Anthony Davis tra Lakers e Celtics: il punto della situazione| Nba Passion
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Anthony Davis tra Lakers e Celtics: il punto della situazione

infortunio anthony davis

Anthony Davis tra Lakers e Celtics: il punto della situazione

Immaginiamo tre giocatori NBA capaci di cambiare da soli gli equilibri della lega. Immaginiamo che questi tre giocatori abbiano la possibilità di cambiare squadra in estate. L’importanza delle superstar nella lega è tale da rendere ogni singolo fenomeno in grado di influenzare, con le sue decisioni, intere free agency.

La prossima estate Kawhi Leonard sarà free agent. Kevin Durant uscirà con ogni probabilità dal suo contratto, diventando free agent. Entrambi saranno liberi di scegliere dove firmare: qualsiasi squadra troverebbe lo spazio salariale per garantirsi le prestazioni di simili fenomeni. Anthony Davis non potrà invece scegliere da solo dove firmare, avendo contratto con i New Orleans Pelicans fino al 2020. Tuttavia, Davis potrà influenzare pesantemente non solo le scelte della sua squadra attuale, ma anche quelle di tutti gli altri giocatori sul mercato.

La sua semplice presenza in campo renderebbe praticamente ogni squadra certa dei playoff. Non è questo il caso dei Pelicans, attualmente al tredicesimo posto nella Western Conference con il record di 15-18.Qualche infortunio di troppo e una panchina non di adeguato livello sono le cause di un inizio di stagione fallimentare. Riusciranno Mirotic, Holiday e Randle ad aiutare Davis a raggiungere i playoffs?

La risposta non sembra così scontata. Anche in caso positivo, i Pelicans non sembrano in grado di competere realmente per il titolo. Lo scorso anno una squadra molto simile (con Rondo e senza Randle) uscì al secondo turno contro i Golden State Warriors. I Pelicans misero in difficoltà i detentori del titolo, ma non riuscirono a metterli spalle al muro, vincendo solo gara 3.

Un’altra stagione senza Finals prospetterebbe la possibilità che Davis rifiuti il rinnovo che i Pelicans gli offriranno la prossima estate. Il quinquennale da 239 milioni complessivi è difficile da rifiutare, ma altre squadre alletteranno Anthony Davis, offrendo meno soldi ma più competitività.

Tra queste, le maggiori indiziate sono i Los Angeles Lakers e i Boston Celtics.

BOSTON CELTICS: I POSSIBILI SCENARI

L’amore di Danny Ainge per Anthony Davis è noto da tempo. Il GM di Boston valuta attentamente possibili offerte per il fenomeno dei Pelicans. D’altra parte, il coach dei Pelicans Alvin Gentry ha affermato che Davis non sarà scambiato per nessuna ragione. I Celtics non potrebbero inoltre raggiungere Davis durante la stagione in corso senza inserire nella trade Kyrie Irving. La “Rose Rule” impedisce di avere a roster due giocatori rinnovati con il contratto al super-max salariale (30% del cap) in uscita dal contratto da rookie: proprio il caso di Anthony Davis e Kyrie Irving.

Le possibilità di raggiungere Davis per Boston si riducono alla free agency 2019. Nel corso dell’estate, i Pelicans offriranno il rinnovo quinquennale a Davis. Il giocatore si troverà di fronte a diverse opzioni.

  • La firma del rinnovo, il più vantaggioso che gli possa essere offerto da qualsiasi squadra;
  • Temporeggiare, osservando le mosse della società nella offseason e i movimenti di altre stelle come Durant e Leonard;
  • Forzare la mano chiedendo di essere scambiato.

Solo in questo ultimo caso i Pelicans potrebbero valutare l’offerta dei Celtics, ma con la facoltà di tenersi Davis almeno fino alla trade deadline 2020 e cederlo al miglior offerente. Davis non ha possibilità di decidere dove essere scambiato, pur potendo esprimere preferenze.

La “Rose Rule” non ostacolerebbe più i piani di Boston in estate, perché la regola riguarda solo i rinnovi seguenti al contratto da rookie. Irving, in scadenza nel 2019, entrerebbe nel terzo contratto della sua carriera.

In caso di trade, andrebbero individuate le adeguate contropartite sia tecniche che salariali. Dovrebbero essere pareggiati i 25 milioni di Davis previsti per la stagione 2019/2020: impossibile dunque realizzare lo scambio senza inserire uno tra Horford (player option presumibilmente esercitata da 30 milioni) e Hayward (32 milioni nel 2019/2020, una player option da 34 nel 2020/2021). Ovviamente, da soli Hayward e Horford non bastano. I Pelicans presumibilmente preferirebbero Al Horford, in scadenza nel 2020, e chiederebbero giovani e scelte in aggiunta.

