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La difesa dei Blazers contro Nikola Jokic: Kanter, close out e contromosse

di Michele Gibin
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Si può parlare di difesa efficace contro un giocatore che nelle tre partite della serie di semifinale di conference tra Portland Trail Blazers e Denver Nuggets sta sfiorando la tripla doppia di media?

Nelle tre partite finora disputate da Nikola Jokic contro gli uomini di coach Terry Stotts (tra cui l’estenuante gara 3, finita dopo quattro tempi supplementari con la vittoria dei Blazers), il lungo serbo dei Nuggets ha viaggiato a 28.6 punti, 13.7 rimbalzi e 9 assist a gara, rimanendo in campo addirittura per 64 minuti (sui 68 giocabili) nella maratona di venerdì del Moda Center.

Numeri che da soli raccontano di un giocatore offensivamente immarcabile, che, in barba al suo ruolo “nominale” inizia (e spesso termina) ogni azione offensiva dei Nuggets, ed è in grado di colpire con precisione dalla lunga distanza (53.8%, il migliore in maglia Nuggets) ed ai tiri liberi. Eppure, dopo 3 partite e nonostante numeri del genere della loro star, i Denver Nuggets si ritrovano sotto per 2-1 in una serie che in cui avranno comunque il vantaggio del campo in una eventuale gara 7, e che saranno costretti domenica 5 maggio ad affrontare una gara 4 in trasferta, dopo i 64 minuti giocati da Nikola Jokic in gara 3.

I numeri difensivi ed offensivi delle due squadre raccontano di una serie giocata a ritmi bassi (Blazers e Denver sono rispettivamente 11esimi e 15esimi per pace in questi playoffs), e fin qui, nessuna sorpresa. Entrambe le squadre “sanguinano” a rimbalzo difensivo (36.6% delle situazioni di rimbalzi offensivo controllate dai Nuggets, primi, e 33.3% per i Blazers, secondi), e la percentuale di canestri assistiti nella serie non va oltre il 54% dei Nuggets (peggio fanno i Blazers, davanti ai soli Houston Rockets con il 47.3%).

Ci sono voluti 4 tempi supplementari per i Portland Trail Blazers per toccare quota 140 punti segnati (per intenderci, in soli 48 canonici minuti i Milwaukee Bucks hanno segnato 123 punti in trasferta in gara 3 ai Boston Celtics, una delle migliori difese NBA). Nel primo tempo di gara 3, Nuggets e Blazers non hanno superato il 35% al tiro. Damian Lillard sta viaggiando con appena il 25% al tiro da tre punti, perdendo 3.7 palloni a partita.

Dove si è dunque finora giocato il leggero vantaggio dei Blazers? Nel rendimento offensivo di Enes Kanter e Rodney Hood, e nella metà campo difensiva, nel piano partita di coach Stotts contro Nikola Jokic, l’arma offensiva non plus ultra della NBA di oggi a a nord di Kevin Durant e Giannis Antetokounmpo.

LA DIFESA DEI BLAZERS CONTRO NIKOLA JOKIC: RADDOPPI, AIUTO E RECUPERO

Nelle prime 3 partite della serie, Nikola Jokic ha avuto una media di 9.7 tocchi in post a gara (secondo dietro a Joel Embiid), segnando però solo 0.2 punti per tocco (0.5 per Embiid, 0.66 per il compagno di squadra Paul Millsap, 0.46 per Kevin Durant), con il 37.5% al tiro su 2.7 tentativi a partita.

Ergo, i Blazers sono riusciti finora a scardinare le situazioni di post up del serbo, specialmente quando Jokic è marcato da Enes Kanter, mettendo in campo un efficace piano di raddoppi “on the move” (dopo che Jokic ha iniziato il movimento d’attacco), ed aiuti e recuperi sul perimetro ben eseguiti.

Rispetto alla serie contro i San Antonio Spurs, e per ovviare a tale mossa difensiva, l’attacco di Nikola Jokic si è finora “nutrito” di tanti tocchi dal gomito (12.7, rispetto ai 10 del primo turno), posizione in cui è più difficile per le difese lanciare dei raddoppi, e soprattutto di tocchi fronte a canestro (ben 94.0, rispetto ai 79.0 del’intera post-season)

Le attenzioni particolari della difesa dei Blazers contro Nikola Jokic hanno di conseguenza generato in questa serie una mole significativa di tiri da 3 punti dei Denver Nuggets, ben 33.3 a partita contro i 27 della serie contro gli Spurs, ma la percentuale di realizzazione della squadra di coach Malone si è abbassata dal 36% della serie contro San Antonio al 33% attuale contro Portland.

