Centri
Fino a qualche anno fa, in Italia si sentivano pianti e alti guai per la progressiva scomparsa del ruolo di centro. Un’esagerazione, indubbiamente, perché i centri c’erano ma bisognava avere la pazienza di tirarli su. In un periodo in cui peraltro il ruolo è molto cambiato, nelle sue prerogative.
Marco Cusin è della schiera della nuova generazione: dinamico, atletico, intimidatore, occupa bene gli spazi e riceve(passaggi e lob in egual misura) in corsa o spalle a canestro senza farsi intercettare la palla e concludere rapidamente.
Riccardo Cervi, che di Cusin in azzurro è teorica riserva, ha qualità differenti. Si muove agilmente nei pressi dello smile ma sa anche mettere palla per terra, porta in dote un giro e tiro preciso sotto le plance e ha buona mano frontale.
Dietro i due titolari dell’Italia preolimpica ci sono… i due titolari della Pistoia cestistica. Di Andrea Crosariol si sanno vita, morte… resurrezione, perché quella avvenuta per mano di coach Esposito non che può che considerarsi tale.
“The Dunking Machine” un decennio fa ai tempi virtussini, alla Flexx il basket italiano ha ritrovato quello che aveva perduto: un King Kong d’area esplosivo, agile e di mano educata. Uno che darebbe un grande contributo, di fronte gli alti e tecnici lunghi europei eterna dannazione azzurra.
Daniele Magro è anche un lui, un uomo da post basso, ma diverso. Rollatore efficace, è rapace del ferro e tiene solidamente la posizione. Ad Eurobasket 2013 fu preziosa risorsa per allungare le rotazioni, per cui nulla è impossibile.
Gli gli outsiders, per il ruolo, non sarebbe sbagliato cercarli in Lombardia. Francesco Quaglia, fiorentino del settore giovanile Virtus ora in forza a Cantù. Anche lui è un centro orizzontale e verticale da post basso, e (aspetto da non sottovalutare) si getta su tutti i palloni vaganti.
Infine, Paul Biligha. Atletico, lottatore, rimbalzista valido, fisicamente prestante nonostante i soli due metri di altezza.

