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Rockets, prosegue la crisi. OKC rimonta e vince, D’Antoni: “Piove a dirotto”

di Dennis Izzo

Per la seconda volta in questa stagione nel loro terzo duello, gli Oklahoma City Thunder si impongono sugli Houston Rockets per 112-107 nel Martin Luther King Day, infliggendo loro la quarta sconfitta consecutiva, nonché la quinta nelle ultime sei gare disputate e la settima nelle ultime dodici. Il momento a dir poco critico dei Rockets prosegue senza che nulla dia l’impressione che le cose possano cambiare. Eppure, i padroni di casa dominano in lungo e in largo la sfida nei primi tre quarti, approfittando anche dell’uscita di scena anticipata di Steven Adams, che si fa male in seguito a uno scontro con Clint Capela e lascia il parquet dopo appena 2′.

Dopo l’equilibrio del primo tempo, conclusosi sul 64-57 per i Rockets, i texani piazzano un parziale di 23-14 nel terzo quarto e si portano sul +16 (87-71) all’inizio del quarto periodo. Negli ultimi 12′, però, i Thunder riescono nell’impresa di ribaltare completamente la situazione, facendo registrare un parziale di 41-20, con Dennis Schröder segna il canestro decisivo portando i suoi sul 110-107 a 28” dal termine.

Il tedesco ex Atlanta Hawks mette a referto 23 punti, 5 rimbalzi e 4 assist col 56% dal campo (9/16) e il 43% da dietro l’arco (3/7) in 34′ in uscita dalla panchina, risultando l’unico giocatore in doppia cifra della second unit di OKC (Muscala, Bazley, Burton e Diallo combinano per appena 15 punti). Doppia doppia per Shai Gilgeous-Alexander, autore di 13 punti e 10 rimbalzi col 50% al tiro (5/10), ma i protagonisti principali della vittoria dei Thunder, oltre al sopracitato Schröder, sono Chris Paul e Danilo Gallinari.

“È stato divertente vedere come i ragazzi non abbiano mai perso fiducia, restando uniti e lottando fino alla fine.”, il commento dell’altro grande ex di turno della serata in merito alla reazione con cui i suoi Thunder sono riusciti a rimontare una gara che pareva già segnata dopo i primi 36′. Entusiasmo riscontrabile anche nelle parole di coach Billy Donovan: “Dennis e Danilo hanno segnato dei canestri straordinari per rimetterci in partita, poi siamo stati bravi ad opporci ai tentativi dei Rockets e a prendere rimbalzi importanti. I ragazzi hanno fatto un lavoro veramente fantastico.”

CP3 mette in mostra ancora una volta il meglio del proprio repertorio nella sua stagione della rinascita, chiudendo a quota 28 punti (miglior scorer dei suoi), 8 rimbalzi, 3 assist, 2 palle recuperate e una stoppata col 50% dal campo (9/18) e dalla lunga distanza (4/8). Il Gallo, dal canto suo, mette a referto una bella doppia doppia da 25 punti, 13 rimbalzi e un recupero col 50% da tre (4/8). Con questa vittoria, i Thunder blindano il settimo posto a Ovest (25-19), ad appena un successo dagli stessi Rockets (26-16).

Questi ultimi vivono una crisi nera e non sembrano essere in grado di reagire. L’illusoria prova di forza dei primi tre quarti, infatti, è argomento poco convincente in ottica risalita, dato che nel quarto quarto Houston si è sciolta come neve al sole al cospetto di una OKC sotto di sedici punti e priva sin dall’inizio della gara di Steven Adams, la cui assenza non impedisce ai Thunder di aggiudicarsi la battaglia dei rimbalzi (47-43).

La tripla doppia da record di Westbrook non basta ai Rockets

Russell Westbrook, grandissimo ex di turno e poche settimane fa protagonista del primo match in quel di Oklahoma City da avversario, è ancora una volta tra i pochi positivi, rendendosi autore di una tripla doppia da 32 punti, 11 rimbalzi, 12 assist e 2 palle recuperate col 67% al tiro (16/24) con cui diventa il secondo giocatore della storia, dopo LeBron James, a far registrare una tripla doppia contro tutte le trenta squadre NBA.

James Harden, dal canto suo, non riesce a risollevarsi e vive una serata particolarmente deludente: per lui 29 punti, 9 rimbalzi, 6 assist, un recupero e una stoppata, ma con appena il 31% dal campo (9/29) e il 6% da dietro l’arco (1/17): quest’ultimo dato negativo lo rende ancora una volta il giocatore a sbagliare più triple in una singola partita nella storia, dopo che poco più di un anno fa, il 14 gennaio 2019, aveva tirato 1/17 dalla lunga distanza contro gli Orlando Magic.

“Sto cercando di tornare ai miei livelli abituali. Quando le cose non vanno bene, bisogna insistere per uscirne e tornare a far bene ed è proprio quello che cercherò di fare.”, ha dichiarato il Barba, che al termine della gara è rimasto all’arena per effettuare una sessione di tiro. “Non siamo in grado di segnare, sbagliamo persino i tiri liberi. Stiamo attraversando un momento complicatissimo, uno di quei periodi in cui se piove piove a dirotto.”, le parole di coach Mike D’Antoni.

Scarso l’apporto del supporting cast, con Eric Gordon che in 29′ in uscita dalla panchina mette a referto la miseria di 5 punti, un rimbalzo e un assist con appena il 17% al tiro (2/12) e il 12.5% da dietro l’arco (1/8) e Clint Capela che nonostante l’assenza di Adams non va oltre quota 12 punti, 7 rimbalzi e una stoppata. Appena quattro i giocatori in doppia cifra tra le file dei texani: oltre a Harden, Westbrook e Capela, si iscrive alla lista Danuel House, autore di 13 punti, 6 rimbalzi, un assist, 2 recuperi e 3 stoppate col 45.5% dal campo (5/11) e il 43% dalla lunga distanza (3/7) in 36′ in uscita dalla panchina.

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