PJ Haggerty – Kansas State Wildcats (Junior)
P.J. Haggerty è il classico talento “cresciuto sul cemento” che ha trasformato il suo istinto offensivo in una macchina da punti. Nato a Crosby, Texas, Haggerty è esploso al liceo come uno dei migliori realizzatori dello Stato, guadagnandosi l’attenzione dei principali programmi universitari. Dopo l’ultimo anno a Memphis, in cui ha chiuso con 21.7 punti, 5.8 rimbalzi, 3.7 assist e 1.8 palle rubate di media, ha deciso di trasferirsi a Kansas State per assumere il ruolo di leader assoluto.
Con i suoi 1,93 m per 90 kg, è un combo guard potente, dal baricentro basso e con un primo passo letale. Ama attaccare il ferro e assorbire i contatti, ma è anche capace di segnare con step-back e fade-away precisi. Il suo repertorio offensivo è ampio e la fiducia in sé incrollabile: non teme il pallone nei momenti decisivi. Tuttavia, tende talvolta a forzare i tiri e a rallentare il ritmo offensivo con decisioni affrettate.
Difensivamente è energico ma disomogeneo: la concentrazione non è sempre costante, anche se le doti fisiche gli permettono di marcare due ruoli. Haggerty ricorda Donovan Mitchell per la combinazione di forza, aggressività e mentalità da scorer. Se riuscirà a bilanciare la produzione personale con la creazione per i compagni, Kansas State potrà diventare una mina vagante nella Big 12.
Alex Condon – Florida Gators (Junior)
Originario di Perth, Australia, Alex Condon rappresenta la nuova ondata di lunghi internazionali tecnici e mobili. Dopo un percorso di sviluppo all’interno del programma “Centre of Excellence” australiano, è sbarcato in Florida nel 2023, riuscendo a conquistare il titolo universitario la scorsa stagione. Nel suo anno da sophmore ha registrato 10.6 punti, 7.5 rimbalzi e 1.3 stoppate, tirando con il 49.3% dal campo, guadagnandosi un posto nel SEC All-Freshman Team e All-SEC Team.
A 2,11 m per 104 kg, Condon abbina struttura e leggerezza. È un rim protector disciplinato, con ottimo timing nelle rotazioni e una sorprendente capacità di correre il campo in transizione. In attacco può aprire il gioco: ha tirato con il 32.8% da tre e mostra buona visione dal post-alto. La sua meccanica è fluida e il suo QI cestistico spicca per la giovane età.
Fisicamente deve ancora irrobustirsi per fronteggiare i lunghi più potenti della SEC, ma il potenziale è notevole. In termini di stile ricorda Myles Turner, per la combinazione di protezione del ferro e range perimetrale. Se continua su questa traiettoria, Florida avrà presto uno dei centri più moderni e completi della conference.
JT Toppin – Texas Tech Red Raiders (Junior)
Nativo di Dallas, JT Toppin ha seguito un percorso di crescita costante: dalla New Mexico University, dove era emerso come freshman produttivo, al trasferimento a Texas Tech, dove si è trasformato in protagonista assoluto. Nel 2024-25 ha chiuso con 18.2 punti, 9.4 rimbalzi e un eccellente 55.4% dal campo, diventando uno dei lunghi più affidabili di tutto il basket collegiale.
Toppin, 2,06 m per 100 kg, è un atleta esplosivo capace di giocare con intensità costante. È devastante vicino al ferro, ma anche abile nel difendere in situazioni di cambio grazie alla mobilità dei piedi. Ha un primo passo rapido per un lungo e un senso del rimbalzo d’élite. La sua energia trascina i compagni, ma a volte la troppa foga lo porta a commettere falli evitabili.
Tecnicamente deve ampliare il range di tiro (attorno al 32.7% da tre), ma il suo profilo ricorda Taj Gibson: giocatore costante e fondamentalmente solido. Probabilmente non è destinato a diventare una stella in NBA, ma fa bene il suo lavoro ed è il tipo di giocatore che può contribuire a vincere una partita di basket. Un ottimo rimbalzista che non ha paura di fare il lavoro sporco e di attaccare il ferro. Con un altro anno di sviluppo sotto Grant McCasland, Toppin può affermarsi come uno dei nomi più interessanti nel panorama nazionale.

