La pallacanestro è uno sport di squadra e i San Antonio Spurs stanno elevando il concetto alla massima potenza possibile. Vederli giocare è sempre una gioia per gli occhi e per la mente. Molte squadre cercano di muovere la palla in attacco come loro, ma poche ci riescono. Anzi, azzarderei a dire che non ci riesce nessuno. Gara-4 a Miami giovedì sera è stata per certi versi migliore di gara-3. Questo perché se in gara-3 gli Spurs sono stati “aiutati” dalle paurose percentuali al tiro del primo tempo, e gli Heat hanno comunque avuto percentuali di tutto rispetto, in gara-4 San Antonio ha fatto una partita apparentemente “normale” per quanto riguarda la precisione di tiro.
E’ la difesa che ha fatto il salto di qualità. Tutti ci aspettavamo (anche Spoelstra) una San Antonio non certo con l’intensità ai livelli di gara-3, e una Miami con la bava alla bocca per cercare di vincere e portare la serie sul 2-2. Effettivamente gli Spurs non sono partiti forte come nella prima partita a South Beach, hanno controllato maggiormente il ritmo, ed il PACE a 84.9 (possessi per 48 minuti) ne sono la dimostrazione. Questo non ha significato però non avere attenzione nella fase difensiva. Popovich la partita l’ha preparata eccome. Ha continuato con il trend di gara-3, ovvero rimanere uno contro uno su LeBron ed i cambi sistematici sui pick&rolls. Se su LeBron finisce Duncan? Non importa, ci rimane. Abbiamo visto persino Matt Bonner rimanere sul Re, con scarsi risultati se posso permettermi, ma è il sistema che fa la differenza. Pop non ragiona su casistiche specifiche, ma su un sistema di gioco offensivo e difensivo che non deve scendere a compromessi. Kawhi Leonard, l’mvp fino ad ora della serie, in marcatura su LBJ è favoloso, e se sul cambio finisce su qualsiasi altro giocatore di Miami lo annulla completamente, 3 stoppate e 3 palle rubate sono una discreta fotografia statistica, ma è quello che fa che non va sullo score che fa ancor più paura. In attacco San Antonio ha continuato a giocare l’ormai famosissima spurs-basketball, che contro la sonnolenta difesa degli Heat ha fatto più o meno quel che ha voluto. Boris Diaw ha sicuramente cambiato tatticamente la serie a favore degli Spurs, apre molto di più il campo, e contro la miglior difesa sul pick&roll della lega è un vantaggio non da poco. San Antonio è cresciuta molto dal punto di vista offensivo nelle due gare giocate a Miami, e per me, in gara-4 ha fatto un ulteriore step in avanti. La difesa sul pick&roll degli Heat è cambiata tra le due partite. Se fino a gara-3 facevano show forte sul palleggiatore, andando poi in emergenza sulle rotazioni per le perfette spaziature Spurs, in gara-4 lo show diventa molto più blando per dare la possibilità al difensore del bloccante di seguirlo sul taglio e non soffrire fin da subito. San Antonio aveva già la situazione preparata, aumentando la velocità di esecuzione e le decisioni sono state ancora più svelte. Attaccavano il recupero con le penetrazioni e poi scaricavano fuori sull’aiuto, in più hanno aumentato gli extra-pass per portare le rotazioni difensive all’esasperazione. Se Leonard è incisivo in difesa, nella metà campo offensiva lo è ancora di più. Giovedì ha attaccato il canestro esattamente come in gara-3, e se lui è aggressivo in quel modo, l’attacco dei nero-argento cambia drasticamente. Anche perché impegna difensivamente LeBron James.
Ma più che di tattica, vorrei aprire una parentesi sulle motivazioni. Gli Spurs ne hanno sicuramente, volevano arrivare in finale e trovare gli Heat. E’ successo. Lo hanno voluto fin da quella gara-7 dello scorso anno. Ora vogliono dimostrare di essere più forti. I Miami Heat, invece, sembrano spenti, stanchi, senza voglia. Se nelle prime tre partite della serie il tutto è stato mascherato da condizionatori, crampi, aggiustamenti e percentuali al tiro, in gara-4 è venuto palesemente alla luce. Era la partita di Miami, tutti se lo aspettavano. L’orgoglio dei bi-campioni in carica. Il nuovo formato delle Finals con l’alternanza dei campi come nelle altre serie (avere gara-5 in Texas non è come averne una terza consecutiva in Florida). Tutto faceva presagire ad una vittoria di Miami, o almeno ad una gara da vita o morte per i campioni. Invece sono apparsi fin da subito molli e remissivi, quasi svogliati. Spoelstra in conferenza stampa ha ammesso che non si aspettavano una partita di quel tipo da parte di San Antonio, ma mi piacerebbe sapere che cosa si aspettassero. Che gli Spurs arrivassero a farsi asfaltare solo perché avevano vinto gara-3??? Se così fosse, è stato un atteggiamento molto, molto superficiale da parte di tutto lo staff e di giocatori di Miami. Ora la serie è compromessa, e solo gli Spurs possono rimettere nella serie gli Heat, che appaiono quasi al tappeto. Non so proprio come ne possano uscire. In una Finale NBA nessuna squadra ha mai rimontato un 1-3. San Antonio ora ha tre match-ball sulla racchetta, ma è ovvio che prima chiude meglio è, anche perché rimettere in gara LeBron è compagni non è assolutamente consigliabile.
Per nbapassion.com
Alberto Vairo


