Adam Silver sulla NBA: “Siamo la lega sportiva americana più politicamente attiva? Una cosa di cui andare orgogliosi“.
Così il Commissioner NBA durante un incontro di rappresentanza a New Orleans, Loiusiana, sulla reputazione attuale della NBA e dei suoi protagonisti, in materia di attivismo e prese di posizione socio-politiche.
Per Adam Silver, grande capo NBA dal 2014, il grande merito della “sua” lega è quello di garantire e tenere in grandissima considerazione la libertà di opinione ed espressione dei propri atleti: “La loro (di atleti e membri di staff tecnici, ndr) libertà di espressione, anche in politica, è un diritto primario in questa lega“. Così Silver a New Orleans.
Il Commissioner si è detto in verità non al corrente della definizione di lega “più attiva, presente” (“wokest” è il termine usato, ndr) dello sport professionistico made in USA conferita alla NBA:
“Non sapevo che la NBA fosse così definita. Ma ne capisco perfettamente il motivo, ed è qualcosa di cui andiamo estremante orgogliosi“
– Adam Silver sulla NBA –
Squadre e giocatori NBA si sono distinti negli ultimi anni per le loro prese di posizione nette su temi politici e sociali.
Di questi ultimi mesi la querelle tra LeBron James ed il presidente USA Donald Trump, capitolo della personale crociata lanciata dal miliardario newyorchese controi grandi network americani come CNN, così come la scelta dei Golden State Warriors di non recarsi alla tradizionale visita alla Casa Bianca riservata ai vincitori del titolo NBA.
U bum @StephenCurry30 already said he ain't going! So therefore ain't no invite. Going to White House was a great honor until you showed up!
— LeBron James (@KingJames) September 23, 2017
Altro esempio celebre di presa di posizione da parte di moltio giocatori fu l’adesione alla campagna “I Can’t Breathe”, nel 2014. Durante i minuti di riscaldamento pre partita, i giocatori indossarono delle t-shirt nere recanti la frase, un riferimento al caso di Eric Garner. Il 17 luglio 2014 a New York, Garner, un nero di Staten Island, fu ucciso dalla manovra di immobilizzazione di uno dei poliziotti che avevano fermato l’uomo – disarmato – per un controllo. Il video amatoriale dell’arresto fece rapidamente il giro del web, suscitando la rabbia dell’opinione pubblica e della comunità nera americana.
Le divise alternative griffate Nike dei Golden State Warriors durante le ultime due stagioni NBA fanno riferimento a “The Town”, nome con cui è concosciuta la città di Oakland, rispetto alla più ricca e celebre “The City” – San Francisco – dall’altra parte della Baia.
Accountability. We Are One. #StephonClark pic.twitter.com/123y5etYdE
— Sacramento Kings (@SacramentoKings) March 25, 2018
Ancora, i Sacramento Kings annunciarono nei mesi scorsi l’adesione al programma “Black Lives Matter”, a seguito dell’uccisione di Stephon Clark.
Il 18 marzo scorso, Il 22enne Clark fu abbattuto dalla polizia a seguito di una segnalazione per atti di vandalismo, a poca distanza dalla casa della nonna materna del ragazzo – che risultò poi essere disarmato – a Sacramento. L’incidente causò nei giorni seguenti tensioni e scontri in città tra attivisti e forze dell’ordine.

