Home Aneddoti NBA Celtics, crisi in attacco per Tatum? Ecco perché Stevens non è preoccupato

Celtics, crisi in attacco per Tatum? Ecco perché Stevens non è preoccupato

di Alessandro Buongiorno

Brad Stevens, presidente dei Boston Celtics, dopo la sconfitta in gara 2, persa poi 94-118 per i Cleveland Cavaliers, ha rilasciato delle dichiarazioni a NBC Sport riguardo le statistiche di Tatum ai playoffs. “Ci sono tante cose in questo lavoro che mi fanno perdere sonno, quello che si pensa su Tatum se stia giocando bene o meno non è una di quelle”. 

Dopo questa risposta ha sottolineato l’importanza di Tatum per la sua squadra: “Alla fine, la miglior cosa che puoi fare da giocatore è quella di far giocare meglio i 4 compagni che hai insieme a te. Se ci riesci, diventi speciale. E io non penso che siamo così tanto lontani per vedere questi numeri, sia individualmente che collettivamente”.

Questo dato è inconfutabile. Con +96 di plus/minus nella post-season non ci sono dubbi sulla sua potenzialità. È evidente che le statistiche di Tatum cambino dalla regular season ai playoffs. Sono 21.2 i punti di media attuali, in 7 partite, rispetto ai 27 tenuti in stagione regolare. La terza scelta al draft 2017 però, è primo in rimbalzi, 10.5, e in assist, 5.3. Dati giustificati dalla pressione che c’è attorno a lui. Ma anche al trattamento che le difese gli riservano in quanto leader di una delle squadre più forti della lega.

Anche su questo Stevens ha risposto: “In 6-7 partite, tutti direbbero che è troppo poco per giudicare, ma non per lui. Ha ottime doti nell’essere bravo nei grandi momenti. E ho realizzato perché le ha. È una qualità che fa parte dell’essere grandi.”

Stevens con questa intervista ha tenuto a specificare qualcosa di importante. È facile criticare qualcuno. Il 25% da tre tenuto da Tatum è uno di quei casi. Si guarda più spesso alle difficoltà rispetto alle cosa migliori, come ad esempio le sue poche palle perse o alla sua ottima capacità di trovare i compagni in situazioni aperte.

Il neo vincitore del premio dirigente dell’anno ha infine concluso: “La nostra squadra segue sempre il motto giocare per vincere. È tutto iniziato con Tatum e poi con Brown. È tutto iniziato con loro perché loro sono quelli che hanno sempre la testa alta in spogliatoio e sono fatti per stare su questo palcoscenico”

 

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