Il maggior numero di tentativi vs la minor percentuale di realizzazione dei Nuggets in questa serie è un effetto del finora efficace piano difensivo dei Portland Trail Blazers. Piano difensivo che nasce dalla scommessa (sinora vinta) di coach Stotts di lasciare Enes Kanter in marcatura singola su Jokic. In questa serie, “the Joker” ha banchettato contro Zach Collins, riserva di Kanter (71.4% in area, 100% nella “restricted area”), ma ha faticato contro il turco ex Knicks (66.7% in area ed il 50% nella “restricted area”), tendenzialmente rinunciando ai post-up diretti contro Kanter.

Jokic marcato da Kanter, re-post ma Kanter rimane davanti a Jokic che forza, Barton segna a rimbalzo

Kanter in panchina,  post-up immediato di Jokic contro Zach Collins, che gli concede facilmente la linea di fondo 

I Blazers hanno prestato in questa serie particolare attenzione a tempi e direzione degli aiuti contro Jokic, ed ancora più dedizione al recupero, ai “close-out” sui tiratori perimetrali dei Nuggets (per lo più Gary Harris, Will Barton, Torrey Craig, Malik Beasley e persino Paul Millsap più di Jamal Murray in questa situazione). I Blazers sanno che Jokic non ha nessuna difficoltà nel leggere immediatamente l’aiuto difensivo ed a trovare l’uomo libero. La seconda parte del piano difensivo dei Trail Blazers si sviluppa con la grande disciplina dei difensori nel non esagerare nei recuperi, e nel non saltare sulle finte dei tiratori.

Raramente uno scarico di Jokic in queste situazioni finisce con un tiro immediato. Qui il serbo è bravo a spaziarsi e farsi ridare il pallone:

 

Qui i grandi tempi di passaggio di Jokic finiscono per lasciare Seth Curry nell’angolo su due attaccanti, Malik Beasley nell’angolo e Monte Morris: Beasley riceve da Craig e segna:

 

In quest’altra situazione, i Blazers scommettono sul momento negativo di Will Barton (25% al tiro da tre punti nei playoffs, contro il 34% della stagione regolare) e lo sfidano al tiro andando in aiuto forte contro Jokic, di nuovo isolato contro Zach Collins. Barton non si tira indietro e segna

 

LA DIFESA DEI BLAZERS CONTRO NIKOLA JOKIC: UN RITROVATO WILL BARTON CAMBIA LE COSE?

Le cattive percentuali al tiro da fuori di Will Barton, Gary Harris, Torrey Craig e Paul Millsap li hanno resi i “bersagli” prediletti della difesa dei Blazers, ed hanno reso meno efficace il gioco in post up di Nikola Jokic. Il serbo ha saputo ovviare alle difficoltà fronteggiando il canestro con maggiore frequenza, mentre i Blazers lo hanno forzato a liberarsi del pallone in tempi meno consueti del solito.

La grande applicazione difensiva e le rotazioni precise dei Trail Blazers comportano “chilometri extra” per i difensori, ed un conseguente calo fisico alla distanza. A sua volta, l’attacco Nuggets è stato costretto nelle prime tre partite a manovrare tra ribaltamenti, penetra e scarica ed extra pass. Le rotazioni difensive dei Blazers hanno inoltre prodotto un “vortice” di rimbalzi offensivi per Denver, contrastato dall’altra parte da Enes Kanter, più mobile rispetto a Jokic, Al-Farouq Aminu e da un C.J. McCollum particolarmente attivo sotto i tabelloni.

il rientro mentale di Will Barton nella serie è una buona notizia per coach Mike Malone, che ora potrà tornare ad impiegare l’ex di turno (due stagioni e mezza a Portland tra 2012 e 2015) nei finali di partita al posto di Torrey Craig e\o Malik Beasley. Non sarà perciò impossibile rivedere Barton in quintetto base già a partire da gara 4.

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