo i due spazi vuoti nel roster con i veterani Jeff Green e DeMarre Carroll, entrambi free agents dopo aver lasciato le rispettive squadre (il primo è stato tagliato dagli Utah Jazz alla fine di dicembre, il secondo ha trovato l’accordo per il buyout con i San Antonio Spurs dopo la trade deadline). A Houston, insomma, non sembra mancare proprio più nulla per puntare al titolo. Ne è convinto il proprietario Tilman Fertitta, che ha recentemente detto la sua in merito in un’intervista con Kirk Bohls, giornalista di Austin American-Statesman.

I “nuovi” Rockets convincono anche il proprietario Fertitta

“Robert Covington è leggermente più basso di Clint Capela, quindi non credo che siamo diventati molto più piccoli. Il nostro nuovo sistema di gioco obbliga il centro avversario ad uscire sul perimetro. Avete visto Rudy Gobert difendere su Russell Westbrook? Russ l’ha messo in seria difficoltà, per cui direi che sta funzionando.”, le sue parole riguardo i “nuovi” Rockets, senza un centro di ruolo e con cinque tiratori sul parquet.

Fertitta ha commentato anche la trade che ha portato Chris Paul agli Oklahoma City Thunder la scorsa estate, proprio in cambio di Russell Westbrook, ricongiuntosi con l’amico fraterno James Harden dopo sette anni: “Lo scambio ha dato ragione sia a noi che ai Thunder ad oggi. Chris sta disputando una stagione eccellente ad OKC. James e Russ sono entrati nella lega nello stesso momento, quindi comunicano meglio e possono dirsi di tutto senza alcun problema. Con Chris, invece, era diverso perché ha ben quattro anni di esperienza in più rispetto a loro.”

Il proprietario della franchigia texana non poteva fare a meno di parlare delle chances di titolo dei suoi Rockets, dato che immediatamente dopo la sconfitta maturata in gara-6 delle semifinali di Conference contro i Golden State Warriors lo scorso maggio aveva promesso che avrebbe fatto di tutto per portare un anello a Houston il più presto possibile. “Siamo una grandissima squadra. Molte delle nostre sconfitte sono arrivate in maniera piuttosto rocambolesca, con una tripla allo scadere mentre eravamo avanti di uno o due punti. Dovremmo essere almeno secondi in classifica. Ora dobbiamo cercare di fare il possibile per ottenere il fattore campo ai primi due turni e vedere cosa succede.”

“Non abbiamo paura dei Clippers e dei Lakers, non sono paragonabili ai Golden State Warriors. Quest’anno nella Western Conference regna l’equilibrio, potremmo vincere l’Ovest o uscire al primo turno. Noi siamo un’ottima squadra, al pari delle due di Los Angeles e dei Denver Nuggets. Di certo non abbiamo mai avuto possibilità così buone di vincere come quest’anno.”, ha poi aggiunto Fertitta, parlando delle altre contender che cercheranno di approfittare dell’uscita di scena, seppur momentanea, dei Golden State Warriors, in procinto di mancare l’appuntamento con la qualificazione ai playoff per la prima volta in otto anni.

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