La principale chiave tattica in gara-2 è stata…..LeBron James.
E’ stato, come sempre, il principale indiziato della sconfitta dei Miami Heat in gara-1, e lui, da grande campione, ha risposto nel solo modo con cui rispondono i campioni, sul campo. Ha segnato 35 punti e catturato 10 rimbalzi nella vittoria per 98-96 in gara-2. A lui si è aggiunto Chris Bosh con 18 punti ed un decisivo canestro da tre punti nei momenti finali di partita.
Nell’era dei Big3, gli Heat sono arrivati a sedici serie consecutive con almeno una vittoria in trasferta e per tredici volte consecutive hanno risposto con una vittoria ad una sconfitta. Per gli Spurs, doppia-doppia per Tim Duncan (18 punti e 15 rimbalzi), la numero 157 nei playoffs, raggiungendo Magic Johnson in vetta alla classifica. Ma è un altro il numero di Magic che TD vorrebbe eguagliare, ed è quello dei cinque anelli. Per Tony Parker 21 punti e 7 assist. James ha segnato soltanto 2 punti con 1/4 al tiro nel primo quarto e 3 palle perse, mentre San Antonio muovendo bene la palla in attacco e assistendo nove dei dieci canestri segnati arriva al primo mini riposo avanti 26-19. Duncan giganteggia in area e da solo ha segnato 11 punti, più dei Big3 insieme che arrivano soltanto a 9. A inizio secondo quarto gli Spurs portano il loro vantaggio a 11 punti, 30-19, ma LBJ alza il volume della radio e segna, con entrate a canestro di assoluta onnipotenza cestistica, e serve assist per 11 punti nel parziale di 15-3 che porta avanti Miami. Da qui in avanti ci saranno diversi cambi di fronte fino al 43 pari che chiude il secondo quarto. Il dato impressionante che viene fuori dal primo tempo di gara-2 è che Miami con James in campo ha un plus/minus di +10 con il 57% dal campo (16/28), mentre con James seduto a riposare ha un plus/minus di -10 con 1 su 9 al tiro. Il terzo quarto è uno spettacolo di onnipotenza pura del numero 6. San Antonio chiude l’area per fermare le penetrazioni del prescelto, e lui risponde al tiro dalla lunga e media distanza. Piazza da solo un parziale di 8-0 in 51 secondi, con due tiri da tre ed un tiro dai 6 metri, ed un totale di sei su sette nel periodo. Qualsiasi squadra si sarebbe sciolta di fronte a questo, ma gli Spurs non sono la franchigia più vincente di tutto lo sport americano degli ultimi quindici anni per caso. Reagiscono con un paio di tiri dalla lunga distanza di Patty Mills e Kawhi Leonard e riescono a mettere nuovamente la testa avanti nella partita. Il terzo quarto è un clinic offensivo da parte delle due squadre. Segnano 69 punti combinati con solo 2 palle perse. La spurs-basketball contro la LeBron-basketball. Si perché le attenzioni che crea il Re fanno sì che qualcuno dei suoi compagni a turno sia libero per un tiro comodo. E’ successo sia a Rashard Lewis che a Bosh, i quali hanno preso tiri non contestati dal perimetro perché la difesa di San Antonio era tutta sbilanciata sul lato di James. Il NetRating (il plus/minus calcolato con punti segnati e concessi proporzionato su 100 possessi) delle prime due gare con LeBron in campo è di +6,4; quello con James in panchina è di -37,7. Servono ulteriori commenti su quanto impatto abbia sulla squadra ??? Nell’intervista a Popovich ad inizio del quarto periodo la giornalista Doris Burke gli ha domandato quali soluzioni si potevano attuare su James, la risposta del Pop è stata “Spero giochi male”. A buon intenditor, poche parole…. James ha continuato a dominare il campo e Miami con Andersen e Bosh come lunghi, insieme ad Allen, Wade e LBJ girano che è una meraviglia. San Antonio non ci sta e risponde colpo su colpo con Diaw e Duncan. La partita è fantastica, il massimo dei massimi livelli. Mario Chalmers decide di riassumere le sue prime due partite con una gomitata nello sterno di Parker che gli costa il flagrant di tipo uno, anche se credo ci fossero gli estremi per l’espulsione. Gli Spurs sono sopra di due punti e con i due liberi più possesso potrebbero incrementare notevolmente il vantaggio. TP9, ancora dolorante allo stomaco, fa 0/2 e Duncan, che nel possesso successivo si guadagna un fallo, lo imita con un altro zero dalla lunetta. Uno 0/4 che costerà caro. A 1’17” dalla fine LeBron trova Bosh nell’angolo, con uno scarico sulla penetrazione, che segna un canestro da tre. Gli Spurs non riescono più ad entrare nel pitturato offensivo, un po’ per la brutta esecuzione in attacco e grazie anche alla difesa asfissiante degli Heat che chiude l’area come meglio non si può. San Antonio forza un paio di tiri, Duncan è visibilmente stanco. A pochi secondi dalla fine sotto di tre, gli Spurs decidono di non fare fallo e difendere. Bosh, fuori dalla linea dei tre punti, marcato da Duncan, decide di batterlo in palleggio e quando arriva l’aiuto, passa a Wade, che con un taglio si trova proprio sotto il canestro. Segna e chiude la partita.
Gli Spurs non perdono solo una partita, ma anche il fattore campo, che adesso è nelle mani degli Heat. Se San Antonio vorrà vincere almeno una partita all’American Airlines Arena, il rendimento di Green e Leonard dovrà certamente essere superiore a queste prime due partite in casa. Considerando che solitamente il loro rendimento in trasferta cala, l’impresa non sarà facile. Concludo con una considerazione, LeBron James può battere gli Spurs, ma non sono altrettanto sicuro che gli Heat possano battere gli Spurs. Questa è una speranza per Duncan e compagni.
Per NbaPassion,
Alberto Vairo


