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Rockets-Warriors, Durant: “Niente domande su me e Draymond, senza Steph è dura”

di Michele Gibin

Pare essere tornato il sereno a Houston, dopo la conclusione della breve parentesi Carmelo Anthony, e con una netta vittoria casalinga ai danni dei rivali di sempre Golden State Warriors.

Al Toyota Center di Houston, Rockets-Warriors finisce 107-86 per i padroni di casa. La prima partita del post Carmelo Anthony coincide con la terza vittoria consecutiva dei Rockets (7-7), mentre per gli Warriors (12-4) del rientrante Draymond Green è la seconda sconfitta nelle ultime tre partite.

Sconfitta arrivata sotto gli occhi di Steph Curry, ancora fermo per il problema muscolare accusato la settimana scorsa contro i MIlwaukee Bucks, ed in borghese in panchina con i suoi compagni.

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Steph guarda i suoi cedere di schianto sotto la ritrovata verve (lo “swag”, direbbe D’Antoni) di James Harden e soci. Draymond Green, al rientro dopo la squalifica, non segna nemmeno un punto in 24 minuti di gioco (5 rimbalzi e 5 assist per Green), e tenta solo tre conclusioni dal campo.

Il primo mini-allungo è in realtà di Golden State. Un 15-10 subito rintuzzato da Eric Gordon e James Harden con due triple consecutive. Coach D’antoni panchina definitivamente i veterani arivati in estate Carter-Williams, il terzo anno da Phoenix Marquese Chriss e deve rinunciare a Gerald Green, non al meglio.

Dentro Gary Clark e Isaiah Hartenstein, e rotazioni accorciate. Steve Kerr inserisce Andre Iguodala in quintetto, al posto di Quinn Cook.

Partita a basso punteggio. Klay Thompson cerca di guidare emotivamente i suoi muovendo i piedi in difesa ed attaccando il ferro, ma non trova il canestro dalla distanza e chiude con 0-5 da dietro l’arco. Kevin Durant non fà di meglio. Dopo un inizio discreto (13 dei suoi 20 punti finali arrivano nel primo tempo), KD scompare lentamente dalla gara.

Dopo tre quarti, i Rockets conducono 76-63. Houston apre il quarto periodo con un doppio parziale da 12-2 e da 9-0.

Rockets-Warriors, Steve Kerr: “Sfibrati, fisicamente e mentalmente”

Coach Steve Kerr ritiene nel dopo partita che le polemiche degli ultimi giorni, dopo la lite Green-Durant, la sospensione di Draymmond e le ricostruzioni a mezzo stampa abbiamo contribuito a sfibrare la squadra, fisicamente e mentalmente, complice anche l’assenza del leader Steph Curry.

Ora come ora siamo sfibrati sia fisicamente che mentalmente. Non c’è molto da aggiungere, dobbiamo ricaricare le pile e ritrovare lo spirito giusto, e le energie per giocare come si deve, e lo faremo. La stagione è lunga, e la nostra schedule in questo periodo è tosta (…) non è stata la nostra migliore partita, direi. Troppe palle perse, poca energia in campo, abbiamo giocato proprio male

– Steve Kerr dopo Rockets-Warriors –

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2054: non è un numero a caso, ma rappresenta i giorni passati dall'ultima volta in cui il quintetto titolare dei Golden State Warriors non realizzò alcuna tripla. Stanotte, dopo quasi 7 anni, tutto questo è accaduto. Merito, in larga parte, degli Houston Rockets di Mike D'Antoni e di un ritrovato James Harden, che dopo aver richiamato il guru difensivo Jeff Bzdelik hanno inanellato 6 vittorie con altrettante partite in cui hanno subito meno di 100, balzando in testa alla classifica del Defensive Rating della NBA. Altro dato inequivocabile: negli ultimi 6 minuti di gara, i Warriors non hanno mai segnato. Secondo voi, questo Rockets formato "no-Melo" possono ritornare ad insidiare i Warriors sul trono dell'Ovest? Si può parlare di primo campanello d'allarme per Steve Kerr, soprattutto dopo le ultime vicende extra-campo? ° ° #nbapassion #nba2k19 #NBApassionapp #NBA #basketball #houston #rockets #goldenstate #warriors #kevindurant #jamesharden #fearthebeard #DubNation

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Draymond Green, “termometro” emotivo dei Golden State Warriors, è della stessa opinione:

Zero energia, zero intensità. A volte può succedere, eppure nonostante le poche energie e nonostante non ci entrasse un tiro, ad inizio quarto quarto eravamo ancora lì (…) Io? Mi sento bene… non mi piace star fermo, se posso giocare voglio essere in campo. Ora come ora il mio minutaggio è ancora controllato, il che è OK. Contro i Clippers ho giocato 42 minuti ed il giorno dopo ero un po’ indolenzito… per fortuna poi mi hanno sospeso… così mi sono potuto riposare e mettermi su un po’ di ghiaccio… scherzi a parte, ho parlato con Steve (Kerr, ndr) ed il training staff, ed è la cosa giusta da fare ora, alla 16esima partita. Non è il momento di esagerare e chiedere troppo al proprio fisico

Sui suoi rapporti con Kevin Durant, Green ha poi dichiarato: “Non è un segreto, sono un giocatore emotivo, non nascondo le mie emozioni in campo. E a volte le emozioni prendono il sopravvento. E se qualche volta commetterò degli errori a causa di ciò, ne accetterò le conseguenze“.

Rockets-Warriors, Kevin Durant: “Niente domande su di me e Green”

L'”aftermath” della lite Durant-Green non è destinato a spegnersi in fretta, come sanno bene i diretti interessati ed i Golden State Warriors. Kevin Durant taglia corto quando i reporter affrontano l’argomento:

Non mi fate più domande su me e Draymond

I Golden State Warriors sono stati tenuti a sole 18 conclusioni da dietro l’arco dei tre punti (4 su 18 la percentuale finale). Kevin Durant riconosce alla difesa dei Rockets il merito di aver saputo limitare l’attacco Warriors:

Con tutti i loro cambi difensivi è abbastanza difficile ottenere buoni tiri dalla distanza. Tutti sanno che noi vogliamo creare tanti tiri da tre punti, e senza Steph (Curry, ndr) rimane solo Klay ad essere pericoloso da dietro l’arco, dal momento che sia io che Andre (Iguodala, ndr) preferiamo attaccare il canestro. Così è più difficile creare tutti quei tiri veloci da tre punti, e dobbiamo sfruttare ciò che le difese ci concedono

– Kevin Durant dopo Rockets-Warriors –

 

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