L’NBA ha consegnato il riconoscimento mensile per i Players e i Rookies migliori delle due Conference e, mentre il premio per il Rookie Of The Month della Eastern Conference è andato al terzo atleta diverso in tre mesi (prima Jabari Parker, poi Nikola Mirotic e adesso Elfrid Payton), ad Ovest si ha un solo nome in cima alla lista dall’inizio dell’anno ad oggi: Andrew Wiggins.
Wiggins, scelto dai Cleveland Cavaliers come prima scelta assoluta del Draft 2014 e poi girato ai Minnesota Timberwolves nella trade per Kevin Love, sta dominando sopra ogni altro Rookie presente in NBA quest’anno. Lo scorso Novembre era stato premiato per la prima volta come ROTM con una media di 11.6 punti (2° tra tutti i Rookies), 3.7 rimbalzi e 1.13 palle rubate in 15 gare, tutte iniziate in quintetto. Durante il mese di Dicembre riesce a migliorare le sue statistiche aumentando la media di punti a partita a 14.6, diventando inoltre il più giovane giocatore della storia dei Timberwolves a segnare almeno 20 punti collezionando almeno 10 rimbalzi in una partita (vs. Portland il 10 Dicembre); l’NBA ovviamente gli riconosce nuovamente il titolo di Rookie del mese della Western Conference. Siamo a Gennaio, e Wiggins porta la sua media di punti a partita a 19.8 in questo mese, tirando con una percentuale di 47.1% e, come detto in precedenza, viene premiato per la terza volta consecutiva. La media totale si stabilizza a 15.5 punti, 1.8 assist e 4.2 rimbalzi. Con una stagione così l’unica domanda è: “Chi finirà al secondo posto nella classifica finale del Rookie Of The Year?”
In una stagione nella quale solo 3 Rookies scelti tra i primi 10 stanno proseguendo la regular season senza intoppi e infortuni, è normale che alla ribalta arrivino nomi che non ci si aspetta di trovare. Uno su tutti: Langston Galloway. Il ragazzo è in NBA da poco meno di un mese, quando i New York Knicks hanno deciso di chiamarlo dalla D-League e, in questo periodo di tempo, solo Andrew Wiggins e Elfrid Payton sono stati rookies con statistiche migliori delle sue. Phil Jackson ha pescato tra gli undrafted del 2014 un potenziale ottimo giocatore? Sarà il tempo a dirlo, intanto a New York si godono qualcosa di buono tra le molte variabili negative di questa stagione. Bojan Bogdanovic, shooting guard dei Brooklyn Nets, è sicuramente un altro prospetto molto interessante. Non produce molto altro a parte più che buone percentuali al tiro, ma questo basta per far sì che rimanga nel radar. Marcus Smart è un nome molto caro ai tifosi dei Boston Celtics, visto che molti credono che da lui ripartirà la ricostruzione di questa storica franchigia. Scelto alla numero 6, Smart è uno dei pochi rookies della Top 10 ad aver giocato con continuità in questa sua prima stagione NBA. Difensore versatile e molto concentrato, quando si tratta invece di andare dall’altra parte del campo gli si devono riconoscere oggettivi limiti al tiro: solo 62 tentativi da 2 punti, a fronte di 117 triple tentate per una media realizzativa di 6.6 punti a partita. K.J. McDaniels e Zach LaVine sono sicuramente tra i rookies che maggiormente hanno impressionato per la loro energia presentata sul parquet. McDaniels è stato scelto alla 32 (seconda scelta del secondo giro) dai Philadelphia 76ers e sta portando avanti una stagione sicuramente sorprendente che l’ha portato ad essere considerato addirittura il grande escluso dalle Rising Stars che rappresenteranno il Team USA all’AllStar Game di New York. Zach LaVine invece all’AllStar Game ci andrà. La Point Guard dei Minnesota Timberwolves è stata selezionata sia per il Team USA che per lo Slam Dunk Contest. Convocazioni entrambe più che meritate se si considerano le sue abilità, 44 gare giocate di cui 23 partendo in quintetto, collezionando 8 punti, 3.4 assist e 2.2 rimbalzi di media. Elfrid Payton e Nikola Mirotic sono al momento i due rookie che si contendono il secondo posto di questa ipotetica classifica dietro ad Andrew Wiggins. La PG degli Orlando Magic sta viaggiando ad una media di 7.8 punti e 5.8 assist a partita e insieme al sophomore Victor Oladipo forma uno dei backcourt di prospettiva futura migliori della Lega. Il #44 dei Chicago Bulls invece, con 7.4 punti e 4.4 rimbalzi, ha numeri decisamente buoni se si considera che il suo ruolo nelle rotazioni non è minimamente paragonabile per livello di importanza a quello degli atleti precedentemente descritti.
Per NBA Passion,

