Gennaio è stato un mese brutale per i Jazz. La squadra ha registrato un record mensile di 4 vittorie e 12 sconfitte, ha perso cinque volte di fila, si è dovuta scontrare con gli infortuni di Mitchell e Gobert e, dulcis in fundo, dovrà giocare senza Joe Ingles per il resto della stagione, dopo che l’australiano si è strappato il legamento crociato anteriore questa settimana. Per non farci mancare nulla, il capo allenatore Quin Snyder e Danuel House Jr. sono stati inseriti nei protocolli di salute e sicurezza della lega.
“È come se non riuscissimo a prenderci una pausa” ha detto Rudy Gay in un’intervista post-partita, in seguito alla sconfitta 126-106 di domenica, contro i Minnesota Timberwolves. “Ci sono successe un sacco di cose. Stiamo solo cercando di sopravvivere”.
Improvvisamente, i Jazz (che al momento possiedono un record di 30-21) sono passati dal competere per la vetta della Western Conference, allo scendere al quarto posto della classifica.
“Ho detto ai ragazzi che sì, possiamo autocommiserarci e che sì, ci sono molte scuse che possiamo tirare in ballo” ha detto domenica il capo allenatore ad interim, Alex Jensen. “Ma possiamo anche usarle per unirci e migliorare”.
La parte più difficile è sicuramente dover andare avanti senza Donovan Mitchell, che ad inizio stagione stava facendo numeri d’elite, viaggiando con una media di 25.5 punti e 5.2 assist a partita, tirando con il 45% dal campo e con il 33.9% da tre. Inoltre, secondo NBA.com, i Jazz superano gli avversari di 7.9 punti ogni 100 possessi quando Mitchell è in campo, mentre quel numero scende a 3 punti ogni 100 possessi quando è in panchina.
Donovan Mitchell il mese scorso è stato fermato da una commozione cerebrale, subita durante una partita contro i Lakers, in cui aveva segnato 13 punti in 37 minuti.
Ora non gioca dal 17 gennaio, nonostante di recente sembrava fosse in grado di rientrare, dato che poco tempo fa aveva superato il concussion protocol dells NBA e giocato in 3 contro 3 in allenamento (requisito finale richiesto dal protocollo, prima del via libero per ritornare).
Secondo quanto riporta Tony Jones di The Atlethic (via Twitter), Mitchell in questo periodo ha però continuato ad accusare i sintomi della concussione subita, venendo messo a riposo per altre due settimane, e saltando anche l’allenamento di ieri, venendo poi visitato oggi da uno specialista.
Il veterano non è però l’unico giocatore chiave di Utah in panchina. Infatti anche Rudy Gobert ieri ha saltato l’allenamento con il team, siccome ha subito uno stiramento al polpaccio di recente e non gioca dal 23 gennaio (mancando alle ultime 4 partite della squadra).
Ovviamente, i Jazz sono una squadra diversa senza loro due, e nessuno degli altri giocatori può fare la differenza come loro. E finché non saranno entrambi in salute, in loro assenza il crollo dei Jazz probabilmente continuerà.

