Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsAtlanta HawksPagelle di metà stagione – Eastern Conference: Cavs e Raptors le certezze, Knicks e Pistons le sorprese. Bocciati Bucks e 76ers.

Fine Gennaio in NBA può voler dire solo una cosa: siamo arrivati al giro di boa della Regular Season. 41 partite delle 82 partite previste da calendario sono ormai state giocate da tutti i team (o quasi). E’ tempo di primi bilanci e noi di NBAPassion.com abbiamo deciso di stilare un pagellone di metà stagione in cui il voto rappresenta ovviamente l’andamento di questa prima parte di stagione, tentando di capire, quantomeno in linea di massima, cosa ha funzionato e cosa no per le 30 franchigie NBA.
Si parte oggi con la Eastern Conference, domani sarà la volta della Western Conference.

 

EASTERN CONFERENCE – WESTERN CONFERENCE

 

ATLANTA HAWKS – VOTO: 6.5 Attenzione ai falchi. Non saranno più quelli delle 19 vittorie consecutive, ma rimangono uno dei team più ostici dell’Est. Nonostante un altanta_hawks_2015_logo_secondaryNovembre a corrente alternata con qualche sconfitta di troppo contro avversari abbordabili e un calendario difficile a Dicembre, Atlanta si è rialzata alla grande e attualmente occupa il 4° posto, a sole 2 lunghezze dai Raptors secondi. Il team ormai è collaudato e il gioco rimane sicuramente piacevole da vedere grazie allo share-ball imposto da Budenholzer. Indubbiamente saranno protagonisti ai prossimi Playoffs e chissà che, con un po’ di fortuna, non riescano a raggiungere nuovamente le Finali di Conference.

 

BOSTON CELTICS – VOTO: 6 – Ci si aspettava grandi cose dai Celtics in questa stagione, forse più di quelle che il roster effettivamente può offrire. Il mancato arrivo in1024px-Boston_Celtics.svg estate di un lungo di peso continua a creare diversi grattacapi a coach Stevens che comunque può vantare il secondo miglior DefRating della lega (solo gli Spurs meglio). Dopo un avvio di stagione piuttosto ‘diesel’, ora Boston sembra aver ritrovato la quadratura del cerchio. L’ottavo posto al momento è loro ma non può ancora essere al sicuro: troppo lontano il traguardo per poter stare sereni. Certo, se Ainge riuscisse a fare un altro regalino entro la trade-deadline, magari…

 

BROOKLIN NETS – VOTO: 4.5 – Che sarebbe stata un’altra stagione di passione, lo si poteva facilmente c849765902e97bf9da829f86fb29b007presumere già a Ottobre, ma a Brooklin stanno facendo del loro meglio per peggiorare le cose, nonostante Brook       Lopez abbia messo su dei bei numeri in stagione. I progetti di dominio della lega sembrano essere stati ormai accantonati. Primo obiettivo, ora, è ritrovare la stabilità societaria perduta dopo gli esoneri di Billy King e Lionel Hollins. Secondariamente, è necessario ridurre drasticamente il salary cap, il 6° della lega (fonte: Hoopshype), che non rispecchia il valore del team attuale, nonostante elementi di spessore come Joe Johnson o Brook Lopez.

 

CHARLOTTE HORNETS – VOTO: 5.5 – Era Lance Stephenson il vero problema della passata stagione. Logo_Charlotte_Hornets_(2014)O quantomeno uno dei problemi perché, dopo un avvio scoppiettante, le prestazioni degli Hornets sono vistosamente calate. Il gioco rimane molto efficace, proprio come piace a Clifford: gli Hornets infatti hanno il minor numero di palle perse a partita della lega. Attenzione perché Charlotte, guidata dal talento di Kemba Walker e l’esperienza di Batum, è ancora pronta a dare battaglia per tentare di acciuffare la qualificazione ai prossimi Playoffs.

