Quando il tank funziona alla perfezione (parte prima) | Nba Passion
88271
post-template-default,single,single-post,postid-88271,single-format-standard,bridge-core-1.0.4,cookies-not-set,qode-news-2.0.1,ajax_updown,page_not_loaded,,side_area_uncovered_from_content,qode-theme-ver-18.0.9,qode-theme-bridge,disabled_footer_bottom,qode_header_in_grid,wpb-js-composer js-comp-ver-5.7,vc_responsive

Quando il tank funziona alla perfezione (parte prima)

the-dream-ewing big man

Quando il tank funziona alla perfezione (parte prima)

Molti appassionati – come il sottoscritto – sono in completo disaccordo con quella strategia a cui ogni anno assistiamo e che chiamiamo tanking.
Il tanking, o tank, è quel metodo in cui una squadra apparentemente perde di proposito quante più partite possibili per ottenere una scelta più alta al Draft dell’estate successiva.
Tale scelta potrebbe essere la futura star della franchigia e, perché no, il volto nuovo della lega.
Andando al dunque, nella storia della NBA ci sono stati casi di tanking estremamente positivi e altri, invece, assolutamente negativi.
Allora, in questo capitolo, partiamo con quelli che hanno funzionato alla perfezione e che hanno regalato alle squadre giocatori fenomenali che poi hanno fatto la differenza.

Draft NBA 2017

Draft NBA 2003

VAI AL PROSSIMO >>>

Pages ( 1 of 7 ): 1 23 ... 7Next »
Eugenio Petrillo
eugenio.petrillo@icloud.com

Amo e seguo la pallacanestro, sin dalla tenera età, in ogni sua forma e sfaccettatura. Ho vissuto la seconda parte della carriera di Michael Jordan, le gesta di Allen Iverson, Tim Duncan, Kobe Bryant e LeBron James. Ho un'incredibile passione per la scrittura e per il giornalismo. Quindi che dire, cosa c'è di meglio che scrivere di basket?

No Comments

Post A Comment