Nel successo di questa notte in gara 3 dei Thunder, oltre al solito SGA, decisiva per OKC è stata la propria panchina, che ha letteralmente ribaltato la partita. Protagonisti quindi di questa vittoria non sono i vari Chet, Mitchell o Dort, bensì due comprimari come Jared McCain e Jaylin Williams, oltre a un Alex Caruso sempre cruciale in questa serie. Dopo un avvio di 15-0 per gli Spurs, sono stati proprio i cambi che pian piano hanno accorciato le distanze, per poi prendere il controllo e non voltarsi più indietro.
La panchina di Oklahoma ha infatti segnato la bellezza di 76 punti, stracciando i 23 di quella di San Antonio. Fondamentale il contributo di un J-Will da 18 punti con 5 su 6 da tre, di Caruso con i suoi 15 punti e, soprattutto, di McCain con 24 punti a referto. Ancora una volta i Thunder dimostrano così di essere una squadra profondissima, in grado di schierare praticamente 2 quintetti di livello assoluto.
“Abbiamo un gruppo di ragazzi disposti a fare tutto ciò di cui la squadra ha bisogno”, ha detto Williams. “Purtroppo, abbiamo dovuto fare i conti con molti infortuni durante l’anno, ma questo ci ha temprati. Ci ha resi più forti come squadra. Ci ha resi più forti come giocatori, pronti per il momento e pronti quando viene chiamato il nostro nome.”
McCain diventa un caso: cacciato da Phila, decisivo a OKC
Al di là della prestazione superlativa di questa notte, è indubbio che l’apporto di McCain dal suo arrivo ai Thunder sia stato da subito decisivo. Già in regular season, giocando un minuto di media in più rispetto che ai Sixers, era passato da segnare 6.6 punti di media a 10.4. Con l’arrivo dei playoffs poi, ha ulteriormente migliorato le sue percentuali al tiro, diventando un’arma in più per OKC in uscita dalla panchina. Nonostante la pressione delle Finali di Conference, ha dimostrato di avere il carattere per incidere anche ad alto livello.
“Trasuda sicurezza da tutti i pori”, ha detto Gilgeous-Alexander. “Sa esattamente chi è. Sa esattamente cosa fa e scende in campo e lo fa a prescindere da tutto. Che la palla entri o esca, lui pensa alla giocata successiva, alla giocata migliore per sé e per i compagni. È sempre aggressivo, lucido e concentrato sul momento.”
Investitura importante dunque da parte dell’MVP, che però allo stesso tempo apre ad un ragionamento sui Sixers. Jared infatti è stato ceduto ai campioni in carica per una prima scelta e poco altro, un regalo insomma, visto come sta rendendo. Questo quindi la dice lunga sul lavoro della dirigenza di Phila, capitanata da Morey, reo di aver lasciato andare troppo presto il giovane. Già nel suo anno da rookie McCain aveva mostrato lampi di talento, prima del brutto infortunio che lo aveva fermato anzitempo. Quest’anno ci ha messo un po’ ad ingranare, ma i Sixers non hanno voluto aspettarlo, cedendolo per praticamente un pacchetto di patatine.
Così OKC si ritrova in casa l’ennesimo giocatore in grado di incidere, mentre a Phila si mangiano le mani (e Morey) per averlo dato via così presto. Non ha caso l’ex presidente of basketball operations è stato licenziato proprio qualche settimana fa, segnando una svolta nella dirigenza dei Sixers. Forse, anzi certamente, le alte sfere della franchigia non avranno gradito lo scambio che ai tempi Morey aveva definito “una cessione a prezzo elevato“.