 

CHICAGO BULLS – VOTO: 6Bene ma non benissimo. Come ogni inizio stagione, Il nome riportato sulla YAe6uTfmaglia pone grandi attese attorno alla franchigia. Attese che in parte vengono mantenute, in parte molto meno: si pensava che con un coach come Hoiberg, i Bulls avrebbero risolto la loro staticità offensiva ma così non è stato perché i punti prodotti sono persino diminuiti. Ma la lacuna maggiore rimane l’altalena di risultati, che non permette ai Bulls di spiccare il volo. Nonostante tutto, però, Chicago può sorridere; il record di 24-16 li pone giusto ad una vittoria dai Raptors ma occhio dietro: le concorrenti sono molte e sono affamate di vittorie.

 

CLEVELAND CAVALIERS – VOTO: 7+ – I Cavs hanno lavorato in estate per colmare il gap riguardante la cavs1profondità di panchina evidenziato contro i Warriors ma lo strappo rimane ancora evidente (ripensando soprattutto all’ultimo incontro tra le due franchigie), considerando anche che Blatt continua a mantenere rotazioni risicate. In linea generale il voto positivo deriva dall’andamento generale. Male, anzi malissimo, contro le altre contender della lega. Contro le prime 5 franchigie della lega, Cleveland ha messo in piedi un record di 2-5, compresa la mazzata rimediata dai Warriors che non fa certo ben sperare in vista dei Playoffs. Il tempo per migliorare c’è: adesso bisogna solo lavorare a testa bassa.

 

DETROIT PISTONS – VOTO: 7 – Il voto più che positivo è d’obbligo. Nessuno probabilmente si sarebbe atteso i Detroit_Pistons_logo.svgPistons settimi nella Eastern Conference a questo punto della stagione. E quante recriminazioni pensando alle vittorie sfuggite per un soffio sul buzzer! Il lavoro svolto da coach Van Gundy e i suoi uomini sta portando i frutti sperati, costruendo un team che ricorda molto i Magic delle Finals 2009, con Drummond (ormai esploso senza Smith e Monroe), nelle vesti di Howard a dominare il pitturato e i compagni che aprono gli spazi. Una delle piacevoli sorprese della stagione.

 

INDIANA PACERS – Voto: 6+ – Il ritorno di Paul George, le sue prestazioni incredibili dopo l’atroce indinfortunio e le annesse vittorie, avevano fatto sperare ai tifosi di fede Pacers che Indiana potesse seriamente essere la prima antagonista alla corsa dei Cavs ad Est. In realtà, le ultime 20 partite hanno denotato un calo fisiologico nei numeri di George e Indiana ha risentito il contraccolpo. Tra i tifosi americani, poi, iniziano a circolare i primi dubbi sull’operato di coach Vogel ma, nonostante ciò, la situazione di equilibrio ad Est permette ai Pacers di essere poco lontano dal 3° posto ma poco lontano anche dal 9°. Tutto dipenderà dall’andamento che avranno nella seconda parte di stagione.

 

MIAMI HEAT – Voto: 6 – L’importante lavoro estivo nella FAgency, il ritorno di Bosh e un po’ di sfortuna in Miami-Heat-logomeno rispetto alla passata stagione, facevano presumere che Miami potesse ostacolare lo strapotere dei Cavs ad Est. In realtà gli Heat hanno denotato parecchi limiti (specie mentali) sui quali devono ancora lavorare molto per essere considerata una vera e propria contender. Il talento c’è ma ciò non basta per affrontare i migliori team della lega come ci si aspetterebbe da Miami, come denotano gli ultimi risultati. Un problema che ha inoltre comportato una diatriba interna allo spogliatoio con i senatori da un lato e Whiteside, in particolare, dall’altro. La base c’è, il talento non manca, l’esperienza nemmeno: se si riesce a trovare il giusto equilibrio, Miami può arrivare lontano.

 

MILWAUKEE BUCKS – Voto: 5 – La grande delusa dell’Eastern Conference. I risultati ottenuti nella nba_bucks-primary_final_1294x1572passata stagione, la crescita dei giovani talenti e l’arrivo di un centro come Greg Monroe, avevano fatto pensare ai Bucks come una franchigia in ascesa. E’ accaduto tutto il contrario invece, con Milwaukee che arranca al tredicesimo posto, davanti solo a Sixers e Nets. L’amore con Monroe poi non è per niente scoppiato: il centro potrebbe partire addirittura entro la trade dead-line qualora arrivasse la giusta offerta e qualcuno, vedendo quello che accade dalle parti di Dallas, rimpiange già il buon Zaza…

