Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiIl fascino pericoloso delle scommesse sportive: i 5 casi più famosi della storia

1. Lo scandalo dei Black Sox (1919)

Il “Black Sox Scandal” è stato uno scandalo di partite truccate nella Major League Baseball (MLB), dietro alla quale si ritiene ci fosse Arnold Rothstein, potente boss ebreo nonché mentore di Lucky Luciano. Otto membri degli Chicago White Sox furono accusati di avere intenzionalmente perso le World Series del 1919 contro i Cincinnati Reds, in cambio di un pagamento da parte di un sindacato di scommettitori invischiato nella criminalità organizzata. 

Sebbene molti credano che il nome “Black Sox” sia legato alla natura oscura e corrotta di tale scandalo, il termine potrebbe essere stato coniato già prima della truffa. C’è una storia secondo cui il nome derivi dal rifiuto del proprietario Charles Comiskey di pagare per il lavaggio delle uniformi dei giocatori, insistendo fossero loro stessi a farlo. Leggenda vuole che i giocatori rifiutarono e le partite successive videro i White Sox giocare con uniformi sempre più sporche, fino a quando non assunsero una tonalità molto più scura. Comiskey fece quindi lavare le uniformi e dedusse il conto della lavanderia dagli stipendi dei giocatori. Eppure, Eliot Asinof nel suo libro Eight Men Out non fa alcun collegamento del genere, riferendosi al termine solo in relazione allo scandalo.

Ma da dove nasce questa storia? Ebbene, da tempo Comiskey aveva la reputazione di sottopagare i suoi giocatori, nonostante fossero una delle migliori squadre della lega e avessero già vinto le World Series del 1917. Nel 1919, dunque, lo scontento aumentava e il suo rapporto con la squadra era ai minimi termini. Così, Chick Gandil decide di incontrare Joe “Sport” Sullivan, un allibratore di Boston, e proporre di lanciare la serie imminente con i Cincinnati Reds per 80.000 dollari. Due giorni dopo si tenne una riunione con gli altri giocatori dei White Sox. Sembrava tutto pronto.

Il giorno della prima partita, tra gli scommettitori circolavano già voci secondo cui le World Series erano state truccate, e un improvviso afflusso di denaro scommesso su Cincinnati fece crollare rapidamente le probabilità contro di loro. I cospiratori ebbero un inatteso colpo di fortuna quando Red Faber fu colpito da un attacco influenzale, venendo escluso dal roster per le World Series. Ma gli scommettitori ora rinnegavano i loro pagamenti anticipati promessi (da pagare dopo ogni partita persa), sostenendo che tutto il denaro era stato utilizzato per le scommesse ed era nelle mani dei bookmaker. Dopo la quinta partita, arrabbiati per il mancato pagamento del denaro promesso, i giocatori coinvolti nella truccatura tentarono di fare il doppio gioco con gli scommettitori, vincendo Gara 6 e 7. Prima dell’ottava partita, gli scommettitori arrivarono persino a minacciare i giocatori, che persero Gara 8 e la serie. 

Le voci sulla truffa perseguitarono i White Sox per tutta la stagione 1920. Nel settembre di quell’anno, fu quindi convocata una giuria popolare per indagare, a cui Eddie Cicotte confessò tutto il piano. Alla vigilia della loro ultima serie stagionale, i White Sox lottavano per il primo posto ma Comiskey sospese i giocatori coinvolti: Chick Gandil, Eddie Cicotte, Happy Felsch, Joe Jackson, Freddie McMullin, Swede Risberg, Buck Weaver e Lefty Williams. Fu bandito anche Joe Gedeon, seconda base dei St. Louis Browns. Amico di Risberg, venne a conoscenza della truffa e scommise su Cincinnati. Informò Comiskey dopo la serie per ottenere un compenso in denaro, trovandosi invece bandito a vita. La giuria popolare emise la sua decisione il 22 ottobre 1920. Emersero forti prove sia a favore che contro il coinvolgimento di Rothstein. Tuttavia, non ci sono indicazioni conclusive che le azioni del sindacato del gioco d’azzardo fossero dirette dalla criminalità organizzata. Nonostante l’assoluzione in un processo pubblico nel 1921, tutti gli otto giocatori furono banditi definitivamente dal baseball professionistico ed esclusi da qualsiasi tipo di coinvolgimento nella Baseball Hall of Fame. Nonostante le richieste di reintegro nei decenni successivi (in particolare da parte di “Shoeless” Jackson), il divieto rimase in vigore. Le sospensioni imposte furono le più lunghe mai imposte contemporaneamente a più giocatori fino al 2013, quando tredici giocatori furono sospesi per un periodo compreso tra 50 e 211 partite in relazione allo scandalo di doping Biogenesis. Con sette dei loro migliori giocatori definitivamente out, i White Sox precipitarono al settimo posto della classifica nel 1921, e non sarebbero più stati una contender fino al 1936, cinque anni dopo la morte di Comiskey. Non avrebbero vinto un altro titolo dell’American League fino al 1959 (un divario record di quarant’anni) né un’altra World Series fino al 2005, spingendo alcuni a parlare della “maledizione dei Black Sox”. 

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