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Sixers, Harden e Embiid “pronti a dare battaglia” ai playoffs

di Alessio Modarelli
Joel-Embiid-James-Harden-Sixers

Sale l’attesa in casa Sixers per l’imminente avvio della post-season. I Pennsylvanians sono alla ricerca della definitiva consacrazione nel palcoscenico dei playoffs, le rovinose cadute maturate nelle ultime edizioni sono un monito da prendere con le pinze.

Un ulteriore fallimento darebbe adito ancora maggiore ai dubbi dei  tanti circa la credibilità del The Process, motto iconico in quel di Philadelphia e diventato un vero e proprio modo di pensare la pallacanestro. Continuare a costruire un contesto vincente, con fede cieca nelle scelte fatte.

Domenica, nella chiassosa cornice del Wells Fargo Center, arrivano i Toronto Raptors, freschi di uno smagliante finale di stagione regolare.

La squadra di Nick Nurse ha vinto otto delle ultime dieci partite, mettendo in vetrina l’ottima condizione fisica dei suoi due tenori: Fred VanVleet e Pascal Siakam.

Inoltre i canadesi rappresentano per biancoazzurri un’autentica bestia nera. Nei 103 incontri disputati tra le due franchigie, il parziale recita 62-41 per i Raptors arricchito anche dalle 3 vittorie consecutive di quest’anno.

Insomma, per chi crede alle tradizioni si prospetta un matchup complesso e travagliato per gli uomini di Doc Rivers, chiamati a scardinare un sistema estremamente organizzato su entrambe le metà campo.

Intervistato da Tim Bontemps di ESPN, James Harden ha richiamato indirettamente tutta la rosa a fare grande attenzione sulla verticalità, atletismo e attitudine difensiva dell’orchestra diretta da Nick Nurse.

Tuttavia non ha risparmiato qualche rassicurazione pure sul suo stato fisico, al centro di mille polveroni nelle scorse settimane.

Semplicemente volano. Giocano estremamente duro (…) hanno un sacco di ragazzi che sono alti, atletici, lunghi e solidi difensivamente. Usano molto bene la loro lunghezza e si coprono le spalle a vicenda. Corrono in giro, si arrabattano e volano in difesa, quindi per noi l’esecuzione in attacco diventa fondamentale. Dobbiamo assicurarci di essere precisi nei nostri passaggi e se il tiro è disponibile, siamo tenuti a prenderlo”

“Mi sento bene, sono pronto per giocare. Non c’è nient’altro da dire. Questa settimana ho fatto alcuni sprint e un po’ di lavoro sui tendini del ginocchio per cui è davvero ottimo per prepararmi al primo turno”

Embiid: “Attireranno l’attenzione su di me, dovrò essere bravo a rendere migliori i miei compagni”

Joel Embiid ha vissuto fin qui un’annata straordinaria sul piano personale, conseguendo un traguardo storico. Il primo centro nella storia NBA a chiudere con 30 punti di media.

Nondimeno domenica sarà chiamato al primo di una serie di partite dove inevitabilmente l’attenzione dei difensori avversari sarà centrata tutta su di lui. La bravura dovrà necessariamente prescindere dalle doti di passaggio, un fondamentale che unito alla supporto in chiave realizzativa di Harden.

Il camerunense ne è consapevole e non ne ha fatto mistero nelle parole rilasciate nella giornata di ieri.

(A Harden, ndr) dico di essere se stesso. Sta facendo un ottimo lavoro di playmaking, ma abbiamo bisogno di lui per essere aggressivi e segnare, soprattutto contro Toronto. Con il modo in cui mi mancheranno, avremo bisogno di tutti. Avremo bisogno che Maxey sia aggressivo, idem Harris, tutti gli altri ragazzi devono fare delle giocate”

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