 

NEW YORK KNICKS – Voto: 7 – Scelta del Draft? Pessima. Afflalo e Lopez? Poco utili alla causa. Knicks? NewYorkKnicksSarà un’altra stagione di passione. Ecco, questi erano i commenti più in voga da parte di molti tifosi e non. Nulla di tutto questo è stato confermato, anzi, è accaduto il contrario. Porzingis è l’idolo assoluto dei tifosi (anche di quelli che piangevano al momento della scelta), gli arrivi estivi si stanno dimostrando integrati nel progetto e i Knicks con l’attuale record (migliorato grazie alle vittorie di Gennaio) distano solo 1.5 vittorie dall’ottavo posto presidiato dai Celtics. In pochi mesi, la frustrazione e la delusione hanno fatto spazio ad una ritrovata allegria e speranza. Non si può ancora dire che sia stata una stagione positiva perché siamo solo a metà ma com’è che si dice? Chi ben incomincia è a metà dell’opera.

 

ORLANDO MAGIC – Voto: 6- – I ‘bimbi’ sono finalmente diventati adulti, o presto lo diventeranno. Guidato orlandomagicquest’anno da Scott Skiles, il giovane roster di Orlando sta ben figurando ad Est, dimostrando di aver fatto netti passi in avanti sul piano del gioco, un po’ meno per quanto riguarda la costanza di risultati. Le ultime partite 10 partite hanno comportato un bottino di sole 3 vittorie che hanno spinto i Magic appena fuori dalle prime otto ad Est. Probabilmente, ci sono concorrenti più accreditate per i Playoffs, ma ciò non toglie che i Magic abbiano vissuto una positiva prima parte di stagione.

 

PHILADELPHIA 76ERS – Voto: 4 – Il voto peggiore non può che spettare a loro: i Sixers. Il peggior record 2015-16-76ers-partial-primary-logo 1200xx2700-1519-0-291della lega è solo lo specchio di come il lavoro portato avanti dal GM Sam Hinkie non abbia portato ai risultati sperati nel presente, nel futuro chissà. Sì perché se sono stati sollevati dei dubbi sulla carriera di Embiid, ad oggi ci si chiede anche se Okafor riuscirà a migliorare le evidenti lacune difensive e se riuscirà ad arricchire il suo parco di scelte offensive, già importante ma che alla lunga può risultare prevedibile. Tutti dubbi che deve affrontare ogni giorno coach Brown, nominato simbolicamente da Derek Fisher come ‘Coach Of The Year’ mentre la stagione dei Sixers è finita ancor prima di iniziare. Unica consolazione? (Probabilmente) Simmons al prossimo Draft.

 

TORONTO RAPTORS – Voto: 7 – Ancora una volta, i Toronto Raptors si confermano una realtà della 5450_toronto_raptors-alternate-2016Eastern Conference. Il lavoro della dirigenza in estate ha portato elementi come Scola e Carroll che stanno contribuendo in maniera importante sulle sorti stagionali dei Raptors finora. In più, piacevole sorpresa si è confermata essere Biyombo, dimostratosi valida alternativa a Valanciunas. I dubbi su Toronto però non riguardano tanto la stagione regolare quanto i Playoffs: riusciranno ad essere incisivi quando conterà questa volta? Dovesse andar male anche quest’anno, a pagarne le conseguenze sarebbe quasi sicuramente coach Casey.

 

WASHINGTON WIZARDS – Voto 5Non è andata come ci si aspettava per ora. Certo, gli infortuni Washington_Wizards_Logo.svgrimediati da Nene e Beal hanno sicuramente comportato una perdita importante per il quintetto dei capitolini ma, senza dubbio, l’assenza di un giocatore talentuoso e uomo spogliatoio dovuta alla partenza di Paul Pierce si fa sentire, nonostante l’età avanzata. Difficile ad oggi dire quale sarà il futuro dei Wizards. Potrebbero tranquillamente rientrare nella corsa per un posto ai Playoffs (risultando poi una mina vagante), come rimanerne fuori per un pelo. Sta a loro risollevarsi nella seconda parte stagionale e dare sfogo all’effettivo talento a loro disposizione.

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