Warriors OK, Kevin Durant su Luka Doncic: "Europa vantaggio per lui"
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Warriors OK a Dallas grazie a Curry, Durant: “Doncic un All-Star, l’Europa un grande vantaggio per lui”

Warriors OK a Dallas grazie a Curry, Durant: “Doncic un All-Star, l’Europa un grande vantaggio per lui”

48 punti di uno Steph Curry strepitoso abbattono i Mavericks di Luka Doncic all’American Airlines Center di Dallas, Texas. Gli uomini di coach Rick Carlisle si arrendono solo nel finale sotto i colpi del due volte MVP, autore di una partita da 11 su 19 al tiro da tre punti.

Per Luka Doncic, forza ispiratrice dei Dallas Mavericks, squadra pericolosa in questa stagione tra le mura amiche (16-5), una prova da 26 punti, 6 rimbalzi e 5 assist in 32 minuti di gioco, con 5 triple mandate a bersaglio (su 10 tentativi) e 5 palle perse.

Per Golden State, un impreciso Klay Thompson trova comunque la forza di segnare 9 dei suoi 16 punti finali (7 su 20 al tiro, 2 su 11 dalla lunga distanza) nel quarto periodo di gioco. Kevin Durant è autore della consueta prova a tutto tondo, e chiude con 28 punti, 7 rimbalzi, 5 assist e 2 stoppate.

I Dallas Mavericks, privi di J.J. Barea che si sottoporrà ad intervento chirurgico dopo la rottura del tendine d’Achille riportata nella giornata di sabato, conducono la gara nel secondo quarto (43-37), ma Golden State rimonta e chiude il primo tempo avanti di 8 lunghezze (62-54), grazie ai 24 punti già a referto per Curry, ed ai 17 segnati da Durant.

Gli Warriors allungano nel terzo quarto (78-68 a 7:28 dal termine). La presenza sotto canestro di DeAndre Jordan (13 punti e 14 rimbalzi a fine gara) ed i canestri di Doncic riportano sotto i Mavs, che vanno addirittura avanti (108-103) a 4:47 dal termine della gara, con un tiro da 3 punti di Devin Harris.

L’attacco di Dallas si ferma però nel finale. Luka Doncic segna solo 3 punti nel quarto periodo ed i Mavs sbagliano gli ultimi otto tiri tentati, mentre Steph Curry prima impatta a quota 114, poi chiude il match con l’undicesima tripla di serata, a 42 secondi dal termine.

Kevin Durant: “Steph era in ritmo, quindi perché non dargli il pallone e basta?”

 

Per ammissione sia di coach Steve Kerr, che di quella del diretto interessato, il ruolo di Kevin Durant nella sfida dell’American Airlines Center è stato quello di… esca.

Coach Kerr e Durant hanno deciso di sfruttare la vena di Steph Curry e – come solito assistere durante le partite dei Golden State Warriors – “cavalcare” il loro #30, chiamando a ripetizione giochi per lui.

E’ una cosa che facciamo, di solito. Mi fido del mio istinto e della mia capacità di leggere il gioco e le partite, Steph (Curry, ndr) stava segnando praticamente contro chiunque, aveva dei mismatch favorevoli, per cui perché non fare in modo fargli avere il pallone e basta? Capita a volte che (Steve Kerr, ndr) dia la possibilità a noi veterani di condurre le azioni e chiamare i giochi (…) giochiamo assieme da tanto tempo, conosciamo i giochi e sappiamo cosa il coach prevede per noi, e ci lascia lavorare su dettagli e variazioni. E’ uno sforzo d’insieme

– Kevin Durant su Steph Curry –

 

 

Steve Kerr ha raccontato nel post gara di come Durant gli abbia chiesto di sfruttare il momento e chiamare giochi per Curry, nel quarto periodo: “KD sapeva che Steph era in gran serata, ed ha suggerito di continuare a cercarlo. In un paio di occasioni si sono scambiati di posto in un set offensivo, quei due hanno una grande intesa e Durant è un giocatore davvero altruista“.

Kevin Durant su Luka Doncic: “Numeri da All-Star, un vantaggio aver giocato in Europa”

 

Così nel post partita Kevin Durant su Luka Doncic, avversario di giornata dei suoi Warriors:

Sta giovando alla grande, medie da 20 punti, 6 rimbalzi e 5 assist per un 19enne sono cifre da All-Star Game, senza dubbio (…) il suo livello di gioco, quei tiri da tre punti in step-back… Luka è grosso e potente, sa passare il pallone e condurre il pick and roll. Un suo vantaggio è stato quello di giocare in Europa per tanti anni, ha avuto modo di giocare nel secondo miglior campionato del mondo (l’Eurolega, ndr), mentre molti suoi coetanei andavano al college. Lui non ha dovuto alternare pallacanestro, studio, lezioni e tutto il resto, ma ha potuto concentrarsi esclusivamente sul gioco sin da quando aveva 14 o 15 anni. Sicuramente un vantaggio, lo si vede dalla sicurezza e dalla fiducia con cui scende in campo

– Kevin Durant su Luka Doncic –

Michele Gibin
pt.fadeaway@gmail.com

Contributor per NBAPassion.com

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