I pezzi pregiati di Boston sono Jayson Tatum e Jaylen Brown. Il primo potrebbe decisamente allettare la dirigenza di New Orleans, in quanto ha mostrato il potenziale per essere una prima punta offensiva in una squadra da playoff. Se Davis dovesse chiedere la trade, il suo valore sul mercato scenderebbe in maniera considerevole. A quel punto, un’offerta impostata su Horford e Tatum, con altri pezzi meno pregiati di contorno, potrebbe davvero essere valutata.

Con il rinnovo di Irving, l’arrivo di Davis e un’ossatura di squadra ancora intatta, i Celtics sarebbero spaventosamente talentuosi, lunghi e solidi.

Il prezzo di Davis dipenderà dalle altre offerte che arriveranno ai Pelicans. Tutte le squadre NBA sarebbero in linea di massima interessate ad aggiungere Davis, solo una può vantare la presenza in squadra del migliore al mondo: i Los Angeles Lakers.

LOS ANGELES LAKERS: I POSSIBILI SCENARI

In settimana sua maestà LeBron James ha commentato la possibilità di giocare insieme a Anthony Davis con un eloquente “wow!”. Le sue parole hanno scatenato un putiferio nella lega, con alcuni GM che hanno accusato James di tampering: non è consentito parlare di giocatori di altre squadre con l’intento di farli unire alla propria.

Lakers e Pelicans si sono affrontati la notte scorsa. James ha condotto i suoi alla vittoria con una tripla doppia da 22+12+14, mentre Anthony Davis ha risposto con un losing effort da 30+20.

Intervistato dopo la partita, James si è detto consapevole del fatto che ogni sua parola abbia notevoli ripercussioni; tuttavia, si è difeso dalle accuse affermando di voler giocare con qualsiasi grande giocatore:

Se ascoltate fino in fondo l’elenco di grandi giocatori, troverete una sorpresa!

I Lakers non sono ostacolati dalla “Rose Rule” e potrebbero fare un’offerta per Davis anche nel corso di questa stagione. Quasi impossibile però che i Pelicans si privino della loro superstar prima di aver tentato di raggiungere e affrontare i playoff 2019.

Per questo motivo, i Lakers dovranno aspettare l’estate per formulare la loro offerta. Il Gm di Boston ha il vantaggio, rispetto ai Lakers, di avere a roster giocatori di valore con stipendi alti, che possano pareggiare quello di Davis. I Lakers non hanno invece contratti onerosi a cap per il 2019/2020, se escludiamo quello di LeBron. D’altra parte, lo spazio salariale significa facoltà di assorbire il contratto di Davis senza pareggiare fino all’ultimo dollaro.

Rimane il problema della contropartita tecnica, aggirato l’ostacolo salariale. Il giocatore probabilmente più appetibile agli occhi dei Pelicans sarebbe Brandon Ingram. Il giovane non ha però ancora dimostrato di poter essere elemento cardine di una rotazione da playoff, e sta faticando a trovare la sua dimensione a fianco di James. Chi potrebbe preferirlo a Jayson Tatum, al giorno d’oggi? A Ingram andrebbero quindi sicuramente aggiunti due tra Lonzo Ball, Josh Hart e Kyle Kuzma, più eventualmente altri giovani o scelte future. La dirigenza Lakers dovrà sicuramente andare all-in per accontentare James e costruirgli una squadra capace di competere per il titolo. Una super offerta per Davis avrebbe un senso solo dopo aver firmato in free agency un’altra star. Lo spazio salariale nell’estate 2019 potrebbe consentire, ad esempio, di firmare Leonard e fare poi la trade per Davis.

L’epoca dei giovani Lakers sta per finire?

Con un trio di star il problema della squadra corta, dovuto alla cessione di gran parte dei giovani, sarebbe presto risolto dalle firme di veterani a caccia del titolo. Ovviamente, l’ipotesi di affiancare a James due giocatori come Davis e Leonard è la più ottimistica per i tifosi Lakers, difficile ma non impossibile da realizzare.

Non sono da escludersi infine offerte da altre franchigie. Che dire dei Raptors, che potrebbero rinnovare Leonard e aver abbastanza assets da offrire ai Pelicans? O dei Bucks di Antetokounmpo, che ha scherzosamente (ma neanche troppo) invitato Davis a unirsi a lui?

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AD to the Bucks? Giannis is down. 👀 @milbucks_nation

Un post condiviso da ClutchPoints (@clutchpoints) in data: Dic 19, 2018 at 9:50 PST

Giandamiano Bovi
giandamianobovi@libero.it
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