Dopo aver analizzato i playmakers , le guardie e i centri è il turno delle ali , divise tra piccole e grandi , ruolo in continua evoluzione nella NBA moderna.Proverò a classificare le migliori 5 ali della Eastern Conference nella stagione 2013/14 , tenendo conto delle statistiche individuali , dei risultati e dell’impatto sulla propria squadra.
Al 5° Posto , Paul Millsap
La prima stagione agli Hawks,dopo le 7 passate negli Utah Jazz,è stata la migliore in tutta la sua carriera , riuscendo ad essere selezionato per l’All-Star Game,non certo una cosa scontata per la 47-esima scelta assoluta al Draft del 2006.La sua crescita è dovuta sicuramente grazie al sistema degli Hawks e in parte anche all’infortunio di Horford che gli ha permesso di avere maggiori responsabilità,soprattutto in attacco. Ha chiuso la stagione con 17,9 punti (career high),8.5 rimbalzi ( 21% dei rimbalzi di squadra) e 3.1 assist (career high) aggiungendo 1,7 palle rubate e 1.1 stoppate a partita,inoltre quest’anno ha dimostrato di aver costruito un tiro da 3 particolarmente affidabile,infatti ha tentato 212 tiri da dietro l’arco,che costituiscono circa il 20% delle sue conclusioni,realizzando 76 triple e con un percentuale vicina al 36%.Andando a considerare per un attimo statistiche ‘avanzate’ si nota da subito l’importanza di Millsap per la sua squadra,infatti il NetRtg (il differenziale punti su 100 possessi) con lui in campo è migliore del complessivo (passa da -0.7 a 2.4 su 48 minuti).Questa grande stagione gli è valsa anche la convocazione per il Team USA,quindi a mio modo di vedere merita di essere considerato una delle migliori ali sulla costa orientale.
Al 4° posto , Chris Bosh

Non è stata certamente la sua miglior stagione a livello di statistiche , ma è stato fondamentale ,visti i continui infortuni di Dwayne Wade,è diventato il secondo ‘violino’ per gli Heat.Ha segnato il tiro decisivo nell’unica vittoria degli Heat durante le Finals in gara-2 anche se poi è scomparso misteriosamente.Nonostante ciò,se si parla di ali della Eastern Conference , non certo la più ricca di talento , è impossibile non considerare l’ex Raptor , il quale anche giocando da centro nel sistema di Spoestra resta una delle migliori ali grandi sia in attacco che in difesa nell’intera lega.E’ stato il migliore dopo LBJ e ha mostrato una completezza nel suo gioco che ha convinto Riley ad offrirgli il massimo contrattuale e il ruolo da leader negli Heat post-James.Ha chiuso la stagione con 16.2 punti,6,6 rimbalzi e 1,1 assist a partita,tirando con un ottimo 51.6% dal campo , quello che stupisce è come a 29 anni ormai , è stato capace di migliorare e soprattutto adattare il suo gioco al servizio della squadra,infatti quest’anno ha aggiunto al suo bagaglio tecnico anche il tiro da 3 , segnando 74 triple e tirando con il 33,9%.I suoi rimbalzi difensivi (5.4 a partita) possono sembrare pochi , ma si deve considerare che Miami è l’ultima squadra nella NBA per rimbalzi controllati e quelli di Bosh consistono nel 20% di tutti i rimbalzi difensivi , in attacco conclude solo il 15% dei possessi offensivi (mentre Wade il 18% e Lebron il 23%). Nonostante ciò l’impatto di Bosh in quel di South Beach quest’anno non è stato da poco,infatti considerando l’NetRtg personale (9.8) è migliore di quello di squadra , ma si nota che durante le vittorie è 18,quasi il doppio della sua media,mentre durante le sconfitte cala incredibilmente a -5.3 , questo significa che alle vittorie degli Heat viene associata una grande prestazione di Bosh e purtroppo il contrario nelle sconfitte.Insomma è facile pensare che le sue medie miglioreranno dopo l’addio del Prescelto, che lascia una grande responsabilità nelle sue mani e in quelle di capitan Wade.
