Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimenti 6 giocatori NBA dal cui carro dovreste proprio scendere

Jordan Poole

“Erede”, “successore”, di Stephen Curry e “continuatore della dinastia”, Jordan Poole è stato definito così e non solo ai tempi dei Golden State Warriors, quando da sostituto del’infortunato Klay Thompson aveva effettivamente superato ogni aspettativa (reale, al netto della propaganda).

La stagione 2022-23 ci ha detto che no, Jordan Poole non sarebbe mai stato l’erede e successore di Curry, e che nel frattempo tra contratto nuovo e una lite con pugno con Draymond Green, JP si era forse un poco montato la testa. Per intenderci, essere il degno erede di uno dei migliori 10-15 giocatori NBA di sempre non è come dire, e Poole resta una tarda prima scelta (28esima, nel 2019) da Michigan dopo due stagioni di college.

Il vero problema, e qui la propaganda Warriors è stata più che efficace, è stato convincere tutti, Poole compreso, che fosse davvero così. Lo scorso anno Jordan ha mal digerito il dover fare da riserva a un Klay Thompson di ritorno a pieno regime dopo due stagioni perse per infortunio, per il solo principio che “noblesse oblige” (e ci mancherebbe pure, in quest caso). Il suo atteggiamento a tratti… scazzato, per usare un termine tecnico, unito al rapporto ormai incrinato con Green, ha indotto Golden State a voltare pagina, Poole è stato dirottato a Washington in cambio di Chris Paul, 38 anni e non certo il sole dell’avvenire sulla Baia.

Il secondo problema, che ci porta a inserirlo in questa lista, è l’inizio a Washington di Jordan Poole. Le cifre sono l’ultima cosa, in una manciata di gare Poole si è distinto più per la sufficienza con cui ha vestito la nuova maglia, tra piroette fini a sé stesse, cattive imitazioni di Curry e supponenza. L’impressione è che tre anni a Golden State abbiano fatto benissimo al suo gioco, e malissimo al suo ego.

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