Home NBA, National Basketball AssociationNBA News Magic, Banchero verso la ripresa: “Sto cercando di ritrovare il ritmo”

Magic, Banchero verso la ripresa: “Sto cercando di ritrovare il ritmo”

di Carmen Apadula

Quando Paolo Banchero stava per unirsi agli Orlando Magic, è stato bombardato di discorsi riguardanti il cosiddetto “rookie wall”.

Non sapete di cosa sto parlando? Ve lo spiego subito.

Per “rookie wall”, nel linguaggio specifico della NBA, si intende un momento compreso nella prima stagione di un giocatore (solitamente corrispondente a metà regular season), in cui le proprie prestazioni risentono dei ritmi particolarmente intensi e frenetici richiesti dalla lega.

“Questo è tutto ciò che ho sentito” sostiene Banchero, in un’intervista rilasciata a Rookie Wire. “Chiunque mi abbia dato consigli mi ha detto: ‘Preparati al rookie wall’, ‘Andrai a sbattere contro il muro!’, ‘Devi solo prepararti’, e cose del genere“.

Ma, prima che il giocatore potesse anche solo venire a conoscenza dell’esistenza di questa cosa, è sceso in campo sparando a tutto spiano, diventando (il 19 ottobre) il decimo giocatore nella storia della lega a segnare almeno 25 punti, 5 rimbalzi e 5 assist in una partita di debutto, e il primo dopo che LeBron James ci riuscì nel 2003

Ha poi continuato segnando 20 o più punti in 15 delle sue prime 20 partite, entrando a far parte di quella casta d’élite composta dagli unici 12 giocatori della NBA che sono riusciti a compiere questa impresa. E questo andamento è rimasto tale fino a metà stagione e oltre.

Banchero ha viaggiato con 20.8 punti, 6.4 rimbalzi, 3.8 assist e 1 palla rubata di media a partita, con il 43.9% dal campo, in 41 partite. E’ il rookie con la media punti più alta, l’unico ad aver finito tutte le sue partite (tranne 2) con una doppia cifra, quello ad aver giocato più partite da almeno 20 punti ed uno degli unici due ad aver giocato più partite da almeno 30 punti.

Leggendo questi dati, si può ben dedurre che la sola idea che Banchero potesse andare “a sbattere contro il muro”, lasciava qualche perplessità. 

In particolare, i suoi compagni di squadra Wendell Carter Jr. e Gary Harris non la credevano possibile. E queso perché l’inizio di stagione di Banchero è un qualcosa che Harris non ha mai visto.

“Non è un rookie normale” sostiene. “Non è affatto normale. Ha fame. Vuole diventare un grande. È disposto a imparare. Vuole essere allenato bene. Si sta impossessando di tutto ciò che trova ed ha solo 20 anni. Questo significa molto. In questa lega, non ho mai visto nessuno arrivare a metà stagione come lui, con questa concentrazione e maturità. È speciale”.

A quanto pare, Banchero non ha avuto problemi ad adattarsi alla fisicità della NBA, e finora è stato bravo ad utilizzare la sua struttura fisica per imporre la sua volontà, guadagnandosi un posto di rilievo sul campo. 

Ma non si tratta solo di questo. Sta capendo meglio come funziona il gioco, e sta imparando a studiarsi i diversi angoli del campo, per aiutarsi a creare un contatto sul perimetro, in modo da migliorare offensivamente e aiutare ulteriormente i suoi compagni di squadra.

“Capisce come si gioca a pallacanestro” ritiene Carter Jr. “Siamo al nostro meglio quando gioca in maniera aggressiva. Lui lo capisce. Capisce che c’è molto peso sulle sue spalle, in quanto prima scelta assoluta al Draft. Eppure è così calmo quando è in campo”.

Banchero ritiene però di aver superato il suo momento peggiore proprio di recente.

A cosa si riferisce? Beh, alle ultime 3 partite di dicembre, chiuse con un minimo stagionale di 4 punti, segnati contro i Los Angeles Lakers il 27 dicembre. La sera successiva, contro i Detroit Pistons, ha segnato 15 punti, e 21 due sere dopo contro i Washington Wizards. Sebbene abbia comunque mantenuto la doppia cifra, ha tirato con il 28.6% dal campo in queste partite, che si sono tutte concluse con una sconfitta.

“Sento di aver toccato il fondo e di averlo superato” ha dichiarato il diretto interessato. “Credo che sia stato proprio prima del nuovo anno che ho sentito il mio corpo e la mia mente stancarsi. Ho affrontato momenti difficili, anche al tiro, e non mi sentivo esplosivo. Ma cerco di concentrarmi partita per partita. Non si arriva a 25 punti a qualsiasi partita, quindi in questi momenti bisogna essere in grado di andare avanti”.

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