Un editoriale pubblicato da Jackie MacMullan di ESPN, sulla costruzione dei nuovi Brooklyn Nets e sul “patto” dell’estate 2016 tra Kyrie Irving, Kevin Durant e DeAndre Jordan ha provocato la reazione di coach Kenny Atkinson, che ha bollato come “non veri” alcuni passaggi dell’articolo.
Nel ricostruire la preparazione alla stagione 2019\20 dei Brooklyn Nets, la McMullan aveva affermato come i Nets stessero monitorando Irving, personalità umorale, soggetta a “sbalzi d’umore repentini, alti e bassi che preoccuperebbero il front office della squadra”, citando ad esempio alcuni episodi della ormai famigerata trasferta cinese di Nets e Lakers, oppure la scarsa disponibilità iniziale di Kyrie (e di Durant e Jordan) a sottoporsi al rigido controllo della prestazione sportiva dello staff di preparatori atletici dei Nets.
Kenny Atkinson addresses the recent report on Kyrie Irving: "That is completely false … in my experience with him so far, it's absolutely not true."
(via @SNYtv) pic.twitter.com/8qghsUzra8
— Bleacher Report (@BleacherReport) October 29, 2019
Preoccupazioni negate categoricamente da coach Atkinson: “E’ tutto falso. Parlo per quella che è la mia esperienza qui, non è vero. Anzi, qui ai Nets quello strano sono io, sono irritabile, ho i miei alti e bassi come un normale essere umano. A Kyrie (Irving, ndr) non posso che dare una bella ‘A’ per il suo atteggiamento sinora“.
Durante la scorsa stagione, tutta la personalità complessa, inquieta di Kyrie Irving si dimostrò in più di un’occasione ai Boston Celtics. I suoi scontri e le sue “bizze” con compagni e staff tecnico furono tra le cause del fallimento della stagione dei Celtics, in uno spogliatoio ricco di veterani come Al Horford, Marcus Smart e Gordon Hayward, e giovani talenti come Terry Rozier, Jaylen Brown e Jayson Tatum.
“Kyrie è un artista, io lo vedo così” Kevin Durant parla dell’amico\compagno di squadra nel pezzo di Jackie MacMullan “Bisogna lasciarlo in pace, sappiamo cosa sia in grado di portare alla sua squadra sera dopo sera, lui ama questo gioco. Quale che sia il suo modo di prepararsi, io lo sostengo al 100%“.

Kyrie Irving e Caris LeVert dei Brooklyn Nets
La column della giornalista di ESPN ripercorre la cronistoria dell’arrivo a Brooklyn – franchigia che dopo il fallimento dell’operazione titolo NBA delle star in là con gli anni Paul Pierce, Kevin Garnett, Joe Johnson, e dopo la partenza di Deron Williams non ha più avuto All-Star in squadra – di tre star (soprattutto Irving e Durant) di prima grandezza, parlando delle resistenze iniziali, principalmente di Irving, nell’aderire appieno alle metodologie all’avanguardia di “players development” che il genera manager Sean Marks considera un caposaldo della sua gestione.
Jackie MacMullan cita alcuni episodi che avrebbero creato “perplessità” nell’ambiente Nets, riguardo ai repentini cambi d’umore di Kyrie Irving, come ad esempio un suo rifiuto di togliersi il suo cappellino per una foto ufficiale, costringendo lo staff della squadra a rimuoverlo in seguito con Photoshop. Dal quartier generale Nets sono arrivate nelle ore successive l’articolo le smentite di rito, che hanno fatto eco alle parole di coach Atkinson.
“Perplessità? In Cina, gli unici ad aver creato perplessità e grattacapi mi pare siano stati i Rockets” Così Spencer Dinwiddie, alludendo alla vicenda Daryl Morey. Così DeAndre Jordan: “Io non leggo mai nulla che non sia Harry Potter o The Alchemist (…) cosa volete che dica? Che Irving è matto, è cattivo, egoista, che non mi piace la sua pettinatura?“.

