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Stagione NBA 2019/20, scenari e tempi: si tornerà a giocare?

di Michele Gibin
Stagione NBA 2019/20

Scenario 1: stagione NBA 2019/20, si riparte dai playoffs

Ad oggi (e sempre tenendo bene a mente la crisi sanitaria mondiale, vero ed unico metro di giudizio se si parla di tempi), lo scenario che veda le squadre in zona playoffs allo scorso 11 marzo prepararsi con un minimo training camp ai playoffs a porte chiuse, appare il più percorribile.

La sospensione ha di fatto cancellato ben 259 (duecentocinquantanove, 21%) partite di stagione regolare. Un mese abbondante di regular season che pensare di recuperare oggi, anche ricominciando a giocare a metà giugno (ottimismo), pare davvero complicato: 30 squadre ancora in corsa, necessità di garantire la diretta TV e streaming (locale e\o nazionale) di tutte le gare in una situazione in cui le direttive sanitarie ridurrebbero al minimo indispensabile la presenza in ogni impianto del personale per squadre, tavolo, troupe TV: un’impresa ciclopica, che farebbe comunque i conti con i mancati introiti derivati dalla mancata vendita dei biglietti. Una stima? -750 milioni di dollari, d’embléè (niente tifosi = niente biglietti, niente merchandising all’arena, niente pedaggi ai parcheggi, niente pacchetti-invita-un-amico, etc),  e per di più mancati introiti che graverebbero per il 51% sui giocatori e per il 49% sulle squadre, CBA docet.

Ripartire dai playoffs renderebbe la vita più facile in termini di partite da giocare, e coprire. E’ più si va avanti, più la svolta in una crisi sanitaria mondiale senza precedenti pare distante: la Cina sta valutando solo oggi la ripresa delle operazioni anche nello sport, ma ad oggi Chinese Basketball Association e lega coreana non hanno ancora iniziato. E nessuna delle due è la NBA.

In più: la NBA vuole giocare con i suoi giocatori sani. Come abbiamo purtroppo imparato qui in Italia, i tempi di decorso del virus sono lunghi, per motivi di sicurezza: quarantena di due settimane, test e guarigione attestata solo con estrema certezza. Ogni notizia di un giocatore NBA positivo (ad oggi 14 gli atleti NBA contagiati dal Sars-Cov2) sposta il conto alla rovescia verso una prima data utile per riprendere le operazioni un po’ più in là. Da qui a giugno c’è tempo, ma non poi così tanto.

Adam Silver, commissioner NBA

Surplus: sforare incredibilmente nel calendario della stagione 2020/21 avrebbe ripercussioni da ogni punto di vista: stagione 2020/21 giocoforza più corta, calendario di una off-season sui generis da riscrivere completamente (free agency, durata dei contratti stessi e ammontare). Il draft sarebbe oggi l’ultima delle preoccupazioni per la NBA, potrebbe comunque tenersi a fine giugno ma sarebbe un draft al buio: draft combine e hoop summit sono stati cancellati, nessuna possibilità di osservare, misurare e classificare le nuove leve come di consueto. E come ultima considerazione: le TV che trasmettono le gare NBA pagano (tanto) per 82 partite l’anno: per questa stagione, i network pagheranno come da contratto l’intera cifra, ma una stagione 2020/21 accorciata sarebbe la… seconda stagione accorciata di fila. Bisognerà mettersi d’accordo.

Scenario n.2: niente da fare

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