Poco tempo fa abbiamo dato un’occhiata alle 10 squadre che potrebbero essere più attive in chiusura di mercato. Quest’oggi, soffermiamoci su 5 franchigie NBA che stanno attualmente attraversando un periodo delicato, e che per vari motivi potrebbero compiere scelte poco razionali in prossimità della trade deadline.
Il mercato è quel luogo dove le 30 squadre cercano rinforzi per la fase finale della stagione, oppure optano per liberarsi dei contratti più pesanti allocati nel rispettivo libro paga. Tuttavia, ciascun scambio presenta delle complicazioni che devono essere tenute in conto in fase di trattativa; ciononostante, non sempre i vari front office si sono dimostrati abili e lungimiranti negoziatori.
Quali squadre, quindi, rischiano di complicarsi la vita nei primi mesi del 2022? Let the show begin…
Sacramento Kings

Anche in questa lista, non può mancare il nome dei Sacramento Kings. La franchigia della capitale californiana è al momento dodicesima a Ovest, con un record di 6 vittorie e 9 sconfitte. In generale, i ragazzi di coach Luke Walton non ispirano né ottimismo né decisione nel svoltare definitivamente le cose. A detta di molti, questa doveva essere l’annata di rinascita dei Kings, tuttavia ad oggi pare un’altra stagione destinata a procrastinare ulteriormente l’agognato ritorno ai playoffs.
Inoltre, Sacramento non è esattamente quell’organizzazione nota per le sue mosse di mercato attente e risolute. L’insieme di tutti questi particolari ci porta a pensare che i Kings, non sapendo letteralmente quale direzione prendere, possano “andare in panico” in cerca di una soluzione immediata. E spesso, specialmente se il punto di partenza è una situazione come quella di Sacramento, una scelta affrettata può costare un grave errore.
De’Aaron Fox, ad esempio, è indubbiamente il giocatore di maggior valore dei Kings, eppure questo suo inizio di stagione non è poi stato così esaltante. Rispetto alla notevole crescita degli ultimi due anni – l’anno scorso Fox ha chiuso con 25.2 punti di media – in queste prime 14 gare il ventitreenne è non solo sceso sotto i 20 punti di media, ma sta anche tirando con il 23.1% dalla lunga distanza e il 41.1% dal campo.
Alla quinta stagione nella capitale californiana, Fox ha acquisito un buon valore di mercato, favorito dal suo quinquennale da 28 milioni annui a salire, e in primis, dall’età. Con l’assetto attuale, però, è difficile che Sacramento riesca a farsi sentire nella Western Conference, ne consegue che Fox possa essere la pedina di scambio da impiegare per imboccare l’ennesima altra strada, anche se questa vuol dire ancora ricostruzione.
Ma quanto vale De’Aaron Fox? Definire il valore di un giocatore del genere nel modo più verosimile possibile non è semplice. Il tutto si complica se si considera che l’ex Kentucky ha sempre giocato in un ambiente scarsamente competitivo. In questi cinque anni, per di più, non ha mai ricevuto né una convocazione alla gare delle stelle né un inserimento in un quintetto all-NBA.
Oltre a una eventuale questione Fox, i Kings dovranno anche fare i conti con il caso Marvin Bagley III e con Buddy Hield (una volta per tutte, ndr).