Al 3° posto , Carmelo Anthony
Nonostante la pessima stagione dei suoi New York Knicks , terminata con una deludente esclusione dai playoff , Melo ha dimostrato di essere un giocatore molto considerato nella lega , come dimostrato da le numerose richieste che ha ascoltato durante questa Free Agency e per questo motivo , insieme alle sue buone statistiche nell’ultimo anno , non me la sento di escluderlo dal ‘podio’ di questa particolare classifica. Se volessi considerare soltanto le statistiche forse meriterebbe anche qualcosa in più , ma il fatto di non aver dimostrato un minimo di leadership in uno spogliatoio difficile ma non impossibile come quello dei Knicks a mio avviso ha ridimensionato la sua stagione.Ha viaggiato a 27.4 punti( secondo miglior realizzatore dopo KD) , 8.1 rimbalzi (career high) e 3.1 assist a partita con un buon 45% dal campo e il 40% da 3 punti.Ha preso il 26% di tutti i tiri dei Knicks (21 a partita),inoltre raccoglie mentre è sul campo il 20% dei rimbalzi difensivi dei suoi,favorito quest’anno anche dalla presenza di due ali grandi come Bargnani e Stoudemire non propriamente specializzati in questo.Sono delle statistiche che sinceramente ogni giocatore vorrebbe ma l’impatto dell’ex-Nuggets non è propriamente quello che ha spostato l’equilibrio durante le partite ,i nfatti il NetRtg varia in soltanto dal -1 di squadra a 0.9 con Anthony in campo.
Al 2° posto, Paul George
Dopo il premio di giocatore più migliorato dello scorso anno,Paul George ha dimostrato continuità confermandosi uno dei giocatori in totale ascesa nella NBA e la grande superstar dei Pacers.La sua stagione è terminata ancora una volta alle finali di Conference , soprattutto per i limiti dimostrati da Indiana dopo l’All Star Game,visto che durante la prima fase della stagione la sua squadra era sembrata una macchina perfetta e lo stesso George era uno degli indiziati per il titolo di MVP.Ha chiuso comunque la stagione con delle ottime statistiche,infatti ha viaggiato ogni sera a 21.7 punti,6.8 rimbalzi e 3.5 assist a cui aggiunge anche 1.9 palle rubate , tirando con il 42% dal campo e il 36% da tre e i suoi tiri rappresentano il 21% dell’attacco.Oltre ad essere un ottimo difensore per il suo ruolo , gioca in una squadra che fa della difesa la sua forza e per questo l’impatto di George sui Pacers si vede soprattuttuo in attacco dove la squadra segna circa 2,5 punti in più (103 ppp con lui in campo) e il suo impatto è testimoniato anche dal NetRtg che passa da 4.8 a 6.4.
Al 1° posto , Lebron James
Non sarà stata la sua miglior stagione a livello di statistiche,ha dovuto lasciare il titolo di MVP al suo rivale sull’altra costa Durant , ma è sicuramente il giocatore più forte ad Est ed ha dimostrato più volte di essere il giocatore più forte della NBA in questo momento , non è riuscito a realizzare il Three-Peat a South Beach , non che non c’abbia provato ma la sua squadra non ha retto alle motivazioni e all’organizzazione degli Spurs , nonostante LBJ che ha giocato nella serie per interi quarti da solo contro tutta la difesa. Comunque ha chiuso la stagione regolare a 27.1 punti , 6.9 rimbalzi e 6.3 assist , tirando con un mostruoso 56.7% dal campo e il 38% da 3. E’ stato semplicemente il migliore sia in punti , rimbalzi , assist e palle rubate per gli Heat , dando l’impressione di poter alzare il livello del suo gioco se solo la partita l’avesse richiesto. I suoi tiri consistevano nel 23% dell’attacco e il NetRtg personale aumenta seppur di poco quello della sua squadra (passa da 6.1 a 7.9). Insomma sarà una grandissima perdita per gli Heat e non sarà certo facile sostituire il Prescelto.
Per NBA Passion,
Giuliano Granata.





