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Warriors, Andrew Wiggins e Jordan Poole nel protocollo anti Covid NBA

di Michele Gibin
andrew wiggins

Dopo Jordan Poole, i Golden State Warriors hanno un altro giocatore nel protocollo NBA anti Covid, ovvero Andrew Wiggins.

Wiggins non ha giocato sabato a Toronto contro i Raptors e aveva anticipato il rientro a San Francisco assieme a Stephen Curry e Draymond Green tra gli altri big, per un turno di riposo concesso da coach Steve Kerr per l’ultima tappa di una lunga trasferta a Est. Gli Warriors torneranno in campo nella notte tra lunedì e martedì al Chase Center contro i Sacramento Kings.

Poole era stato il primo a doversi fermare, già giovedì dopo la partita giocata e vinta da Golden State a New York contro i Knicks, quella del record di triple segnate in carriera per Stephen Curry che ha superato Ray Allen.

Per ora sono solo due i giocatori di Golden State fermi per il protocollo, e visto il trend attuale nella NBA, con tanti giocatori fermati e l’incremento dei test per le squadre, è possibile che altri possano raggiungerli nelle prossime ore. Andrew Wiggins era stato a inizio stagione uno dei casi più spinosi per quanto riguarda il vaccino. L’ex Twolves aveva deciso di non vaccinarsi per ragioni personali e aveva persino inoltrato richiesta di esenzione per “motivi religiosi” alla NBA, richiesta respinta. Per le restrizioni tuttora vigenti in California, analoghe a quelle in vigore a New York e che avevano costretto i Brooklyn Nets a mettere fuori squadra Kyrie Irving, da non vaccinato Andrew Wiggins non avrebbe potuto giocare le partite casalinghe al Chase Center.

Dopo alcuni giorni di colloqui con la squadra, Wiggins aveva deciso di vaccinarsi, decisamente controvoglia.

In stagione Wiggins viaggia a 18.7 punti di media a partita, con il 42.2% al tiro da tre punti in 29 partite giocate.

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