Siamo quasi a metà stagione, trade deadline e All-Star Game si stano avvicinando, ed è tempo di primi bilanci. Il Covid, come successo anche nelle ultime due stagioni, ha influito non poco. Più di un quinto dei giocatori NBA hanno saltato partite perché finito nel protocollo healt and safety. Mentre 11 sono per ora i match posticipati perché i team non potevano scendere in campo. Di conseguenza le sorprese non sono mancate, ma abbiamo assistito anche a qualche conferma.
Avevamo già visto i premi dopo un mese di NBA, andiamo ora a vedere come e se sono cambiati i favoriti, ad ora, per i premi di fine stagione.
Coach of the Year – Billy Donovan (Chicago Bulls)
Quella di Billy Donovan è una conferma, ma una sorpresa se guardiamo i pronostici di inizio stagione. Il premio di coach dell’anno, infatti, sembra sempre più indirizzato verso l’Illinois. I Bulls di coach Donovan sono attualmente la squadra più in forma (non a caso hanno una striscia aperto di 8 vittorie di fila) e che da inizio anno ha trovato più continuità nella Eastern Conference. Ad aiutare sono stati senza dubbio l’arrivo di DeRozan, Ball e Caruso. I quali avevano sicuramente alzato ambizioni e aspettative, oltre che il livello della squadra. Però un record di 25-10 e il primo posto a Est dopo 3 mesi non lo poteva prevedere neanche il più ottimista dei tifosi.
Eppure le avversità in casa Bulls non sono mancate. Dopo solo 4 match hanno perso per tutto l’anno una pedina importante come Patrick Williams, hanno visto 3 gare rimandate causa Covid e dei 15 giocatori a roster a inizio anno solo Dosunmu e Williams non ci sono mai entrati nel protocollo Covid. Ma Donovan è stato abile a pescare jolly importanti dalle rotazioni dando minuti a giocatori presi per non averne troppi. Esempio lampante è come la coppia Green-Jones usata per sopperire all’assenza del 4 titolare. O come Dosunmu e White si sono fatti trovare pronti per sopperire alle partite saltate da difensori chiave come Ball e Caruso il primo e scorer di livello come DeRozan e LaVine il secondo.
A confermare ancora di più la scelta dell’ex head coach di OKC interviene un mese di dicembre che racconta di una striscia di 9 vittorie e 2 sconfitte, meglio hanno fatto solo i Jazz. La striscia migliora ancora e diventa di 12-3 se si guardano le ultime 15 gare. Da annotare invece come, nonostante i Bulls si basino su una solido sistema difensivo soprattutto sulle guardie, da cui poi derivano i tanti attacchi e punti in transizione e contropiede, sono la 12° difesa (con 108.5 di defensive rating) e il 6° attacco (con 112.3 di offensivi rating).
Gli altri candidati al premio sono: Steve Kerr (Warriors), Steve Nash (Nets), Monty Williams (Suns), Taylor Jenkins (Grizzlies) e JB Bickerstaff (Cavaliers).

