Un fulmine a ciel sereno. In tutti i sensi. La voce arrivata nella giornata di ieri ha del clamoroso e rischia di mutare gli equilibri interni dello spogliatoio degli Oklahoma City Thunder in modo profondo e forse irrimediabile.

Infatti, secondo quanto riportato da Adam Zagoria, coach Scott Brooks potrebbe essere rimpiazzato da Kevin Ollie, attuale allenatore di UConn, vincitore del torneo NCAA 2014 e soprattutto ex giocatore dei Thunder nel 2010. Ollie ha lasciato sicuramente un bel ricordo all’interno dello spogliatoio, grazie alle sue doti di leadership ed al contributo per la maturazione dei giovani Westbrook e Durant (lo stesso accadde nella sua stagione a Cleveland con Lebron, che lo ricorda sempre con affetto). Proprio Durant ha sempre riservato parole al miele per il suo ex-compagno, definendolo in una intervista rilasciata a  Bill Simmons “un giocatore capace di cambiare per sempre la cultura di Oklahoma”.

Kevin Durant e Kevin Ollie insieme con la maglia dei Thunder

Il contratto di Ollie, appena rinnovato la scorsa stagione, prevede 5 milioni di dollari annui: una cifra importante da andare a pareggiare, senza contare che Brooks ne prende attualmente 4. Per un piccolo mercato come Oklahoma cifre del genere rischiano di essere un freno, ma lo sforzo potrebbe decidere di essere compiuto per via di importanti dettagli:

  • L’anno prossimo Durant sarà free-agent: se quest’anno si deciderà di puntare su un allenatore nuovo, ma gradito al giocatore, potrebbe essere un fattore ulteriore a favore del rinnovo il prossimo giugno;
  • Una volta rotte le uova, non puoi sperare che nasca comunque un pulcino: lasciando trapelare verso l’esterno queste voci, l’immagine di Brooks ne esce molto male, come quella di un pugile malmenato. Difficile vedere con quale autorità potrà prendere decisioni delicate durante la prossima stagione dopo essere stato messo in così forte discussione da parte della dirigenza,
  • La capacità di Ollie nel gestire lo spogliatoio, dimostrata sia da giocatore a Oklahoma che da allenatore a UConn, possono essere fondamentali nel riuscire a rendere un unico blocco ciò che finora sembra più essere un insieme di individualità
  • Una delle principali caratteristiche del coach di Uconn è quella di saper dare un’anima battagliera alla sua squadra (basti vedere le partite degli ultimi anni degli Huskies).

Tuttavia non mancano anche i motivi per tenere Brooks: oltre a quelli già elencati in passato, secondo cui l’attuale allenatore potrebbe aver diritto ad un’ultima chance in cui giocarsi il tutto per tutto, bisogna anche ammettere che Ollie sarebbe alla sua prima esperienza nel mondo NBA. L’esempio di Steve Kerr non può essere accettato completamente, in quanto lui aveva già un esperienza pregressa nel front office di Phoenix, imparando a gestire così al meglio alcune situazioni di forte stress che comporta una franchigia NBA.

Cosa succederà a Oklahoma quindi sarà più chiaro nelle prossime settimane, ma urge prendere una decisione decisa e condivisa: l’anno prossimo i margini di errore non esistono, se non si vuole assistere ad un fuggi fuggi generale con la prossima free-agency.

Per NBA Passion,

Matteo Meschi

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