L’ormai celebre questione Cina-NBA si arricchisce con nuovi retroscena e protagonisti, fra cui uno di grande rilevanza dal punto di vista mediatico: LeBron James.
Los Angeles Lakers e Brooklyn Nets hanno disputato, durante la scorsa settimana, due match di pre-season in Cina, entrambi terminati con la vittoria di Kyrie Irving e compagni. A tenere banco non è stato però ciò che è successo in campo, bensì gli avvenimenti lontano dal parquet.
Numerosi eventi sono stati cancellati, ma si è invece svolto, il 9 ottobre, un importante incontro fra i rappresentanti della lega statunitense ed i giocatori, per spiegare la situazione a pochi giorni dai match di Shanghai e Shenzen.
Come riportato da Shams Charania di The Athletic, nel corso della riunione LeBron James ha preso la parola, nel tentativo di incoraggiare la lega a prendere in mano la delicata situazione.
Perché siamo noi giocatori a dover affrontare i rischi di parlare pubblicamente in Cina, quando dovrebbe essere la lega la prima ad affrontare la questione, con le nostre voci a fare da seguito? La libertà di parola è importantissima, ma tutto ha delle conseguenze, che in alcuni casi possono essere negative per qualcun altro se non si pensa a ciò che si dice. Credo che Daryl Morey abbia parlato senza conoscere a fondo la situazione (…) parole che avrebbero potuto creare danni non solo economici, ma anche materiali a tante persone. Sempre bene stare attenti a ciò che si dice, o si scrive su Twitter
In the middle of the NBA/China controversy, commissioner Adam Silver met with the Lakers and Nets. LeBron James had a clear message for everyone in the room, followed by a players-only meeting. NBA Insider @ShamsCharania with the behind the scenes story⬇️https://t.co/gQ8b6f5UEx pic.twitter.com/nIyvofOlFS
— The Athletic NBA (@TheAthleticNBA) October 14, 2019
Come riferito dallo stesso Charania, il giorno del meeting molti giocatori di Lakers e Nets erano convinti del fatto che le due partite non si sarebbero dovute disputare, a causa dei disordini scaturiti in seguito al tweet del GM dei Rockets Daryl Morey.
Fortunatamente però, le due gare si sono svolte regolarmente, con grande affluenza di pubblico. Le tribune del palazzetto di Shenzen potevano contare due giorni fa su 17,396 spettatori, che hanno assistito alla buona prestazione dei Nets, trascinati da Caris LeVert.
Let me clear up the confusion. I do not believe there was any consideration for the consequences and ramifications of the tweet. I’m not discussing the substance. Others can talk About that.
— LeBron James (@KingJames) October 15, 2019
My team and this league just went through a difficult week. I think people need to understand what a tweet or statement can do to others. And I believe nobody stopped and considered what would happen. Could have waited a week to send it.
— LeBron James (@KingJames) October 15, 2019
The ?hits 'em with style and grace. pic.twitter.com/Ct8JH6NM64
— Los Angeles Lakers (@Lakers) October 12, 2019
LeBron James non è stata però l’unica star NBA ad esprimersi in merito alla questione Cina-NBA. Qualche giorno prima, infatti, anche James Harden aveva rilasciato dichiarazioni riguardo l’accaduto.
“La libertà di parola vale per tutti. A chiunque deve essere concesso di esprimersi e dissentire, come normale che sia. Questo è il mondo in cui viviamo, ed io appoggio le parole di Adam Silver“, ha detto Harden.

