ToroNot Today: Gli splash brothers mandano tutti a gara 6 dopo una partita bellissima

toronto raptors

Raptors — Warriors. Ci si aspettava Kevin Durant, che per quel poco che c’è stato ha fatto capire a tutti che giocatore stratosferico sia. Ci si aspettava anche Kawhi Leonard, che dopo 43′ giocati decisamente sotto la sua media, è esploso con 10 punti in poco più di 1’30” facendo saltare tutto il Canada e tutti noi sul divano.

Non ci si aspettava una partita di solidità emotiva e così incisiva da parte di Demarcus Cousins, che molto probabilmente non doveva nemmeno essere della partita, ma ci si ritrova scaraventato in mezzo causa l’infortunio di KD.

Alla fine risulta decisiva l’incapacità di arrendersi di Curry e Thompson, che non vanno mai sotto mentalmente, nè quando KD dichiara forfait nè quando Leonard sembra mettere una pietra sopra la dinastia con sede nella Baia.

Avremo un altro capitolo delle NBA Finals, il sesto. Dato il livello di basket visto stanotte, non possiamo che ritenerci fortunati.

Raptors – Warriors: fischio finale di game 5

RAPTORS — WARRIORS: LE PAGELLE DEI VINCITORI

 

Thompson, 9: Valgono di più 2 delle 3 triple che riportano Golden State avanti o la difesa, sull’ultimo possesso di Leonard e durante tutta la partita, senza praticamente sbagliare mai? Klay Thompson ha il sangue freddo di un 3 volte campione NBA e stanotte l’ha dimostrato di nuovo. Straordinario

 

Curry, 8,5: Inizia forte come gli altri due “Big Three”, si carica la squadra sulle spalle quando Durant dichiara K.O tecnico. Ad un certo punto sembra non segnare più, poi arriva la tripla del pareggio, una delle più difficili di tutta la partita. Gioca una partita pazzesca per intensità, per durezza mentale e per attributi. Campione

 

Durant, 8: Arriverà a fine terzo quarto la notizia che ha già abbandonato l’Arena (in stampelle) dopo essersi fermato a metà del secondo per quello che probabilmente è il riacutizzarsi dell’infortunio al polpaccio che lo teneva fuori dall’8 maggio scorso. Fino a quel momento aveva dato segni di onnipotenza cestistica, 11 punti con 3/3 dalla lunga distanza, non sbagliando quasi niente neanche dietro, quasi a voler ribadire un concetto semplice: averlo o non averlo fa tutta la differenza del mondo, e più la posta in gioco è alta più sa essere decisivo. Peccato

 

Iguodala, 7: Che sia il veterano perfetto è già stato detto e ribadito, ma la sua capacità di restare in campo e nella partita durante i momenti più importanti non sarà mai abbastanza ammirata. E’ il direttore d’orchestra della difesa sull’ultimo possesso (di cui Green è stato eccellente primo violino), oltre ad un’altra marea di piccole cose, che in una vittoria di un punto diventano giganti. Evergreen

 

Green, 7: La difesa nell’ultimo possesso è da far studiare nelle scuole. Un paio di giocate offensive importanti, su tutte un gancio mancino e un tiro da 3 molto importante, la solita costante presenza su ogni palla vagante. E’ tutto questo Draymond Green, ma anche un fallo tecnico e soprattutto un’infrazione di campo che poteva costare partita e serie. Balla sempre sul filo del rasoio, ma questa volta ne esce vincitore. Lottatore

 

Panchina, 8: Andrebbe fatto un capitolo a parte per DeMarcus Cousins, che seppur con qualche sbavatura (vedi fallo in attacco nel momento più importante di queste Finals) fa una partita tanto bella quanto inaspettata, mettendo ben più di uno zampino nella riapertura della Oracle Arena per gara 6, nella quale a questo punto speriamo di vederlo in azione. Looney gioca una partita che per cuore, attributi e intensità merita un voto altissimo. Livingston e Cook giocano minuti che alla luce dell’epilogo si rivelano importantissimi, Bell con più ombre che luci nella sua comparsata. Importanti

Curry & Green si esaltano. Raptors – Warriors

 

RAPTORS — WARRIORS: LE PAGELLE DEI VINTI

 

Lowry, 8: In una partita in cui tutta Toronto sembra sentire la pressione, gioca i primi 3 quarti da trascinatore vero, salendo in cattedra anche nell’ultimo periodo, prima che Leonard rubi la scena a tutti e faccia credere che sia finita. E’ salito di colpi in questi playoff ed è stato il migliore dei suoi su 48’ in gara 5. Per ora si è fermato a qualche centimetro dalla linea del traguardo, vedremo come reagirà in gara 6. Instancabile

 

Leonard, 7,5: Fino a 5 minuti circa dalla fine della partita, la sua sarebbe una prova insufficiente. Qualche acuto difensivo e poco più, con un attacco in cui capitalizza molto in avvicinamento e ai liberi, ma in cui le percentuali al tiro sembrano averlo abbandonato. Poi esce da un timeout nell’ultimo periodo, e ne piazza 10 consecutivi, segnando in ogni modo, mettendo due triple una in faccia a Thompson e una in faccia a Cousins che somigliavano parecchio a due colpi da K.O. tecnico. Ma non è abbastanza, non oggi. Automa

 

Gasol, 7: Dopo un avvio scintillante, in cui rompe il ghiaccio per i Raptors e tutta l’Arena, ha la tendenza a perdersi un po’ – anche in panchina – complici i quintetti piccoli di Kerr cui Nurse non può ovviamente rispondere con il fratello di Pau in campo. Ha un paio di acuti anche nella ripresa, fra cui una bomba molto importante nell’economia della partita. Difensivamente è tutto sommato solido, dimostrandosi affidabile anche nell’ottica di un ritorno alla Baia in cui ci si aspettano grandi cose da Cousins. Solido

 

Siakam, 5,5: Spicy P cerca di giocare la solita partita di energia e concretezza, anche se spesso appare fuori giri, complice anche lui di qualche passaggio a vuoto dei Raptors durante la partita. Difensivamente prova a metterci il suo contro KD (con scarsi risultati), offensivamente fa quel che può, senza grossi acuti ma nemmeno eclatanti sbavature. Nel complesso, una prova scarsina per il camerunense. Sottotono

 

Green, 5: Non è la sua partita, sembrano dirlo sia i primi tiri che si vede sputare dal ferro sia il backcourt di Golden State che nel primo quarto punisce ogni distrazione, errore o ritardo di rotazione. Oltre a sbagliare in attacco più di quanto non faccia di solito, non riesce quasi mai a mettersi in partita difensivamente. L’ex SAS aggiunge così una prestazione non certo scintillante alle sue non entusiasmanti Finals (eccezion fatta per gara 3). Impalpabile

 

Panchina: Van Vleet inizia con le polveri bagnate, ma prende fiducia nel secondo tempo, segnando canestri importanti e prendendosi responsabilità come ha fatto in tutte queste gare di finale. Insieme a Lowry è il migliore dei suoi. Stessa cosa per Ibaka, che gioca una partita in crescendo, dimostrandosi un veterano su cui poter fare affidamento quando conta. Powell ha più minuti in campo di quelli che ci si aspetta, ma li onora, stando sul pezzo in attacco e sbagliando il meno che può in difesa. McCaw ha poco più di un cammeo. Qualità