Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsBrooklyn NetsNBA, i Nets distruggono i 76ers 129-100. Durant: “Ora non fischiano più…”

NBA, i Nets distruggono i 76ers 129-100. Durant: “Ora non fischiano più…”

di Michele Gibin
Kevin Durant MVP

Alla fine, a pagare la tensione tra i tanti ex di giornata è stato James Harden, che gioca una delle peggiori partite in carriera proprio contro i Brooklyn Nets nell’attesissima sfida di Philadelphia.

I Sixers vengono distrutti per 129-100 da Kevin Durant, Kyrie Irving e Seth Curry, i Nets scendono in campo determinati a dimostrare che dalla trade dello scorso 10 febbraio ci hanno guadagnato loro. 40-23 nel solo primo quarto, Harden cede alla pressione e sbaglia 9 dei suoi primi 10 tiri, la pressione difensiva di Brooklyn prende gli uomini di Doc Rivers completamente alla sprovvista.

E’ l’aggressività degli ospiti a fare la differenza, sin dalla palla a due: Andre Drummond sente la sfida contro il suo ex compagno di squadra e rivale Joel Embiid, commette presto 3 falli ma nel primo quarto rende la vita difficile al centro dei 76ers, Kyrie Irving riprende in attacco da dove aveva lasciato contro Charlotte, al suo primo possesso in isolamento stampa una tripla in faccia a Harden che sa di sfida diretta.

Poi c’è Durant. Che quando Drummond va in panchina col terzo fallo personale va addirittura a marcare Embiid. Joel lo scaraventa a terra con una spallata di gioco a centro area, si guadagna due tiri liberi ma KD si rialza subito e va ad abbaiare in faccia al padrone di casa: è il segnale che il vantaggio psicologico della partita lo ha Brookyn, e che non intende lasciarlo.

Segnato il territorio, i Nets in attacco smontano pezzo per pezzo la difesa dei 76ers. Durant gioca da point forward, e quando viene raddoppiato sul pick and roll ha sempre i tempi giusti per mandare a canestro Nic Claxton, James Johnson e un ottimo Bruce Brown mentre la presenza di Irving e Seth Curry apre il campo. Brooklyn chiuderà la partita con 18 su 40 da tre, 9 le triple a bersaglio per Curry e Irving, Durant segna 25 punti con 14 rimbalzi e 7 assist.

La partita è di fatto già finita per quanto riguarda il punteggio alla fine del secondo quarto (72-48 Nets), il quarto periodo si riduce a un lungo garbage time.

 
 
 
 
 
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E i 76ers? Finiscono spettatori a casa propria di una dimostrazione di forza di Kevin Durant, e delle prove d’orgoglio degli ex Curry e Drummond. Il blitz dei Nets è talmente veemente, Embiid, Harden e Tyrese Maxey talmente frastornati in campo che quasi ci si scorsa che in panchina, seduto in borghese, ci sia seduto l’odiato Ben Simmons. Il grido “F**k Ben Simmons” che si leva dalle tribune del Wells Fargo Center nel secondo e terzo quarto sembra quasi beffardo, con la squadra di casa sotto di 20 e 30 punti.

James Harden chiude con 3 su 17 al tiro, 6 rimbalzi, 5 assist e 4 palle perse e la sensazione di aver subito nettamente la pressione della serata. L’effetto tecnico in campo è che il Barba spesso si dimentica di avere dei compagni di squadra, prova a ripararsi nei sui cari isolamenti che però non portano a nulla, neppure a qualche tiro libero “d’incoraggiamento”. Joel Embiid viene raddoppiato, cercato e picchiato per tutta la partita, chiude con 19 tiri liberi tentati ma 5 su 17 al tiro mentre Maxey, troppo timido, tenta appena 7 conclusioni. Le cose migliori, se così si possono definire, per Philadelphia arrivano da Tobias Harris e Georges Niang, con DeAndre Jordan.

Diciamo che all’inizio c’era una bella atmosfera, alla fine meno“, racconta Kevin Durant dopo la partita “Quando siamo usciti alla fine personalmente mi sono sentito come in una partita normale. Ma ho apprezzato il nostro approccio alla gara, abbiamo giocato una partita fisica e non abbiamo permesso a nulla di distrarci, come il pubblico“.

Io mi sono divertito parecchio” così Kyrie Irving, autore di 22 punti con 5 assist “E’ solo un bene per la NBA avere delle partite che arrivano alla palla a due con un carico di emotività simile. Quando entri in un’atmosfera del genere sai che sarà una partita intensa, e che tutti vogliono godersela. I cori contro Simmons? Sono come cori contro di noi“.

Per Durant, Ben Simmons è ora “un fratello… sapevamo ci sarebbe stato un ambiente ostile nei suoi confronti, ma diciamo che urlare e fischiare quando sei sotto di 30 diventa più difficile… Volevamo che il pubblico si preoccupasse più di quello che accadeva in campo che di lui. Come è successo“.

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